economia circolare

Rifiuti zero, gli scarti dell’acciaio si trasformano in energia

Un progetto dell’Enea ne sperimenta l’uso per lo stoccaggio di energia termica negli impianti solari termodinamici

di Davide Madeddu


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Reuters

2' di lettura

Non solo rifiuti ma energia. Perché gli scarti dell'acciaio, prodotti nelle lavorazioni dell'industria siderurgica, possono trasformarsi in elemento indispensabile per lo stoccaggio di energia termica negli impianti solari termodinamici. A portare avanti il programma, dopo un percorso progettuale e una sperimentazione con un impianto pilota, è l'Enea con il

progetto europeo REslag (finanziato dal programma Ue Horizon 2020 con circa 9 milioni di euro, ha coinvolto 19 partner di 8 paesi).

Nello specifico il progetto finalizzato alla produzione di energia termica, è stato sostenuto da un investimento di 800mila euro per l'avvio della sperimentazione e la realizzazione dell'impianto pilota (costato circa 600mila euro).

A spingere i ricercatori verso la sperimentazione che rientra nei programmi di economia circolare con l'obiettivo “rifiuti zero”, i dati relativi alla produzione di scarti negli impianti siderurgici. Solo in Europa ne vengono prodotte 20 milioni di tonnellate. Di queste la maggior parte,

pari al 75%, trova impiego in edilizia e nella cantieristica stradale, mentre il restante 25% (oltre cinque milioni di tonnellate, l'equivalente in peso di 650 Tour Eiffel) rimane stoccato negli impianti di produzione oppure smaltito in discarica, con un evidente impatto sull'ambiente.

Proprio la quantità che rimane negli impianti di produzione ha suscitato l'interesse dei ricercatori. «Nell'ambito del progetto - dice Luca Turchetti, ricercatore della Divisione Solare termico, Termodinamico e Smart Network di Enea - abbiamo sostituito una parte dei sali fusi, utilizzati dall'impianto solare a concentrazione per accumulare energia termica ad alta temperatura (fino a 550 ºC), con scarti d'altoforno opportunamente riprocessati».

All'aspetto energetico e ambientale si lega poi quello dei costi di produzione. «Grazie a questa sperimentazione, abbiamo messo a punto un sistema a basso costo per l'accumulo di energia termica - prosegue -, che potrebbe aprire la strada alla diffusione del solare a concentrazione, una tecnologia “cento per cento verde” in grado di disaccoppiare la fase di produzione di energia termica da quella di conversione in elettricità e, quindi, di produrre corrente elettrica in base alle richieste della rete anche in assenza della radiazione solare».

Per Walter Gaggioli, responsabile del laboratorio ingegneria delle Tecnologie solari e coordinatore Enea de progetto Reslag si tratta di un «passo importante verso l'economia circolare». «Dopo il successo della realizzazione di questa infrastruttura sperimentale - chiarisce -, il nostro impianto solare termodinamico con il nuovo sistema di accumulo termico a base di sali fusi e materiali di scarto è stato incluso nelle facility aperte ai gruppi di ricerca europei del nuovo progetto Sfera III sul solare termico a concentrazione». Nell'ambito del programma REslag, che punta a una produzione di acciaio “near-zero-waste” anche altri tre progetti che riguardano il recupero di calore nell'industria siderurgica, la produzione di materiali ceramici refrattari e l'estrazione di metalli ad alto valore aggiunto.

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