L’organismo

Rinasce il Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale

La struttura sarà di nuovo operativa, dopo circa 9 anni di attesa, presso il ministero dell'Università e della Ricerca.

di Antonio Bisaccia*

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

«Per fare questo disegno ci ho messo cinque minuti, ma ci sono voluti sessant'anni per arrivarci». Pierre Auguste Renoir conosceva bene l'importanza della competenza per sfuggire alle tracce dell'improvvisazione, intesa come spazio intermedio tra due nulla.
Ecco perché assume molta importanza la rianimazione del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale (Cnam), che è organo consultivo del ministro previsto dalla legge di riferimento dell'Afam – legge 508/99 – e sarà di nuovo operativo, dopo circa 9 anni di attesa (poiché esso è decaduto nel febbraio del 2013), presso il ministero dell'Università e della Ricerca.

Struttura e compiti

I componenti saranno 27, di cui 25 in rappresentanza delle varie istituzioni e delle diverse aree disciplinari, più due componenti nominati dal ministro del Mur, Maria Cristina Messa.Il suo compito è strategico per il settore in quanto è previsto che esso debba produrre pareri e proposte sui seguenti temi: sulla programmazione dell'offerta formativa, sugli schemi di regolamento di cui al comma 7 dell'articolo 2 della legge citata, ovvero i requisiti di qualificazione didattica, scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti; sui requisiti di idoneità delle sedi; sui possibili accorpamenti e fusioni; sulle modalità di convenzionamento con strutture universitarie e con altri soggetti pubblici e privati; sul reclutamento del personale; sui criteri generali riguardanti l'esercizio dell'autonomia regolamentare; sulle procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo dell'offerta didattica nel settore; sui criteri generali per l'istituzione e l'attivazione dei corsi, per gli ordinamenti didattici e per la programmazione degli accessi; sulla valutazione dell'attività delle istituzioni Afam. Insomma un sorta di serbatoio proattivo delle idee che devono accompagnare l'assestamento e lo sviluppo del sistema Afam, nella prospettiva del suo completo parallelismo col sistema universitario: titoli di terzo ciclo, ricerca, valutazione, reclutamento, revisione dei settori artistico disciplinari, dei settori concorsuali e dei macro settori concorsuali, modifiche significative – queste – anche al fine di preparare il campo al funzionamento dell'istituenda Abilitazione artistica nazionale. Si dovrà, inoltre, affrontare, anche alla luce di queste necessarie trasformazioni, il tema-tabù dell'equiparazione giuridico economica dei docenti. Il Cnam è dunque chiamato nell'architettura del sistema a interpretare una sorta di ruolo di check and balance propositivo e necessario non solo relativamente ai numerosi regolamenti applicativi della legge “dell'autonomia”, ma anche sull'economia identitaria del sistema dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica.

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Oltre l’emergenza

Si supererà, quindi, la disciplina emergenziale che ha istituito di fatto una commissione ad hoc, cosiddetta ex ordinamenti, su stimolo giudiziale, al fine di consentire il disbrigo degli affari correnti: commissione provvisoria che era diventata incidentalmente stanziale.Oltre ai compiti sopra elencati, anche la valutazione, relativamente alla ricerca, potrebbe essere connessa alla ricostituzione del Cnam. Potrebbe essere la sede privilegiata, oltre ovviamente all'Anvur, nella quale iscrivere il compito della valutazione – o meglio il governo della valutazione – delle istituzioni Afam e della loro vigilanza, atteso lo status di tertium genus che a queste la giurisprudenza sembra riservare. Quest'organo sarà una vera e propria bussola che servirà al settore per superare notti e nebbie stratificate nel tempo, utilizzando tutto il coefficiente di conoscenza, collaborazione e responsabilità di cui ha necessità il cammino labirintico di questa comunità: interprete e protagonista dell'immagine del nostro Paese nel mondo, tanto da attrarre utenza straniera in percentuali superiori a qualsiasi istituzione di formazione terziaria.

*Presidente della Conferenza nazionale dei direttori delle Accademie di Belle arti e Accademia d'arte drammatica

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