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Rigenerazione urbana I pannelli Xlam Dolomiti sfidano la forza di gravità

Foreste certificate

di Valeria Zanetti

2' di lettura

L’edificio in legno più alto d'Italia si trova a Rovereto ed è stato realizzato usando pannelli speciali prodotti da Xlam Dolomiti, con il legno recuperato dalle piante abbattute dalla tempesta Vaia.

L’azienda, leader italiano nella produzione a marchio di pannelli brevettati (composti da tre strati di tavole di conifera, incollati trasversalmente con colle senza formaldeide pronti per essere assemblati in cantiere), parte del Gruppo Paterno è basata a Castel Ivano, in provincia di Trento e si occupa della produzione di componenti strutturali provenienti da foreste certificate secondo criteri di ecosostenibilità.

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La società conta 60 dipendenti per un fatturato di 25 milioni di euro e nella città trentina ha messo la firma sulla costruzione da nove piani per 29 metri di altezza, adiacente ad un altro volume abitativo di cinque piani, per 68 appartamenti destinati al social housing, che si trova nell'area ex Marangoni.

Il complesso è stato costruito da Ri-Legno, su commissione di Rovim srl e Finint, in collaborazione con lo studio Rewis. Xlam Dolomiti, che ha collaborato alla progettazione strutturale, oltre che alla fornitura e posa dei pannelli, ha utilizzato materia prima degli alberi abbattuti dalla tempesta che nel 2018 ha colpito la Val di Fiemme e il Primiero. Martino Miori, progettista strutturale dell’impresa, evidenzia che la palazzina «risponde ai più moderni criteri costruttivi e rappresenta un esempio di sostenibilità dal punto di vista sociale, ambientale ed economico».

Il progetto, afferma Miori, «si inserisce nell’ambito dell’intervento di rigenerazione urbana. Anche il legname strutturale, che costituisce il 90% del totale usato, è frutto di una riqualifica». L’utilizzo di questa risorsa ha permesso di ridurre l’impatto ambientale dell'opera del 50-70% rispetto all’edilizia tradizionale. Il legno, inoltre, ha un costo energetico di produzione e smaltimento molto basso rispetto alle materie concorrenti (calcestruzzo, metalli), con un risparmio medio di 0,7 tonnellate di anidride carbonica per metro cubo impiegato. Il suo utilizzo consente di abbattere i tempi di posa in cantiere e di mantenere in linea i costi preventivati.

Forte del suo expertise, l’azienda Xlam Dolomiti ha inoltre recentemente partecipato alla realizzazione di due hangar al Cantiere Rossini di Pesaro per la manutenzione e verniciatura di yacht fino a 50 metri. Oltreconfine si è occupata della costruzione del più grande e sostenibile edificio d'Australia, il campus della Monash University a Melbourne.

In Qatar ha realizzato il villaggio turistico più grande degli Emirati per i mondiali di calcio 2022.

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