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Rigassificatore di Piombino scoglio per il nuovo governo. Il sindaco Fdi paladino del no

Francesco Ferrari ribadisce la contrarietà al progetto, anche dopo le rassicurazioni di Snam

Rigassificatore Piombino, Giani "promuove" conferenza dei servizi

4' di lettura

Il progetto di un rigassificatore presentato da Snam da posizionare nel porto di Piombino (Livorno), intervento voluto dal Governo per smarcarsi dalle forniture di gas dalla Russia e fronteggiare il fabbisogno energetico, è ormai un caso politico di rilievo per il futuro esecutivo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Il sindaco della città Francesco Ferrari, di Fratelli d’Italia, resta il paladino della linea dura contro l’intenzione di posizionare la nave Golar Tundra all’interno del porto cittadino e ha dichiarato in più occasioni la sua netta contrarietà, l’ultima alla vigilia della seconda riunione della conferenza dei servizi (7 ottobre) e nonostante le rassicurazioni fornite da Snam. Una posizione in contrasto con i vertici nazionali del suo partito e della coalizione di centrodestra, favorevoli ai rigassificatori.

Meloni: priorità è approvvigionamento energetico

Nella campagna elettorale per il voto del 25 settembre Meloni aveva spiegato: «Abbiamo l’obbligo di verificare se negli stessi tempi, quindi senza allungare i tempi, possa esistere una sede più adeguata di quella di Piombino per non far ricadere tutti i sacrifici sulla stessa città». Aggiungendo: «Per me l’approvvigionamento energetico nazionale è la priorità». Per Eugenio Giani (Pd), presidente della Regione Toscana e commissario straordinario per la realizzazione dell’opera, si tratta di «un bel messaggio soprattutto a chi sul territorio fino ad ora ha tenuto, pur essendo del suo partito, delle posizioni molto diverse».

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Il sindaco: contrari anche all’opzione off-shore

Ferrari, però, conferma il proprio no: «La contrarietà del Comune e della città alla realizzazione dell’opera in porto è stata già cristallizzata nelle centinaia di pagine di pareri che abbiamo depositato in Regione e presentato nel primo appuntamento della conferenza dei servizi. In questa seconda riunione (il 7 ottobre, ndr), affronteremo i tempi dell’eventuale permanenza in porto e del dopo Piombino. Ferma restando l’assoluta contrarietà alla collocazione dell’impianto in porto che abbiamo già chiarito e continueremo a sostenere, Piombino deve essere tassativamente esclusa dalle opzioni per l’off-shore».

Isabella Rauti, senatrice neo rieletta di Fratelli d’Italia, a 24 Mattino su Radio 24, ha chiarito la posizione del partito: «Noi abbiamo sempre sostenuto che i rigassificatori vanno fatti, vanno fatti in sicurezza, con tutte le garanzie dovute che vanno dimostrate. Quella dei rigassificatori è una delle strade da percorrere e noi non ci tiriamo indietro. Bisogna valutare la questione locale, non se ne può fare una questione di appartenenza di partito. Ci sono delle precondizioni da considerare che hanno un interesse prevalente. Se avranno un interesse prevalente siamo a favore del rigassificatore come una delle soluzioni, non come una soluzione unica».

Consiglio toscano boccia atto M5s per stop rigassificatore

Il contrasto tra territorio e vertice nazionale si è visto anche al Consiglio regionale della Toscana che, mercoledì 5 ottobre, ha respinto un atto che avrebbe impegnato la giunta «a interrompere qualsiasi atto o fatto volto alla realizzazione del rigassificatore a Piombino, ivi incluse le opere prodromiche e accessorie indissolubilmente connesse allo stesso, attendendo l’insediamento del nuovo Governo» e «a richiedere quindi nelle opportune sedi di una valutazione per un’ubicazione alternativa all’opera». L’atto era presentato dal gruppo M5S ed è stato appoggiato dai partiti centrodestra che è all’opposizione: Fdi, Lega e Fi.

Giani: autorizzazione entro il 27 ottobre, si può fare

Tra gli interventi in aula anche quello del presidente della Toscana e commissario straordinario dell’opera, Eugenio Giani, che ha spiegato che «la legge mi dice che entro il 27 ottobre io sono chiamato a esprimere un sì o no sull’opera e si sta sviluppando la conferenza dei servizi proprio per arrivare a questo obiettivo. Io devo fare quello che mi chiede la legge». «Io - ha aggiunto Giani - sono un commissario dello Stato italiano e svolgo il compito che mi è stato affidato. Farò quello che la legge mi prescrive, vado avanti nel senso che mi è stato affidato. Per quello che riguarda gli orientamenti del futuro Governo se mi arriverà una legge diversa da questa io osserverò quella legge». Parlando poi del passaggio dell’atto «sull’ubicazione alternativa», Giani ha detto che “il Governo ha definito il luogo. Ditemi voi se in Italia ci sono altri posti con una banchina sostanzialmente inutilizzata di 300 metri, trovatemi un altro luogo in cui tra la nave rigassificatrice e la rete nazionale ci sono solo 8,8 chilometri» di distanza.

Le rassicurazioni di Snam

Snam ha replicato alle osservazioni di enti pubblici e privati che hanno chiesto chiarimenti o mosso critiche al progetto. Riguardo alle manovre di entrata e uscita dei mezzi navali a supporto dell’Fsru, le gasiere, Snam spiega che «nella stagione estiva saranno eseguite manovre esclusivamente in notturna, quindi senza interferenza col traffico dei traghetti. Durante il resto dell’anno si valuterà attentamente la possibilità di manovra anche in periodo diurno in funzione delle effettive finestre di disponibilità . Resta comunque inteso che sarà data priorità ai traghetti».

Per Snam è «remoto il rischio di collisione e quindi di danneggiamento ed urto tra le navi in transito e il terminale Lng» nel porto di Piombino. Così come ritiene che le attività delle imprese Jsw, Pim e Piombino Logistic siano “compatibili” con la presenza del rigassificatore. Per quanto riguarda «le aree di accantieramento e di concessione - aggiunge - Snam si rende disponibile a rivedere l’ubicazione di tali aree per permettere la compatibilità tra le esigenze di realizzazione dell’opera e l’operatività della società Pim». Replica anche sulle preoccupazioni per eventuali attacchi terroristici: «Il terminale - dice Snam - sarà dotato di un piano di security, attualmente in fase di condivisione con le autorità competenti, per prevenire le minacce e gestirle per minimizzarne i potenziali effetti».

Le proteste

Seconda puntata il 7 ottobre, a Firenze, della conferenza dei servizi per l’autorizzazione al progetto: dopo l’apertura dei lavori il 19 settembre scorso, alle 11 torneranno a riunirsi (in presenza o da remoto) i rappresentanti degli oltre 30 enti chiamati a valutare il progetto, tra cui l’Autorità portuale, la sovrintendenza, l’Asl, i vigili del fuoco e il Comune di Piombino.

In città vanno avanti i preparativi per le azioni di protesta. Sabato 8 ottobre è in programma un’assemblea pubblica per fare il punto sulla situazione, il 9 andrà in scena una “nuotata dimostrativa” a difesa del mare, il 20 ottobre una manifestazione a Piombino e il giorno successivo un presidio a Firenze, in occasione dell’ultima riunione della conferenza dei servizi.

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