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Rigassificatore Olt: Iren cede a Snam il 49% dell’impianto

Controllo congiunto con l’australiana First State

di Celestina Dominelli


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2' di lettura

Snam mette le mani su Olt Offshore Lng Toscana, il rigassificatore al largo della costa tra Livorno e Pisa che, con i suoi 3,75 miliardi di metri cubi annui di capacità, rappresenta il secondo terminale di gas naturale liquefatto per dimensioni nella penisola. Come anticipato dal Sole 24 Ore (si veda l’edizione del 14 settembre), sarà infatti il gruppo guidato da Marco Alverà a rilevare dalla multiutility emiliana Iren il 49,07% della società alla quale fa capo l’infrastruttura galleggiante, inclusa tra gli asset giudicati strategici per la sicurezza nazionale e protetti dal golden power (i poteri speciali dello Stato).

Le due parti hanno raggiunto un’intesa che prevede una valutazione della quota, al 31 dicembre 2017, di circa 400 milioni di euro, in cui è incluso anche un finanziamento dei soci di Iren a favore dell’infrastruttura. L’asticella sarà quindi soggetta ai consueti aggiustamenti di prezzo attivati per questo tipo di dossier e terrà conto anche del rimborso del finanziamento garantito dalla multiutility emiliana. L’importo netto al closing ammonterà quindi a 345 milioni, un valore non lontano da quello al quale, a marzo scorso, è avvenuto il passaggio del 48,2% dell’asset dai tedeschi di Uniper al fondo australiano First State.

Al pari del precedente step, anche il perfezionamento dell’intesa tra Snam - assistita in questo deal da Mediobanca - e Iren arriverà a valle dell’ok dell’Antitrust e del via libera di Palazzo Chigi, che, come stabilisce la normativa sul golden power, dovrà ricevere la notifica dell’operazione. Una volta incassato il doppio disco verde, il gruppo presieduto da Luca Dal Fabbro entrerà al 49,07%, seguito da First State con il 48,2% e Golar Lng al 2,69%: l’impianto sarà controllato congiuntamente dai primi due soci.

Come si ricorderà, i patti parasociali siglati dopo l’ingresso degli australiani nel rigassificatore assegnavano a Iren un diritto di covendita di parte o dell’intero pacchetto detenuto in Olt alle stesse condizioni previste per la cessione delle azioni di Uniper: un’opzione esercitabile fino a domani, cioè entro sei mesi dalla notifica della vendita agli australiani avvenuta lo scorso 22 marzo. Tempi assai stretti dunque, che hanno indotto un’accelerazione della trattativa per evitare la discesa in campo di altri soggetti. Snam chiude così il cerchio su Olt, che opera in regime regolato e la cui Rab (il valore del capitale investito netto ai fini regolatori) è pari a 760 milioni (dato al 31 dicembre 2018), mentre i ricavi e l’Ebitda lo scorso anno si sono attestati rispettivamente a 112 milioni e a 65 milioni. «Con l’ingresso in Olt – ha commentato l’ad Alverà – Snam garantirà logica industriale nella gestione e nei futuri investimenti di una infrastruttura importante per la sicurezza e la flessibilità del sistema energetico italiano e consoliderà la propria posizione nel mercato del Gnl nel Mediterraneo», in un momento in cui la domanda globale cresce moltissimo. Quanto a Iren, le risorse derivanti dalla cessione, hanno sottolineato ieri il presidente Renato Boero e l’ad Massimiliano Bianco, «oltre a determinare un significativo rafforzamento della propria struttura finanziaria, consentiranno al gruppo di accelerare gli investimenti in iniziative di sviluppo (organico e per linee esterne) previste nel piano industriale, in coerenza con il proprio modello di business di multiutility legata ai territori».

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