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Rigassificatore di Livorno: First State entra nel capitale. Giochi aperti sulla quota di Iren

di Celestina Dominelli


Gas naturale liquefatto: cruciale per la transizione energetica

2' di lettura

Gli australiani di First State Investments entrano ufficialmente nel capitale di Olt Offshore Lng Toscana, il rigassificatore galleggiante ormeggiato al largo delle coste tra Livorno e Pisa. Oggi il cda della società che detiene la proprietà e la gestione del terminale ha sancito il trasferimento ufficiale del 48,2% da Uniper, nata da un spin off della tedesca E.On, al global asset manager australiano. Un passaggio che ha portato anche a un cambio nella governance con la promozione di Giovanni Giorgi, attualmente operations manager di Olt, a nuovo managing director in quota First State, al posto di Richard Fleischmmann, che andrà ad affiancare l’altro amministratore delegato, Alessandro Fino.

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Il nuovo patto parasociale tra i due soci
A questo punto, però, si aprono ufficialmente i giochi attorno alla quota in mano all’altro grande azionista di Olt, la multiutility Iren, che detiene il 49,07% del capitale e che, a valle della vendita della quota di Uniper al big australiano, ha siglato con il nuovo socio un patto parasociale. Quest’ultimo attribuisce a Iren un diritto di co-vendita che ha per oggetto tutte o parte delle azioni di Olt di cui è attualmente titolare «agli stessi termini e condizioni previsti per la cessione delle azioni in mano a Uniper». Questo diritto potrà essere esercitato entro sei mesi dalla ricezione (avvenuta il 22 marzo) della notifica relativa alla vendita da parte dello spin-off di E.On.

La mossa di Iren
Le intenzioni di Iren sono note. Subito dopo la sigla del patto parasociale, i vertici della multiutility hanno ribadito «la non strategicità» della propria partecipazione in Olt nell’ambito del portafoglio di attività del gruppo. Ergo: la società è pronta a valutare tutte le opzioni strategiche per valorizzare tale quota. Inclusa, evidentemente, la vendita del 49 per cento del terminale anche se il percorso non è stato ancora avviato ufficialmente. Ma chi potrebbe prendere il posto di Iren nel capitale di Olt? Difficile fare previsioni anche se, guardando al mercato nel suo complesso, un candidato alla successione potrebbe essere la Snam di Marco Alverà. Nessuno, al quartier generale della società, a San Donato Milanese, conferma ufficialmente l’interesse per il rigassificatore di Livorno, ma non è da escludere che la spa dei gasdotti abbia acceso un faro sul dossier e che possa valutare un ingresso nella partita se Iren decidesse alla fine di vendere.

I piani di Snam sul Gnl di piccola taglia
Il motivo va ricercato nel posizionamento della società di Alverà che, come noto, già controlla al 100% l’impianto di Panigaglia (capacità massima di rigassificazione annua di 3,5 miliardi di metri cubi), e ha anche una partecipazione del 7,3% in quello di Rovigo (i cui azionisti principali sono Exxon Mobil al 70,7& e Qatar Petroleum), avviato nel 2009, il più grande d’Italia. Ma soprattutto guarda con attenzione ai piani futuri di Olt che, come ha ricordato oggi lo stesso Fino, «è pronta a offrire anche il nuovo servizio di Small Scale Lng a partire dal 2021». Un fronte, quello del Gnl di piccola taglia, su cui Snam è intenzionata a puntare con 50 milioni di investimenti già pianificati nell’ultimo piano strategico.

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