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Rigassificatore di Cagliari, respinto il ricorso al Tar

Per il progetto della Sardinia Lng si spiana la strada. Ora serve l’intesa tra governo regionale e Ministero della transizione energetica

di Davide Madeddu

Rigassificatore di Piombino, Giani ha firmato l'autorizzazione

2' di lettura

L'ostacolo più importante è stato superato. E per la costruzione del deposito di gas naturale liquefatto e impianto di rigassificazione nel porto di Cagliari, con un investimento che vale 120 milioni di euro, la strada è ormai spianata. Il Tar del Lazio ha respinto, infatti, il ricorso presentato da Grandi Trasporti Marittimi s.p.a. per l'annullamento del decreto con cui i ministeri della Transizione ecologica e della Cultura avevano espresso giudizio positivo di compatibilità all'intervento.

Il progetto di Sardinia Lng

Tutto nasce nel 2016 quando viene presentato il primo progetto dalla Isgas. La compagnie poi cambia e diventa Sardinia Lng, partecipata da Isgas, Cosin e Vitaly (a sua volta controllata per il 50 per cento da Vitol e per l'altro 50 da Comoil). Il programma resta in campo e prevede la realizzazione di un terminal Gnl nel Porto canale di Cagliari composto da un impianto di stoccaggio con una capacità di 22 mila metri cubi e un impianto per la rigassificazione del gas naturale liquefatto. Ossia la trasformazione dallo stato liquido, il gas che arriva con le navi criogeniche è a una temperatura di 162 gradi sotto zero, a quello gassoso. Trasformazione che, come spiegano gli addetti ai lavori, ha un indice moltiplicatore di uno a 600.

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Il ricorso al Tar

Il bacino d'utenza dell'impianto viene individuato nella città di Cagliari, nei centri dell'area metropolitana e nelle aree industriali di Sarroch e in quella di Macchiareddu dove viene stimata una richiesta annua di gas pari a 35 milioni di metri cubi l’anno. Inoltre il porto di Cagliari è tra i 12 scali in cui si dovrà realizzare lo spazio per il bunkeraggio delle navi che andranno a Gnl. Il progetto va avanti e a marzo del 2021 ottiene anche la Via nazionale e i pareri dai ministeri e quindi il decreto. A frenare il tutto c'è il ricorso al Tar. Tra gli elementi posti a sostegno della richiesta di annullamento, la vicinanza all'area dove operano personale, navi e mezzi del ricorrente.

L’intesa tra Regione e ministero dell’Ambiente

Ricorso respinto. Ora per il progetto della Sardinia Lng si spiana la strada anche se, prima dell'apertura dei cantieri, è necessario un ulteriore passaggio. Ossia l'intesa che il governo regionale deve sottoscrivere con il Ministero della transizione energetica per dare gambe poi al programma di interventi. Intesa che, anche alla luce del pronunciamento del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, i rappresentanti dell'azienda intendono sollecitare alla Regione.


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