La contestazione

Riforma del fisco, Franco: «Si parte dall’Irpef». In Parlamento l’ipotesi di modello scandinavo infiamma Lega e Fi

Per il deputato leghista Alberto Gusmeroli è «intoccabile la miniflat tax al 15% per i redditi soto i 65mila euro»

di Nicoletta Cottone

(caifas - stock.adobe.com)

I punti chiave

  • L’accordo della discordia sul modello scandinavo
  • Gusmeroli (Lega): «Nessuna intesa sui cardini della riforma»
  • Marattin: «Discussione in corso, serve serietà»

3' di lettura

«La riforma fiscale, da definire nella seconda metà del 2021, affronterà il complesso del prelievo, a partire dall'imposizione personale. Sarà collegata anche agli sviluppo a livello europeo e globale su temi quali le imposte ambientali e la tassazione delle multinazionali. Saranno inoltre riformati i meccanismi di riscossione». É quanto si legge nell’introduzione della bozza del Def, firmata dal ministro dell’Economia Daniele Franco. Un tema, quello della riforma fiscale, che infiamma il Parlamento.

L’accordo della discordia sul modello scandinavo

In Parlamento si alzano i toni con l’uscita di due take dell’agenzia di stampa Public Policy, dove si legge che al termine della riunione degli uffici di presidenza delle commissioni Finanze di Camera e Senato, sarebbe stato raggiunto un accordo su tre punti cardine che poi, dopo la stesura finale, saranno sottoposti al voto. Immediata la contestazione della Lega, alla quale poco dopo si aggiunge Forza Italia, forze che tutte e due sostengono la maggioranza. Dopo un lungo ciclo di audizioni si punterebbe, si legge, a una progressività dell’imposizione fiscale sul modello scandinavo della Dual Income Taxation, che limita la progressività ai soli redditi di lavoro e applica ai redditi di capitale un’aliquota proporzionale pari a quella del primo scaglione dell’imposta sul reddito. Fra i punti, si legge, ci sarebbero l’obiettivo redistributivo della riforma fiscale, gli incentivi per la crescita, l’offerta di lavoro e la produzione del reddito. E mantenere l’unità impositiva individuale con incentivi all’offerta di lavoro del secondo percettore di reddito del nucleo familiare. Stesura finale entro maggio.

Loading...

Lega: «Nessuna intesa sui cardini della riforma»

«Sui cardini della riforma del fisco non c’è intesa. Non siamo d’accordo su metodo e contenuti», hanno dichiarato subito il responsabile Economia della Lega, il senatore Alberto Bagnai e l’onorevole leghista Alberto Gusmeroli, che contestano la comunicazione secondo la quale sarebbe stato trovato un accordo sui cardini di una ipotesi di riforma del fisco. Criticano il «metodo di lavoro adottato dai presidenti Luigi Marattin (presidente della commissione Finanze della Camera e deputato di Italia viva, ndr) e Luciano D’Alfonso (presidente della commissione Finanze del Senato e senatore del Pd, ndr), quello delle riunioni informali in ufficio di presidenza, che ci impedisce di lasciare a verbale una qualsiasi traccia del nostro dissenso». E sottolineano che l’alveo inizialmente definito era circoscritto, «alla sola Irpef».

Gusmeroli: «Intoccabile la miniflat tax al 15%»

Raggiunto telefonicamente Gusmeroli entra nei dettagli e sottolinea che «qualsiasi progetto di riforma non può prescindere dalla semplificazione del sistema e dalla riduzione delle imposte per rilanciare l’economia». Una riforma della sola Irpef, spiega, «in assenza di ampie cifre a disposizione, rischia solo di aumentare le tasse e complicare ancora di più la vita a contribuenti e imprese. Per noi è intoccabile la miniflat tax al 15% fino a 65mila euro, nessuna patrimoniale e nessun aumento Iva. Giusto parlare della no tax area nell’ambito della quale non si debba nemmeno fare la dichirarazione dei redditi e altri piccoli interventi per ridurre la tassazione, dilazionare i pagamenti e semplificare».

Toffanin (Fi): «Nessuna condivisione di intenti»

Anche la senatrice di Forza Italia Roberta Toffanin, vicepresidente della Commissione Finanze, smentisce «categoricamente che i componenti delle commissioni congiunte Finanze di Senato e Camera avrebbero trovato una condivisione di intenti su un'ipotesi di riforma del fisco». Toffanin riferisce di aver stigmatizzato che nella riunione dell'Ufficio di presidenza congiunto delle Commissioni, «in realtà si sia entrati, in maniera del tutto inusuale, nel merito delle linee guida dell’ipotesi di riforma, senza tenere in considerazione che nell'Ufficio di presidenza non sono presenti tutti i componenti della Commissione e che non è quella la sede adeguata». Toffanin ritiene che «questioni così importanti, che impattano sulla vita di milioni di cittadini, debbano essere analizzate nelle sedi opportune, in totale trasparenza e reale condivisione».

Marattin: «Discussione sulla riforma in corso, serve serietà»

«Non so di cosa si parli. C’è, da settimane, una road map di 12 punti su cui impostare la discussione per una riforma strutturale del fisco, e c'è una discussione sulle linee generali che è iniziata due giorni fa, relativa a che obiettivi debba porsi la riforma. La discussione proseguirà nelle prossime settimane, e un accordo - se ci sarà - sarà raggiunto solo alla fine», ha dichiarato Luigi Marattin, presidente della commissione Finanze della Camera, dopo la nota critica diramata da Bagnai e Gusmeroli. «Questo ovviamente - puntualizza Marattin - se tutti i membri della commissione intendono affrontare il discorso seriamente. Se qualcuno intende rincorrere voci e indiscrezioni, e magari usarla come scusa per non lavorare, è libero di farlo. Senza necessariamente che questo implichi la necessità di commentare queste sciocchezze».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti