Indagini a Brindisi e Taranto

Rifiuti: sequestrati centrale e mezzo miliardo a Enel, impianto Cementir

di Roberto Galullo


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Centrale termoelettrica Enel a Cerano (Ansa)

3' di lettura

Due sequestri che fanno rumore: a Cerano di Tuturano (Brindisi) la centrale termoelettrica dell’Enel e a Taranto lo stabilimento Cementir, oltre ad alcuni compendi aziendali dell'Ilva. Per la precisione i parchi loppa d'altoforno, nastri trasportatori e tramogge.
Non solo. Per Enel produzione spa è in corso un sequestro per oltre 523 milioni, che la Procura di Lecce ha quantificato come ingiusto profitto per il periodo settembre 2011/settembre 2016.

Sono 31 le persone indagate dalla Procura di Lecce delle tre società, a vario titolo, per traffico illecito di rifiuti e gestione dei rifiuti non autorizzata.
Per non pregiudicare i servizi alla collettività (persone e imprese), il Gip ha disposto la facoltà d'uso al massimo per 60 giorni delle infrastrutture delle tre società. Enel dovrà utilizzare le infrastrutture dedicate e inviare i rifiuti presso impianti autorizzati. Cementir dovrà cessare una parte di approvvigionamento dalla centrale Enel e rientrare nei termini di legge.

I decreti di sequestro preventivo sono stati effettuati dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Taranto (comandante provinciale Gianfranco Lucignano) e sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Lecce Antonia Martalo su richiesta della procura (capo Leone De Castris e pm Alessio Coccioli e Lanfranco Marazia).
L'operazione delle Fiamme Gialle “Araba fenice” è il proseguimento dell'attività giudiziaria partita cinque anni fa e conclusa con il sequestro penale di due aree dello stabilimento Cementir Italia spa di Taranto, secondo l'accusa illecitamente adibite a discarica di rifiuti industriali gran parte dei quali originati dall'Ilva.

Le indagini della Procura (comprese alcune perizie) hanno rivelato che le materie prime utilizzate da Cementir per la produzione di cemento e acquistate dall'Ilva e dallo stabilimento Enel di Cerano non erano conformi agli standard di legge.
La loppa di altoforno (un sottoprodotto del processo di produzione della ghisa) venduta dall'Ilva alla Cementir, secondo quanto afferma la Procura di Lecce, presenta criticità connesse alla commistione della stessa con scarti/rifiuti eterogenei, che ne pregiudicano la capacità di impiego nel ciclo produttivo del cemento. «Per le criticità esposte - dichiara la procura - la loppa prodotta e commercializzata da Ilva spa deve essere esclusa dal novero dei sottoprodotti ed inserita in quella dei rifiuti».

Una volta accertate le violazioni di legge nella produzione di cemento, gli inquirenti hanno esaminato i quantitativi di cenere leggeri che Cementir spa ha acquistato dallo stabilimento di Cerano dell'Enel. In questo caso la procura ha accertato che Enel ha classificato le ceneri come “rifiuto speciale non pericoloso”. In realtà il produttore, secondo le ricostruzioni di investigatori e inquirenti, ha impiegato combustibili generando così ceneri contaminate. «La gestione promiscua delle diverse tipologie di ceneri da parte dell'Enel di Cerano - afferma la Procura di Lecce - si è tradotta in un oggettivo vantaggio patrimoniale consistente nel risparmio dei costi legati alla separazione di 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti e al loro corretto smaltimento».

Molto critica la procura, secondo la quale «la successiva commercializzazione ha rappresentato per Enel un espediente dietro il quale si è celato l'intento di reperire un canale di smaltimento dei rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi a legge. Peraltro la condotta è stata ritenuta particolarmente grave tenuto conto che presso la centrale sono presenti impianti che avrebbero consentito lo stoccaggio e la separazione delle ceneri e che tuttavia non sono mai stati utilizzati».
Le indagini, però, non sembrano finire qui. Secondo la procura, infatti, alcuni indagati, intercettati, parlano della necessità di confondere gli inquirenti, presentando dati truccati.

La reazione dell'Enel
Pronta la reazione dell'Enel Produzione. «I provvedimenti relativi alla centrale di Enel Produzione - specifica la nota - riguardano l'uso delle ceneri nell'ambito di processi produttivi secondari. Enel Produzione confida che nel corso delle indagini potrà dimostrare la correttezza dei propri processi produttivi e presterà ogni utile collaborazione alle Autorità inquirenti. Il provvedimento di sequestro non pregiudica la corretta operatività della centrale, nel rispetto di prescrizioni coerenti con il modello operativo di Enel Produzione».

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