Verso il voto

Rifiuti, trasporti e misure per le imprese Ultima chiamata per il rilancio di Roma

Il prossimo sindaco avrà a disposizioni i fondi del Recovery plan, quelli per il Giubileo 2025 e forse quelli del possibile Expo 2030. Le imprese chiedono più impianti per smaltire i rifiuti, non chiudendo ai termovalorizzatori. Potenziare metro e tram

di Andrea Marini

Verso il voto a Roma. I 4 candidati : da sinistra , Carlo Calenda (Azione-Italia Viva), Virginia Raggi (5S), Enrico Michetti (centrodestra) e Roberto Gualtieri (centrosinistra)

2' di lettura

Per le imprese di Roma le elezioni amministrative di domenica e lunedì prossimi sono diverse da tutte le recenti comunali. Hanno un po’ il sapore dell’ultima chiamata per un territorio che si porta dietro problemi cronici. Delle vere e proprie zavorre che frenano le eccellenze imprenditoriali che certo non mancano. Il prossimo primo cittadino avrà davanti una opportunità unica, dovuta ai fondi in arrivo dal Recovery plan, a quelli per il Giubileo 2025 e a quelli della possibile candidatura di Roma per ospitare l’Expo 2030. Se il nuovo sindaco sarà in grado di elaborare i progetti giusti, ci sarà l’opportunità non solo di risolvere i problemi storici della Capitale, dai rifiuti ai trasporti, ma anche di dare a Roma quella vocazione di sviluppo in grado di metterla alla pari delle altre capitali europee.

Secondo i dati elaborati da Unindustria Lazio, delle 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti da Roma, solo il 15% vene ad oggi trattato da Ama, la società di igiene urbana al 100% del Comune. Il 35% finisce in discarica, contro l’1% di Berlino. Solo il 6% è destinato al recupero energetico, contro il 60% di Parigi. Sono 660mila le tonnellate che finiscono fuori provincia. Per questo per le imprese è fondamentale che Ama si doti il prima possibile di nuovi impianti, non escludendo a priori i termovalorizzatori. Anche ricorrendo a partnership industriali.

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Tra il 2014 e il 2018 la velocità commerciale delle metro romane è passata a 13 a 10 km/h, i bus sono scesi d 19 a 13,1 km/h. A Roma i tempi medi di attesa sono 16 minuti contro i 9 di Milano. Per il trasporto di superficie, il livello di soddisfazione degli utenti è stato negativo per quasi il 60% nel 2019. Va un po’ meglio per le metro, dove gli insoddisfatti sono il 38,4% (dati della Agenzia che controlla la qualità dei servizi pubblici del comune). Per questo le imprese chiedono di rafforzare le linee metro e le linee tranviarie. Inoltre, Roma servizi per la mobilità andrebbe trasformata in agenzia in grado di integrare i vari operatori della città metropolitana. Parte del servizio svolto da Atac (l’azienda dei trasporti al 100% del Comune), una volta fatta l’analisi dei bacini d’utenza, dovrebbe essere messo a gara.

Ma il nuovo sindaco dovrebbe pensare a rendere Roma anche una città più attrattiva per le aziende. Unindustria ha proposto la creazione di un city manager per le grandi aree industriali. Nonché una spinta sulla semplificazione e la digitalizzazione, per ridurre i tempi di risposta per le imprese del 30% in due anni. In questa strategia, rientra anche la necessità di portare a Roma agenzie internazionali, come la nuova agenzia della ricerca biomedica, quella per l’istruzione e la cultura e quella per le emergenze sanitarie.

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