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Rimbalzo delle immatricolazioni del 21% a dicembre, ma il 2022 resta negativo

Quinto mese di recupero per i volumi sul mercato dell’auto che però perde circa un terzo delle immatricolazioni rispetto al 2019. Al via il 10 gennaio gli incentivi per il 2023. In negativo a dicembre le vendite Fiat e Peugeot

di Filomena Greco

Luiss BS, prima ricerca dell'Osservatorio Auto e Mobilità

3' di lettura

Forte recupero a dicembre delle immatricolazioni auto, per il quinto mese di fila, con 104.915 passaggi, in aumento del 21% rispetto a un anno fa. L’ultimo mese dell’anno dunque – complice anche la spinta derivante dalle società di noleggio, ammesse da novembre al piano degli Ecobonus – ha contribuito al recupero di volumi sul mercato, che però resta sotto la soglia se confrontato con il 2021 (-9,7%) e, soprattutto, rispetto al 2019, anno precedente il Covid (-31,3%).

L’inversione di tendenza

Il mercato ha segnato una inversione di tendenza a partire da agosto, una spinta che arriva sostanzialmente da un allentamento delle tensioni legate all’approvvigionamento di semiconduttori e componenti elettroniche lungo le catene di montaggio. La carenza di microchip ha generato una crisi dell’offerta senza precedenti, «per la sopravvenuta incapacità dell’industria automobilistica di soddisfare pienamente la domanda – mette in evidenza il Centro Studi Promotor – e questo nonostante un livello di domanda fortemente depresso per gli effetti generati dalla pandemia e successivamente dalla guerra in Ucraina, dal rallentamento dell’economia e dalla ricomparsa dell’inflazione».

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Le prospettive

La crisi dell’auto però resta pesante, con livelli che riportano al 2013 – il peggior risultato del mercato automobilistico italiano dal 1978 – e prospettive minime di recupero nei prossimi mesi. È lecito attendersi che la capacità di fornitura dell’industria automobilistica continui a migliorare nel 2023 con benefici effetti sulle vendite, «ma il ritorno delle immatricolazioni a livelli normali per un mercato come quello italiano, cioè superiori a 2 milioni di unità all’anno, appare ancora molto lontano per il permanere di una sostanziale debolezza della domanda», evidenzia Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.

Nel mese di dicembre l’andamento delle immatricolazioni dei diversi brand vede pochi segni meno. Fanno peggio dell’anno scorso, però, sia Fiat (-7,23%) che Peugeot (-17,4%). Chi chiude invece un anno comunque in recupero sul 2021, guardando al risultato dell’intero periodo, sono Toyota, Alfa Romeo, Dacia e Dr che triplica i volumi rispetto all’anno scorso. In pareggio i volumi di Audi mentre Bmw perde oltre il 7% sul 2021, Mercedes chiude con volumi in calo del 3% e Volvo invece segna -22%.

Incentivi 2023

Gli operatori poi insistono sul fatto che la ripresa delle immatricolazioni vada comunque sostenuta dagli incentivi, rimessi in pista dal Governo anche per il 2023. Dal 10 gennaio prossimo sarà possibile richiedere gli aiuti per l’acquisto di autoveicoli a basse emissioni, con uno stanziamento, com previsto dal Piano triennale varato dal Governo Draghi, di 630 milioni complessivi.

Torna in pista la misura destinata a sostenere l’acquisto di modelli con emissioni comprese tra i 61 e i 135 grammi di CO2 per chilometro, con una dotazione pari a 150 milioni, andata esaurita l’anno scorso in poche settimane. Ai modelli full electric andranno 190 milioni mentre le Plug-in potranno contare su 250 milioni.

Per Quagliano, «è auspicabile che il provvedimento per il 2023 venga modificato nella sostanza per rendere gli incentivi per le auto elettriche pure e per le plug in accessibili anche ad automobilisti con una capacità di spesa limitata». Accanto a questo servirebbe «uno stanziamento veramente significativo» per chi, a fronte della rottamazione di un’auto vecchia, decide di acquistarne una con emissioni di anidride carbonica non superiori a 135 grammi per chilometro.

Le associazioni a cui fanno capo le società di leasing e noleggio chiedono di allargare l’ambito di applicazione degli aiuti allineandoli al canale dei privati e includendo tutte le tipologie di contratto, leasing compreso. Per evitare poi che, come nel 2022, le risorse per i modelli a bassissime emissioni rimangano per buona parte inutilizzati, il settore chiede una serie di aggiustamenti sul meccanismo dei bonus: eliminare ad esempio il price cap per i modelli full electric – a 35mila euro – e investire sulla rete di infrastrutture di ricarica.

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