il quesito del lunedì

Rimborso per i crac bancari? «Automatico» se il patrimonio rispetta i limiti

Per accedere alla procedura semplificata di indennizzo, il singolo risparmiatore (non il suo nucleo familiare) deve avere al 31 dicembre 2018 un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro

di Marco Marinaro


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3' di lettura

Il quesito. Il limite di 100mila euro di patrimonio mobiliare al 31 dicembre 2018, alternativo al limite di reddito Irpef di 35mila euro, per l’accesso alla procedura semplificata del fondo costituito per il ristoro dei risparmiatori coinvolti nella risoluzione delle banche venete, è riferito al singolo risparmiatore oppure al nucleo familiare? Nella norma che ha istituito il fondo si fa sempre riferimento al risparmiatore, mentre nel calcolo del limite patrimoniale si rinvia alle norme della Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) nelle quali è previsto il coinvolgimento di tutto il nucleo familiare.
U.F. - Albavilla

La risposta. Il Fondo indennizzo risparmiatori (Fir) è stato istituito dalla legge 145/2018 (articolo 1, commi 493–507, come modificato e integrato dal cosiddetto decreto crescita, cioè il Dl 34/2019, convertito in legge 58/2019). Le modalità di accesso sono state poi disciplinate con il decreto del ministro dell’Economia del 10 maggio 2019 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 135 dell’11 giugno 2019). Decreto poi modificato dal Dm 8 agosto 2019 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 195 del 21 agosto 2019).

Il 1° luglio la Consap ha pubblicato sul suo sito web le istruzioni ed è stata poi predisposta la piattaforma per la raccolta delle domande. Domande che possono essere inviate entro 180 giorni a partire dal 22 agosto scorso (giorno seguente alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del Dm 8 agosto 2019).

Hanno diritto all’erogazione dell’indennizzo forfettario del Fir i soggetti risparmiatori persone fisiche – ovvero i loro successori mortis causa, il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado – in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate alla data del provvedimento di messa in liquidazione che soddisfano una delle seguenti condizioni:
- patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100mila euro al 31 dicembre 2018, al netto degli strumenti finanziari oggetti di indennizzo e dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita;
- ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35mila euro nell’anno 2018, al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita.

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A tal fine, all’istanza dev’essere allegata copia della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in Pdf, resa in base all’articolo 47 del Dpr 445/2000, con firma autenticata, attestante che il reddito complessivo dell’avente diritto ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) - al netto di eventuali prestazioni di previdenza complementare erogate sotto forma di rendita - è stato inferiore a 35mila euro nell’anno 2018. Oppure che il patrimonio mobiliare di proprietà dell’avente diritto - al netto degli strumenti finanziari di cui all’articolo 1, comma 494, della legge 145/2018, nonché dei contratti di assicurazione a capitalizzazione o mista sulla vita - è di valore inferiore a 100mila euro al 31 dicembre 2018.

Nella dichiarazione occorre quindi attestare la consistenza del patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100mila euro, calcolato secondo i criteri e le istruzioni approvati con decreto del ministero del Lavoro del 13 aprile 2017, n. 138, che reca l’approvazione del modello tipo di dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), nonché delle relative istruzioni per la compilazione (articolo 4, comma 3, lettera a, Dm 10 maggio 2019).

La norma, quindi, precisa soltanto che il limite del patrimonio mobiliare del risparmiatore dev’essere calcolato secondo i criteri del Dsu. Per cui si può ragionevolmente ritenere che occorra compilare la dichiarazione soltanto nella parte relativa al patrimonio mobiliare del dichiarante. In ogni caso, le altre parti della Dsu, anche se compilate, non richiedono indicazioni di redditi dei componenti del nucleo familiare: dunque, questi non rilevano in ogni caso.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 9 settembre 2019.

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