il ddl approvato con 267 sì

Riforma processo penale, ok definitivo della Camera

di A. Gagliardi e V. Nuti

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(ANSA)


4' di lettura

Via libera definitivo della Camera al disegno di legge di modifica del codice penale e del codice di procedura penale. I voti favorevoli sono stati 267, i contrari 136 e 24 gli astenuti. Ad astenersi i deputati di Mdp. Contro hanno votato quelli di SI, M5S, Fi, Cor, Scelta civica e Udc. Il ministro di Ap Enrico Costa ha votato contro il ddl penale. Pochissimi in Aula alla Camera i deputati di
di Ap che hanno detto sì alla fiducia, malgrado il giudizio nettamente negativo sul prolungamento della prescrizione. In mattinata il voto di fiducia si era concluso con 320 sì, 149 no e un astenuto.

Il testo è stato approvato nella stessa versione votata dal Senato oltre un anno fa il 15 marzo 2017. E rimasto poi a lungo il standby per divergenze interne alla maggioranza. Nella sua dichiarazione di voto favorevole per conto del Pd Davide Ermini ha difeso in particolare il capitolo degli ascolti investigativi. Nel ddl, ha sottolineato, «nessuno tocca le intercettazioni come strumento investigativo, ma si cerca di non far finire sui giornali le cose su persone che con i processi non c'entrano niente, e di non far finire in galera chi è soggetto di informative sbagliate».

Opposizioni contro: «È riforma svuotacarceri»
«Dietro a questa riforma ci sono carceri aperte e più “svuotacarceri”: è una legge pericolosissima che ammazza il principio della certezza della pena», ha messo invece in guardia il leghista Nicola Molteni annunciando il no del Carroccio alla fiducia. Sulla stessa linea anche Fratelli d'Italia. Per Ignazio La Russa il ddl introduce infatti «inaccettabili elementi perdonistici perché si ampliano tutte le misure alternative, vere e proprie misure svuota carceri, attraverso cui si lasciano sole le forze dell'ordine a combattere la criminalità, e obbliga i giudici ad applicare una legge che riconosce mille vie di fuga per i criminali». Contrarissima anche Forza Italia, che se la prende con l’«aumento generalizzato dei termini di prescrizione» previsto dal ddl. Per l’azzurro Carlo Sarro questo provocherà «un allungamento altrettanto generalizzato dei tempi del processo, l'esatto opposto di quello cui si avverte bisogno nella nostra società, e soprattutto l'esatto opposto di quelli che sono gli obiettivi che in materia di politica giudiziaria sono stati più volte enunciati dagli organismi e istituti internazionali». Attacca il provvedimento il M5s che parlano di riforma che «non fa nulla per la prescrizione, mette il bavaglio alla stampa con il divieto di pubblicazione delle intercettazioni», tagliandi «i fondi alle intercettazioni stesse, così i magistrati avranno più difficoltà e il tempo contato per chiudere importanti indagini per i reati di corruzione, mafia e terrorismo».

Mdp favorevole alla fiducia
Mdp ha votato invece favorevolmente alla fiducia, come confermato nel corso del dibattito da Nello Formisano. In questa fase «particolare e finale della legislatura», ha spiegato, occorre «la massima responsabilità da parte di tutte le forze politiche per portare a casa alcuni dei provvedimenti piu' importanti per la collettività». Il ddl presenta vari «punti critici» ma dimostra «una rinnovata e positiva attenzione del legislatore verso una delle questioni più sentite dagli italiani, come il funzionamento della giustizia. Sarebbe il caso di dire che l'ottimo è nemico del bene e noi siamo per il bene», ha concluso.

Ucpi: da Parlamento scelta antidemocratica
Fuori da Montecitorio, l’appuntamento con il voto di fiducia che porterà al via libera definitivo alla riforma - all’attezione delle Camere dal 2015 - non piace all’Unione delle Camere penali, che in una nota accusa il Parlamento di «non ascoltare» avvovati e magistrati « che tutti i giorni praticano la giustizia anche se su posizioni contrapposte», adottando un percorso legislativo antidemocratico. La riforma Orlando del porcesso penale «inciderà sui diritti dei cittadini, siano essi imputati o persone offese: consentire che un processo possa durare all'infinito a scapito della sua ragionevole durata per le inefficienze del sistema non ha nulla di ragionevole bensì solo un sapore di autoritarismo».

Si allunga la prescrizione, stretta su intercettazioni
Il ddl si compone di un unico articolo con 95 commi che spaziano dalla riforma della prescrizione, con la sospensione dei termini che scatta per 18 mesi dopo la condanna di primo grado e altrettanti tra secondo grado e Cassazione, alla delega sulle intercettazioni, con una stretta su quelle irrilevanti. In particolare il governo dovrà predisporre norme per evitare la pubblicazione di conversazioni irrilevanti ai fini dell'indagine e comunque riguardanti persone completamente estranee. Debutta poi la cosiddetta “indagine breve” (entro tre mesi dal deposito degli atti i Pm dovranno scegliere tra la richiesta di rinvio a giudizio e l'archiviazione). Ed è prevista l’estinzione di alcuni reati perseguibili a querela come ad esempio la diffamazione o la truffa, se si paga il risarcimento o se si eliminano le conseguenze dannose del reato.

Pene più severe per voto scambio e furto in abitazione
Tra le altre norme previste, si inaspriscono le pene per reati come il voto di scambio politico mafioso che passa da 6 a 12 anni (ora e' 4-10). Ma ci sono condanne piu' severe anche per furto in abitazione, furto con strappo, rapina.




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