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Riforma dell’orientamento, pronto il decreto

Moduli di orientamento di 30 ore per anno scolastico alle medie e superiori

di Claudio Tucci

Pnrr, Gentiloni: "Impegno governo su obiettivi molto serio"

2' di lettura

Con un tasso di abbandono scolastico a doppia cifra, peggiorato durante la pandemia (siamo al 13,5%, come valore nazionale), e con oltre il 44% di diplomati che, se potesse tornare indietro, cambierebbe scuola o studi, il ministero dell’Istruzione e del merito è pronto a metter mano all’orientamento tra i banchi, come previsto dal Pnrr, che stabilisce di varare la riforma entro dicembre.

In soffitta, alle medie, il consiglio orientativo

La bozza di decreto, con allegate linee guida di 9 pagine, messe a punto dal ministro Giuseppe Valditara, e inviate al Cspi, l’organo tecnico consultivo del ministero, per il parere, contengono diverse novità. Intanto si manda, nei fatti, in soffitta, alle medie, il consiglio orientativo, rivelatosi nel tempo sempre meno efficace. La riforma prevede moduli di orientamento di almeno 30 ore, anche extracurriculari, per anno scolastico, in tutte le classi delle medie (Valditara ha annunciato ieri una lettera nei prossimi giorni da inviare proprio alle famiglie degli studenti di scuola media sull’orientamento). Alle superiori si prevedono moduli di orientamento di almeno 30 ore annue a partire dalla prima classe (nell’ultimo trienno le 30 ore diventano moduli curriculari). Tutto ciò è previsto che decolli a partire dall’anno 2023/24.

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I moduli di 30 ore

Il ministero, sempre nella bozza di decreto e linee guida, chiarisce subito che questi moduli di 30 ore «non vanno intesi come contenitori di una nuova disciplina o di una nuova attività educativa aggiuntiva e separata dalle altre». Ma si tratta, è scritto, di ore da gestire con flessibilità e autonomia, da spalmare nel corso dell’anno, e da progettare assieme a territori, università, Its Academy, imprese.

Arriva il docente “tutor”

La seconda novità riguarda l’arrivo di un docente “tutor” di gruppi di studenti, chiamato a dialogare con alunno, famiglia e altri colleghi insegnanti. Questo docente “tutor”, ed è qui la terza novità, avrà due compiti. Il primo è quello di supportare il ragazzo a rivedere le parti dell’E-porfolio personale, il nuovo porfolio digitale che avrà ciascun studente e che racchiuderà un po’ tutte le attività che fa, dalle 30 ore di orientamento al percorso di studi, dallo sviluppo delle competenze (incluse le esperienze di scuola-lavoro) alla scelta di un proprio possibile “capolavoro” (un elaborato visuale o multimediale, la documentazione di un progetto e della sua esecuzione fino al prodotto finale, la scrittura di un saggio di autopresentazione scolastica ed extrascolastica, la redazione di un curriculum vitae in formato europeo e così via). Il secondo compito del docente “tutor” è quello di costituirsi “consigliere” affidabile delle famiglie, nei momenti delicati di scelta dei percorsi formativi e/o delle prospettive professionali. Insomma, l’orientamento diventerà un processo non episodico, ma sistematico; per questo nel prossimo triennio (2023/24, 2024/25, 2025/26) proprio l’orientamento diventerà priorità strategica della formazione, nell’anno di prova e in servizio, di tutti i docenti (per quelli “tutor” saranno previste iniziative formative specifiche).

Nelle bozze predisposte dal ministero dell’Istruzione e del merito «ci sono novità interessanti, come la figura del docente “tutor” e l’E-porfolio per ciascun studente - ha sottolineato Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi -. Bisogna però migliorare il coordinamento con i percorsi di scuola-lavoro, e puntare a una vera innovazione della didattica».

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