battaglie infinite

Rimborsi ai risparmiatori, nuovo round con la Ue: il governo apre a tetto di 200mila euro di patrimonio

di Gianni Trovati


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(REUTERS)

2' di lettura

Si riapre il cantiere infinito delle trattative con la commissione europea sul fondo risparmiatori. Nella tormentata riunione del consiglio dei ministri, il governo ha sancito l'impianto delle regole per gli indennizzi concordato con Bruxelles, basato su un doppio binario che riserva i rimborsi automatici alle persone fisiche che hanno dichiarato nel 2018 un reddito Irpef fino a 35mila euro o hanno un patrimonio in depositi e titoli fino a 100mila euro.

Quest'ultimo parametro, recita però il testo definitivo del decreto crescita, sarà «elevabile a 200mila euro,subordinatamente all'approvazione della Commissione Europea»

Il nuovo confronto
Un tentativo, spinto soprattutto dal Movimento 5 Stelle a quanto riferiscono più fonti, per allargare la strada dei rimborsi automatici: che però ha bisogno di un accordo con la commissione non scontato, dopo le molte aperture già ottenute dal governo nelle scorse settimane.

Indennizzi a due vie
In ogni caso la strada già concordata, quella con la soglia a 100mila euro di titoli ed azioni (o di 35mila euro di reddito) resta pronta in base al meccanismo a due vie concordato con la Ue in base alla linea Tria, diventata poi Tria-Conte e sostenuta dal sottosegretario all’Economia Massimo Bitonci. E permette di portare al traguardo anche il decreto attuativo che fissa le modalità di presentazione delle domande e dell'esame da parte della commissione tecnica dei nove “saggi”. Sarà poi un secondo provvedimento, che recepirà la convenzione con la Consap, ad affidare alla società in house del Tesoro i compiti operativi sulla gestione delle pratiche. Si aprirà così la finestra di 180 giorni per presentare domanda.

Il rimborsi “automatici”
Per le persone fisiche che non superano la soglia di reddito (35mila euro) o di patrimonio (ora 100mila euro, alzabile a 200mila con l'ok Ue, al netto dei titoli azzerati dai crack bancari) il passaggio alla commissione tecnica dei nove dovrà esclusivamente accertare il rispetto dei requisiti di reddito o patrimonio. Stabilito questo, la strada del rimborso non avrà alcun ostacolo

Il secondo binario
Per le persone fisiche che superano le soglie di reddito e patrimonio, e per le micro-imprese, la commissione dovrà verificare la sussistenza delle «violazioni massive» e il loro «nesso causale» con il danno subito dal risparmiatore. Il decreto attuativo, però, indicherà una serie di casi specifici «tipizzati» in cui il danno, e quindi il diritto al rimborso, saranno dati per certi. La commissione dovrà rientrare che la situazione del risparmiatore rientra in quei casi, e a quel punto scatterà il rimborso. Solo per chi è fuori da queste casistiche (per esempio l'aver investito in una banca accusata di reati come il falso in bilancio o il falso in prospetto) la commissione dovrà verificare in modo specifico la presenza del misselling, cioè della vendita fraudolenta.

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