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Industria, rimbalzo dei ricavi a luglio

Crescita mensile dell’8,1%. Resta un gap dell’8,1% su base annua ma il trend è in netto miglioramento. In ripresa le commesse estere.

di Luca Orlando

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(AFP)

Crescita mensile dell’8,1%. Resta un gap dell’8,1% su base annua ma il trend è in netto miglioramento. In ripresa le commesse estere.


2' di lettura

Il colpo d’occhio ai grafici è eloquente, con la curva dei ricavi e degli ordini a risalire bruscamente, così come rapida e sanguinosa era stata la discesa. Anche i dati di luglio per fatturato e commesse, così come accaduto per produzione industriale ed export, tratteggiano un quadro in deciso miglioramento, con la manifattura progressivamente impegnata a ricucire il gap creato dall’emergenza Covid. Gap che resta aperto, ma in decisa riduzione, con l’ipotesi di un percorso a “V”, dunque di una risalita rapida, che divente mese dopo mese più credibile.

Mentre tra giugno e luglio la crescita è dell’8,1%, segnalando una spinta al recupero non ancora esaurita, su base annua i ricavi cedono lo stesso valore, per effetto di un calo più ampio all’estero (-11,4%) e di un risultato migliore nelle vendite interne. Evidente è comunque la risalita dal baratro, passando dal quasi dimezzamento dei ricavi di aprile al -26% di maggio, ridotto a -16% a giugno, risultato dimezzato ora. Il che riduce il gap cumulato del 2020, ancora ampio ma comunque limitato a poco più di 17 punti per i ricavi dell’industria.

I comparti

Se in termini settoriali il “rosso” è collettivo, alcuni comparti sono comunque vicini al punto di pareggio. Come computer ed elettronica, alimentari, apparati elettrici e gomma-plastica. Abbigliamento, metalli e chimica sono invece ancora in forte discesa, nel caso della moda di oltre il 20%.

Negativa anche la raccolta ordini, un gap del 7,2% rispetto a luglio 2020. Trend che segue il medesimo copione, partendo dal -48% di aprile per arrivare ai più confortanti dati attuali.

Rispetto al mese precedente (+3,7%) il recupero è quasi nullo in Italia mentre è visibile un più promettente +7,4% oltreconfine, segnale di una ripresa della domanda internazionale peraltro già visibile nei dati consolidati dell’export.

L’aspetto più promettente in termini settoriali riguarda l’area dei macchinari, cioè dei beni di investimento. Dove le commesse di luglio sono praticamente alla pari rispetto alla raccolta ordini dello stesso mese del 2019. Aggiungendo nuova credibilità all’ipotesi che in effetti il peggio per la manifattura sia alle spalle.

Riproduzione riservata ©
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    Luca Orlandoinviato-caporedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Imprese, meccanica, innovazione, export, macchinari, Industria 4.0, robot

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