ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùla relazione annuale

Rifiuti, l’Autorità lancia l’allarme. Faro sui prezzi del mercato elettrico

Smaltimento e riciclo dei rifiuti da rilanciare, gare al gas ancora al palo, maggiore spinta per liberalizzare definitivamente il mercato dell’energia: ecco i messaggi principali dell’ultima Relazione Annuale dell’Arera

di Celestina Dominelli

default onloading pic
Arera, il presidente dell’Autorità Stefano Besseghini

Smaltimento e riciclo dei rifiuti da rilanciare, gare al gas ancora al palo, maggiore spinta per liberalizzare definitivamente il mercato dell’energia: ecco i messaggi principali dell’ultima Relazione Annuale dell’Arera


3' di lettura

La premessa è chiara: i servizi pubblici hanno garantito la continuità della vita sociale anche durante il lockdown e saranno ora il fulcro della ripresa. Ma l’emergenza coronavirus ha rappresentato un’efficace cartina di tornasole delle criticità, soprattutto nel settore dei rifiuti, «una delle sfide centrali per il Paese», rendendo ancora più cruciale il ruolo di regolazione e di garanzia dell’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente. Sarà questo il messaggio principale chei il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, ha consegnato a Governo e Parlamento presentando giovedì 17 settembre la Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull’attività svolta. Una fotografia puntuale che, come di consueto, mette in fila le azioni messe in campo dall’Authority, affiancandole però quest’anno anche le prime valutazioni sui riverberi del Covid-19.

L’allarme sui rifiuti

Se i settori più maturi dal punto di vista regolatorio, come l’energia e l’idrico, hanno sostanzialmente retto l’onda d’urto della pandemia, quello dei rifiuti ha invece mostrato tutta la sua debolezza, soprattutto sul fronte dello smaltimento e del riciclo per via della conclamata carenza impiantistica e dello stop al conferimento dei rifiuti dipendente da altri Paesi, non raggiungibili durante il lockdown. Senza contare, ha ricordato Besseghini, i problemi irrisolti del settore, dalla governance confus a e spesso contraddittoria alla polverizzazione delle gestioni (riassumibile negli oltre 6.500 soggetti, di cui 88% gestori-enti pubblici, censiti a un anno dall’avvio dell’anagrafica degli operatori), che rendono ancora più urgente la completa implementazione del nuovo meccanismo tariffario, varato a ottobre scorso e imperniato su un’asimmetria regolatoria per tener conto delle differenze territoriali, come pure la messa a disposizione di risorse aggiuntive da parte dello Stato per garantirne «la necessaria stabilità economica e finanziaria».

Loading...

Il nodo degli oneri di sistema

L’emergenza Covid-19 ha poi costituito un banco di prova importante anche per il settore energetico, facendo emergere la resilienza del sistema italiano, in cui il peso delle rinnovabili elettriche nel mix energetico nazionale sta via via crescendo e va quindi sempre più governato per evitare particolari impatti sulla bolletta. Dove comunque, ha evidenziato il numero uno dell’Authority, il peso degli oneri di sistema e delle tasse continua a essere rilevante e grava sia sulle famiglie che sulle imprese, con evidenti risvolti negativi sulla competitività di queste ultime rispetto alle omologhe europee.

Un “fardello” sempre più insostenibile, dunque, su cui urge «un intervento risolutivo» che, per l’Arera, deve passare, come ribadito più volte, attraverso una sua parziale fiscalizzazione. In alternativa, l’Autorità sollecita una riduzione strutturale delle componenti fisse e degli oneri nella bolletta delle famiglie come quella già messa in campo per le Pmi in piena emergenza con un taglio trimestrale che ha riguardato 3,7 milioni di utenze non domestiche. Un intervento che permetterebbe, è il ragionamento sviluppato da Besseghini, «di restituire centralità alle voci in bolletta propriamente riconducibili alla fornitura», ma anche di semplificare il sistema di esazione, nonché di dare maggiore trasparenza al processo di liberalizzazione del mercato elettrico.

Faro sui prezzi dell’elettricità

Un percorso, quest’ultimo, cominciato nel 2007, che, pur procedendo costantemente, non ha ancora conosciuto il definitivo approdo, ma ha sicuramente beneficiato del lavoro portato avanti dall’Autorità per aumentare la consapevolezza dei clienti alle prese ora con l’addio alla maggior tutela . Per render possibile, però, il definitivo passaggio al mercato libero, mancano ancora dei tasselli, a cominciare da quell’Albo dei venditori, la cui accelerazione, ha rimarcato l’Arera, è indispensabile anche per superare la persistente frammentazione del settore (con più di 700 operatori) non ascrivibile soltanto ad aumento della concorrenzialità. Correttivi non più procrastinabili, quindi, che serviranno a favorire un pieno sviluppo del mercato libero dove i clienti domestici hanno pagato in media nel 2019 (ultimi dati disponibili) il 26% in più di quello del regime tutelato. E dove l’intervento dell’Autorità dovrà quindi necessariamente concentrarsi per correggere questo differenziale, con un occhio anche al tema della trasparenza garantita al cliente finale.

Più fondi per rilanciare l’idrico

La stessa attenzione dovrà comunque essere rivolta anche agli altri settori, a cominciare dal gas, con il meccanismo delle gare ancora al palo e che va sbloccato una volta per tutte anche per rilanciare i grandi investimenti connessi, e all’idrico che ha conosciuto un 2019 particolarmente intenso con importanti riforme diventate realtà. Perché, su quest’ultimo versante, molte tessere sono andate a traguardo sia lato operatori (anche grazie al ricorso ai poteri commissariali previsti dalla legge) sia lato utenti. Ma la strada è ancora lunga. E servono, ha rammentato il presidente dell’Arera, investimenti consistenti che devono arrivare sì dalle tariffe, ma anche dalla contribuzione di natura pubblica, e che dovranno alimentare quel Piano nazionale per gli interventi, vero e proprio spartiacque nel riassetto dell’intero comparto. E, più in generale, soluzioni strutturali potrebbero giungere dagli investimenti per economia circolare (rifiuti e fonti rinnovabili) previsti nelle linee guida del Governo per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti