riqualificazione urbana

Rigenerazione “temporanea” per Palazzo Fondi a Napoli

di Vera Viola

3' di lettura

Il settecentesco Palazzo Fondi di Napoli diventa oggetto di un innovativo processo di rigenerazione urbana da attuare in due tempi. Dapprima, diventa centro polifunzionale per eventi e iniziative culturali; dal 2021 sarà la nuova sede di Agcom. La prima fase è tutta affidata alla società milanese Ninetynine Urban Value; nella seconda l’Agenzia del Demanio che è proprietaria dell’edificio storico investirà 10 milioni.

Ma andiamo con ordine. Palazzo Fondi, costruito nel 700 su un preesistente edificio vanvitelliano, chiude il portone sette anni fa e, sebbene abbia ben 6mila mq di superficie, sebbene sia in pieno centro di Napoli e a due passi dal Municipio, rimane del tutto inutilizzato. Finchè nel 2017, nell’ambito di un ripensamento sull’utilizzo degli edifici pubblici da destinare ad amministrazioni dello Stato anche per risparmiare sui fitti passivi, l’Agenzia del Demanio indice una manifestazione di interesse con cui invita le imprese a proporre progetti di valorizzazione.

Loading...

Il progetto della milanese Ninetynine Urban Value _ che ha da poco completato un intervento di riqualificazione delle ex Caserme Guido Reni di Roma con ottimi risultati _ riesce ad avere la meglio. Si parla di “Rigenerazione temporanea”, per indicare un intervento che durerà solo due anni.
Ninetynine parte a dicembre 2017 e a gennaio 2018 è già operativa, grazie anche al coinvolgimento, con il Demanio, del Comune e della Soprintendenza. Avvia un primo intervento minimo di recupero della struttura, investendo 500mila euro, e dotandola di sistemi di sicurezza, rete wifi, illuminazione ad effetto. E la destina a diverse attività culturali. A partire dalla mostra internazionale «Poison, il potere del veleno», per la prima volta in Italia. Non è tutto, il calendario degli eventi programmati (alcuni frutto di un accordo con Università Federico II e Accademia delle Belle Arti) è già molto fitto: a ottobre è prevista “Real Bodies”, premiata come mostra più visitata d’Europa nel 2017, fissata anche una tappa della Fondazione Campania dei Festival, la produzione televisiva di Cattleya, e altre diverse attività come prove di musicisti, studi fotografici, set per tv e cinema, esposizioni di artisti esordienti e designer, dedicate al co-working.
«Il modello di rigenerazione proposto crea valore e attivazione sociale nel brevissimo termine. Attraverso una sequenza sistematica di attività temporanee coordinate fra loro ad alto valore aggiunto, riusciamo a frammentare e distribuire l’investimento necessario al recupero dell’immobile – spiega Simone Mazzarelli ceo di Ninetynine Urban Value – Tutti i soggetti coinvolti traggono vantaggio: la proprietà abbatte i rischi derivati dal disuso e offre alla collettività contenuti di valore; il territorio ne ricava un importante indotto e una positiva ricaduta sociale; i soggetti interessati a utilizzare lo spazio possono accedervi senza doversi fare carico di grandi investimenti».
Tutto ciò durerà due anni durante i quali la società milanese conta di rientrare dall’investimento, e prevede di generare un indotto di 5milioni sin dal primo anno. A giugno 2019 Palazzo Fondi richiuderà i battenti: per quella data saranno completati tutti i progetti per la ristrutturazione e saranno stati rilasciati tutti i permessi. Sarà aperto il cantiere della ristrutturazione vera e propria, da 10 milioni, a carico del Demanio. Lavori da completare entro il 2021, quando la sede prestigiosa sarà data in affitto ad Agcom, con i suoi 200 dipendenti in organico. L’Autorità da tempo aveva in animo di ridurre l’organico della sede napoletana e trasferire gran parte delle attività a Roma, oggetto tra l’altro di una dura vertenza con i napoletani. Ora cambia programma. «Sarà una sede operativa e con importanti divisioni operative – annuncia il consigliere dell’Agcom Francesco Posteraro – vogliamo un’ Autorità che si inserisca nel tessuto sociale e culturale della città. E, di certo, non tradiremo la storia che sta maturando dentro questo palazzo». Insomma, Agcom non lascia, ma si rafforza. Ma questa è un’altra storia.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti