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Rifiuti spaziali, alleanza italo-canadese per monitorarli in tempo reale

Thales Alenia Space, Telespazio e Northstar si preparano a lanciare dodici satelliti per osservare i detriti direttamente dallo spazio

di Leopoldo Benacchio

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Thales Alenia Space, Telespazio e Northstar si preparano a lanciare dodici satelliti per osservare i detriti direttamente dallo spazio


4' di lettura

Immaginate di aver finalmente la automobile dei vostri sogni, che migliorerà la vita permettendovi di fare i viaggi che volete da tempo. Dovete entrare però in autostrada, ed ecco che la trovate già intasata di macchine e moto, piena di carcasse di altre auto e pezzi provenienti da vari incidenti: parafanghi, calandre e interi motori.

Non è un bell'andare di sicuro, a meno che, visto che in autostrada ci dovete proprio andare, non ci sia qualcuno che vi dice in ogni momento dove sono i pericoli da evitare e soprattutto quando ve li troverete davanti.

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Le metafore fanno quel che possono, si sa, e, augurandoci di non avere mai questa situazione sulla Terra, quanto descritto è proprio simile a quel che troviamo nello spazio, sempre più affollato e strapieno di detriti che provengono da urti fra satelliti e mille altre situazioni.

A questo pensa di dare una buona soluzione Northstar, società canadese della Space Economy, che agirà anche con la partnership di Thales Alenia Spazio e Telespazio, unite nella Space Alliance. Lo farà in modo molto innovativo, capovolgendo il punto di vista: osserverà i detriti spaziali dallo spazio stesso, e non più da Terra come finora abbiamo fatto, attraverso la sua costellazione di 12 satelliti da 100 chili ognuno, Skylark.

Osservazione dallo spazio

Le prime tre “allodole spaziali”, questa la traduzione del nome del progetto, sono previste per il lancio nel 2022.Il punto di partenza per capire l'impresa, e il business collegato, è che, a ormai 63 anni dallo Sputnik sovietico e dal suo oramai leggendario bip bip, lo spazio attorno alla Terra, diciamo fra i 400 e i 1200 chilometri dal suolo, la cosiddetta zona di orbita bassa, è pieno di satelliti, da cui peraltro dipende gran parte della nostra vita anche quotidiana, sicurezza e benessere.

C'è perfino, a 400 chilometri, la preziosa e costosissima Stazione spaziale internazionale, 100 miliardi almeno nei 20 anni di vita da poco compiuti e grande come un campo da calcio. L'incidente è sempre dietro l'angolo: la settimana scorsa un importante satellite astronomico, Cheops, per il quale l'Italia è responsabile sia della progettazione scientifica e tecnica che per parte della costruzione, è stato sfiorato da un detrito che poteva metterlo completamente fuori uso, e farlo diventare, a sua volta un pericoloso detrito spaziale senza più controllo.

I dodici satelliti Northstar staranno ben oltre la quota della spazzatura spaziale, a migliaia di chilometri, in orbita ellittica geosincrona, cioè si muoveranno alla stessa velocità angolare della Terra, vedendo quindi sempre la stessa parte di pianeta, e potranno costruire da lì il catalogo di riferimento, in 3D, di tutti i possibili pericoli per i satelliti in orbita bassa.

La spazzatura spaziale consta di almeno 20-30mila pezzi più grandi dei 10 centimetri, che orbitano attorno alla Terra, grazie alle leggi di Isaac Newton e parecchia, tonnellate, ne cade continuamente anche sulla Terra: piccoli pezzi provenienti da urti o disintegrazione ma anche interi satelliti zombi.

Rischi costanti

La velocità con cui viaggia questa mercanzia sta attorno ai 28.000 chilometri all'ora. Immaginate se un bullone arriva addosso a un satellite cosa può succedere.

«Se si vuole parlare di sviluppo della new space economy occorre introdurre il concetto di sostenibilità nello spazio, da cui peraltro dipende anche l'economia sulla Terra e questo fa entrare in gioco il concetto di sicurezza», afferma Stewart Bain, Ceo e co-fondatore di Northstar Earth & Space.

Oltre alla cosiddetta spazzatura spaziale possono rappresentare un pericolo anche i mezzi perfettamente funzionanti, se la loro posizione e orbita non è perfettamente conosciuta e seguita. Pensiamo che solo da gennaio 2020 ne sono stati lanciati circa un migliaio, quasi tutti piccoli satelliti, poco costosi e con obiettivi limitati.

Per avere un'idea della possibile congestione e delle potenziali collisioni basta solo un dato: SpaceX con la sua costellazione per la distribuzione di internet dal cielo potrebbe arrivare a 15mila minisatelliti orbitanti nei prossimi anni.

Catalogo aggiornato in diretta

Finora il catalogo di questi proiettili spaziali, che girano attorno alla Terra assieme ai satelliti funzionanti, è stato fatto, con notevole difficoltà, osservandoli dal suolo terrestre. Questo però non può necessariamente dare né la posizione in tempo reale, magari ci sono nuvole sopra all'osservatore, né la posizione stessa può essere precisa, dato che l'incessante agitarsi dell'atmosfera sparpaglia la luce e sfuoca l'immagine.

Per il catalogo che produrrà e aggiornerà costantemente Skylark si pensa ad almeno 300.000 oggetti. Quindi tanti di più e con posizioni molto più precise, una bella differenza se tutto andrà per il verso giusto.

«Il mondo ha bisogno di un sistema complessivo - continua Bain - e con la nostra costellazione di dodici satelliti continuamente all'erta nel prendere immagini, un software specializzato che ne estrae al volo le posizioni dei potenziali pericoli e l'uso dell'intelligenza artificiale siamo in grado di fornire ai nostri clienti un servizio in tempo reale ai nostri clienti».

Assicurazioni, operatori di satelliti privati, investitori, Enti regolatori del traffico aereo saranno sicuramente fra i più interessati a capire cosa e quando potrebbe distruggere i satelliti che in quel momento stanno funzionando alla grande, ma la platea di chi è interessato a non perdere un investimento di anni di lavoro e milioni di euro per colpa di un bullone vagante è probabilmente assai più vasta.


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