Trend 2021

Rimbalzo post Covid: la ripresa delle province in 20 test

Dal valore aggiunto ai prezzi di vendita delle case, agli spostamenti anagrafici: le variazioni registrate da 20 dei 90 indicatori della Qualità della vita tracciano un quadro della risalita post pandemia

di Marta Casadei

(IPP)

3' di lettura

Il 2021 è stato l’anno dei vaccini di massa, dell’allentamento progressivo delle restrizioni e della minaccia continua delle varianti. Soprattutto, è stato (o doveva essere) l’anno del rimbalzo post Covid, dell’avvio a una normalizzazione che - ormai è chiaro - passa per la convivenza con il virus e le sue mutazioni. Insomma: l’anno della ripresa. Per capire la reale intensità di questa risalita abbiamo selezionato 20 dei 90 indicatori della Qualità della vita, analizzandone la variazione registrata nel corso di quest’anno a confronto con lo stesso periodo del 2020.

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Il rimbalzo della produttività

Il primo dato che salta agli occhi è il rimbalzo economico: nel 2021 (rispetto al 2020) il valore aggiunto per abitante crescerà in media del 7,5 per cento. Il picco massimo è stimato in una provincia del Sud, Siracusa (10,5%), mentre nelle grandi aree metropolitane si attesta tra il 7% di Milano, Napoli e Torino e il 6,9% di Palermo e Roma.

Compravendite in ripresa

Le grandi città sono le uniche a tenere nei prezzi di vendita delle case che, a livello medio nazionale, scendono invece del 3,4 per cento. Prezzi più appetibili che hanno stimolato la ripresa delle compravendite: l’assorbimento del mercato residenziale, in media, è cresciuto del 17,9% con tassi più che raddoppiati nelle province medio-piccole di tutta la penisola, da Mantova (71%) a Siena (41%) passando per Enna (48%).

Crescono ecommerce e start up

Nonostante la ripartenza economica gli italiani non hanno smesso di risparmiare o, forse, hanno ancora timore di spendere o investire: i depositi bancari ad agosto 2021 sono saliti in media dell’8,2% rispetto al 2020. Da altri versanti emerge, invece, la voglia di consumare e, quindi, di attivare finanziamenti, con veri propri boom a Caserta (dove la popolazione con crediti attivi è raddoppiata) e Catania (+80%). Il sollievo post Covid ha favorito, inoltre, una gestione più efficiente e puntuale delle aziende: i pagamenti di fatture oltre i 30 giorni sono scesi del 6,7 per cento. Non mancano le eccezioni: a Imperia i ritardi sono il 21% in più, per esempio.

Anche il tessuto imprenditoriale risulta essere più dinamico: al netto di iscrizioni e cancellazioni dal registro le cui variazioni, a livello nazionale, si equivalgono, crescono del 27% le imprese che fanno ecommerce (a Catanzaro +82%) e del 18,5% le start up innovative. In aumento anche le aziende della ristorazione (anche mobile) che a settembre 2021 hanno messo a segno un +5,2% su base annua, con picchi tra l’8 e il 12% concentrati al Sud.

Meno cassa, più Rdc

Da un lato le imprese hanno fatto minor ricorso ad ammortizzatori sociali come la cassa integrazione ordinaria (-37,8% di ore autorizzate tra gennaio e settembre 2021 rispetto all’esplosione registrata nello stesso periodo 2020), con valori in controtendenza ad esempio a Fermo, culla del calzaturiero marchigiano, e a Monza, hub dell’arredo (+78% e 152%). Dall’altro l’emergenza Covid-19 non sembra essere rientrata per le famiglie: i nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza sono aumentati a doppia cifra (+13,9% sul territorio nazionale, con punte del 35 e del 36% a Cagliari e a Roma).

Popolazione in movimento

Archiviato il periodo più duro, quello dell’immobilismo forzato, la popolazione italiana ha ripreso a muoversi. Lo raccontano le variazioni delle iscrizioni e cancellazioni anagrafiche, in salita del 69,9% e 81,4 per cento. La crescita maggiore in entrata è stata a Belluno, mentre la provincia con più cancellazioni rispetto all’anno prima è stata Aosta. La consolazione per il capoluogo valdostano arriva però dal record di nascite: in aumento del 95%, a fronte di una media nazionale del -1,2 per cento.

Reati e salute, ritorno al passato

Il 2021 ha portato anche al ritorno ai livelli pre-Covid (+4,6%) delle denunce - soprattutto dei reati predatori che erano diminuiti come effetto indiretto dei lockdown - con gli aumenti maggiori concentrati a Lodi (26,9%).

La lezione relativa all’importanza dei servizi sanitari di prossimità non è servita ad arrestare l’emorragia dei medici di base attivi sul territorio, la cui presenza ogni mille abitanti continua a ridursi (-3,8%).

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