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Rigillo: «Continua impegnata a resistere»

Parla uno dei tre fondatori della galleria che compie 30 anni. Chiusa la sede di Pechino e rinviato l’apertura a San Paolo, dubbi su Art Basel

di Marilena Pirrelli

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Parla uno dei tre fondatori della galleria che compie 30 anni. Chiusa la sede di Pechino e rinviato l’apertura a San Paolo, dubbi su Art Basel


4' di lettura

Le vacanze di Pasqua e i ponti del 25 aprile e del 1° maggio erano di solito di altissima stagione per San Gimignano, ora non c'è nessuno: “È bello e sconvolgente insieme” ammette Maurizio Rigillo, che insieme a Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi ha fondato nel 1990 Galleria Continua nella cittadina toscana. Trent'anni di lavoro nell'arte insieme. Cosa resterà di questi mesi? “Peseranno tanto questi mesi chiusi. Già a Pechino abbiamo accusato il colpo a gennaio: abbiamo chiuso per il capodanno cinese per due settimane, ma poi è iniziato il contagio da Wuhan ed è arrivato a Pechino e Shanghai. Abbiamo chiuso preoccupati per lo staff e i conoscenti”.

E l'apertura della sede romana al The St Regis di Roma per il 22 gennaio?
Dopo San Gimignano, Beijing (2004), Les Moulins (2007) e L’Avana (2015) quest'anno abbiamo aperto un nuovo spazio espositivo all'interno del The St Regis con la mostra di José Yaque e in contemporanea abbiamo inaugurato un nuovo evento in collaborazione con l'albergo romano - il terzo dopo quello di Loris Cecchini e di Pascale Marthine Tayou - con il duo Sun Yuan & Peng Yu (presenti all'ultima Biennale di Venezia con “Can't help myself”). La situazione a Pechino era già difficile, molte persone che avrebbero dovuto venire dalla Cina per l'opening non si sono potute spostare e lì abbiamo capito che le difficoltà erano maggiori di quanto potessimo immaginare. Nonostante l'allarme e la chiusura di Art Basel Hong Kong , a marzo, abbiamo preso parte per la prima volta a Tefaf , in quel momento è stato chiaro che il virus avrebbe dato uno stop serio e pesante in Italia e forse anche in altri paesi.

L'arte non si ferma da Continua

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Quale l'impatto diretto?
Durante la chiusura di Pechino con i collaboratori, gli amici e i collezionisti ci siamo attivati per raccogliere fondi e per essere di supporto all'emergenza: ci siamo mossi con i nostri artisti che hanno messo a disposizione le loro opere. L'attività di raccolta fondi è stata indirizzata inizialmente alla Cina e, poi, all'Italia con i cinesi che ci hanno scritto e si sono offerti, per essere a loro volta di supporto. Come Galleria Continua e come Associazione Arte Continua con Mario e Lorenzo abbiamo partecipato ad aste benefiche in Francia, Italia e anche in Brasile (qui affiancati dal nostro partner locale Akio Aoki) per aiutare i territori dove operiamo.

Quali gli effetti della crisi economica sulla galleria?
Sono molte le problematiche da gestire. Intanto, per cercare di contenere le spese per due mesi, dal 16 marzo fino al 16 maggio, abbiamo utilizzato il Fondo d'integrazione salariale (Fis) al posto della Cig per tutto il personale.

E il mercato?
Gli scambi non si sono fermati grazie all'attività di sostegno che ci ha legato a clienti e artisti. Ci ha sorpreso la fiera online di Art Basel Hong Kong ; non ci aspettavamo potesse funzionare e, invece, abbiamo venduto per 400mila sterline un lavoro di Gormley e ci sono cose aperte che continuiamo a seguire. Tutto questo ci ha tenuto attivi e ci dà la garanzia di resistere.

Ci sarà un cambio shockante?
Non credo vada perso il sistema, ma il ritmo non sarà più lo stesso nonostante l'attività in digitale di promozione: anche noi cercheremo di fare meglio, eravamo sui social solo per comunicare, ora sul web stiamo presentando le opere in ambienti tridimensionali. La realtà aumentata e altri canali verranno sviluppati, ma non credo che tutto questo potrà sostituire l'emozione che ti regala la visione e la relazione diretta con un'opera. I canali di contatto potranno essere diversi, un po' più locali, penso a fiere e mostre più vicine, non credo che torneremo a muoverci come prima. L'apertura di una nuova sede della galleria in Brasile a San Paolo all'interno del complesso sportivo di Pacaembu prevista per settembre è stata rimandata. Lo stadio in questo momento è trasformato in ospedale da campo e noi stiamo facendo delle iniziative di sostegno sociale presentando delle opere in un piccolo spazio temporaneo nel centro di San Paolo.

E il rapporto con gli artisti?
E' bello e vivace, ognuno ha reagito in modo diverso: il rapporto con loro per me è un regalo. In molti pensano che quello che sta accadendo nel mondo è inimmaginabile e irripetibile. Sono comunque capaci di vedere bellezza e singolarità, usano il tempo per fare cose messe da parte prima. In tanti lavorano da casa, non possono andare in studio. Si chiedono quanto durerà questa situazione di incertezza, questo tempo sospeso; se, quando ripartiremo, ci sarà bisogno di vedere e partecipare anche se non saranno eventi grossi. E si chiedono anche se Art Basel (slittata a settembre) veramente si farà. Questo ce lo chiediamo tutti. Certo che se gli organizzatori resteranno fermi nell'intento dovranno attivare procedure e controlli. Ma in quanti avranno voglia di viaggiare?

Il 4 maggio in parte si riapre, voi che farete?
Cercheremo di rimettere in piedi la situazione: far rientrare parte dello staff, portare avanti il digitale e iniziare a riprogrammare. Certo sono saltate tutte le date, vedremo cosa sarà possibile fare durante l'estate. A settembre festeggeremo l'anniversario dei 30 anni della galleria, non potrà essere come lo avevamo pensato ma stiamo lavorando su diverse idee: alcune legate al progetto “Arte all'Arte 1996-2005” di Associazione Arte Continua, ma non solo!

Cosa cambierà?
I bisogni primari hanno spostato tutto il mondo dell'arte. L'urgenza sanitaria, il venir meno per alcuni del minimo necessario per il sostentamento hanno attivato un'incredibile catena di solidarietà. Adesso speriamo che i musei riescano a ripartire e con loro tutto il sistema. Per quanto ci riguarda siamo pronti a ripartire anche se proiettati a primavera 2021 e consci che le mostre, le fiere e tutte le attività che reggevano il sistema saranno ridimensionate. Nei nostri progetti c'è anche una raccolta fondi per erogare borse di studio agli artisti. Il problema sarà la durata; questi primi mesi, abbiamo tenuto grazie a quello che c'era in ponte e che ha fatto da garanzia. Aspettare un anno richiederà più fiato e capacità di resistenza.

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