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Rinnovabili, in Italia investimenti dimezzati negli ultimi 4 anni

di Nicoletta Cottone


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Gian Luca Galletti

4' di lettura

Gli investimenti nelle rinnovabili sono dimezzati negli ultimi 4 anni: da 3,6 miliardi nel 2013 a soli 1,7 miliardi nel 2016. Nei primi 8 mesi del 2017 la produzione di elettricità da fonti rinnovabili è scesa ancora del 5% rispetto al 2016. Le emissioni specifiche di CO2 per KWh, dopo essere calate per molti anni, hanno ripreso a crescere. In Italia rallentano le politiche per il clima: lo sottolinea il Programma per la transizione alla green economy, decalogo elaborato dal Consiglio nazionale della Green Economy e presentato nella questa mattina alla giornata inaugurale degli Stati Generali della Green Economy, in corso a Rimini all'interno di Ecomondo.

Serve un piano strategico di medio e lungo periodo
La richiesta è quella di definire un quadro strategico chiaro a medio e lungo termine, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 50% entro il 2030 e di oltre l'80% al 2050 rispetto al 1990. L’Italia è infatti uno dei Paesi europei più esposti ai rischi del cambiamento climatico e ha un interesse strategico alla riduzione della dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Nonostante questo, nel 2015 le emissioni di gas serra sono aumentate del +2,8% e per il 2016 non ci sono ancora dati definitivi ma stime di un lieve calo.

Gentiloni: coniugare crescita economica con equilibri ambientali
«Negli ultimi anni, l’Italia si è impegnata fortemente per promuovere un modello di sviluppo in grado di coniugare la crescita economica con gli equilibri ambientali. È uno scenario che sta creando molte nuove opportunità per le nostre imprese e per i nostri lavoratori». Lo ha sottolineato il premier, Paolo Gentiloni, in un messaggio di saluto inviato all’inaugurazione degli Stati generali della green economy, nell'ambito della fiera dell'economia verde Ecomondo a Rimini, che si è aperta questa mattina. Il premier ha sottolineato la necessità di proseguire e accelerare «la transizione verso un'economia sostenibile, innovativa e competitiva».

Galletti: sul clima l’Italia è avanti
Sulle politiche per il clima «l'Italia parte da una posizione più avanzata di altri paesi. Non accetto lezioni sulle rinnovabili dai francesi, che hanno il nucleare, o dai tedeschi, che hanno il carbone. Noi siamo il paese europeo che ha la maggiore percentuale di rinnovabili nella produzione elettrica», ha detto il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, intervenendo agli Stati generali della green economy in corso a Rimini. Il problema nelle politiche ambientali e climatiche in Italia, secondo il ministro «è la governance del processo. O si porta a Palazzo Chigi un forte coordinamento dei vari ministeri interessati, o si perde la strada. Questa sarà la sfida della prossima legislatura».

Serve una forte semplificazione
«Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione – ha sottolineato Agostino Re Rebaudengo, vice presidente di Elettricità Futura- sono necessarie misure per favorire un organico sviluppo delle rinnovabili da qui al 2030». Indispensabile, dunque, ha spiegato, «l’emanazione dell’atteso decreto per gli incentivi alle rinnovabili per il periodo 2017-20». Inoltre per Re Rebaudengo è necessario «definire un programma di aste per garantire l'assegnazione della nuova capacità di generazione elettrica da rinnovabili necessaria per raggiungere il target al 2030», oltre a una forte opera di semplificazione normativa che faciliti la costruzione e messa in esercizio degli impianti.

Inserire la green economy fra le priorità dell’agenda parlamentare
Dal decalogo elaborato dal Consiglio Nazionale della Green Economy - formato da 66 organizzazioni di imprese della green economy italiana - e sottoposto all’attenzione dei politici nella giornata inaugurale degli Stati Generali della Green Economy in corso a Rimini all'interno di Ecomondo, emerge la transizione alla “green economy” fra le priorità dell’agenda parlamentare e di governo, fare della sfida climatica l’occasione per rinnovare il sistema energetico, rilanciando le rinnovabili e l’efficienza e puntare sull'economia circolare per superare il modello lineare di spreco e alto consumo di risorse. «La consapevolezza delle sfide della nostra epoca, l’importanza decisiva della transizione alla green economy per affrontarle e l'impegno per le misure per attuarle devono essere - ha detto Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy, che organizza gli Stati Generali con il supporto della Fondazione Sviluppo sostenibile - criteri fondamentali per valutare le proposte politiche e valutare se siano all'altezza dei tempi o inadeguate».

Cambio di rotta per la mobilità urbana
Serve poi un Piano nazionale per la rigenerazione urbana, un cambio di rotta per la mobilità urbana e uno sviluppo per l'agricoltura sostenibile. Oltre a questo si punta alla promozione della qualità ecologica come fattore decisivo per il successo delle imprese italiane, alla tutela e valorizzazione del capitale naturale e dei servizi eco-sistemici come asset per la qualità del benessere e il futuro dell'economia, a investire nella gestione delle acque per assicurare una risorsa strategica, eliminare gli sprechi e ridurre i rischi di alluvioni e, infine, a rendere più efficaci le politiche pubbliche.

Ferma al Senato la proposta di legge sul biologico
Il capogruppo Pd in commissione Agricoltura alla Camera Nicodemo Oliverio ha chiesto che il Senato dia il via libera alla legge sul biologico, già approvata alla Camera, che prevede un quadro normativo del settore. «Una urgenza evidente - ha sottolineato - per un settore in grande espansione come ci dicono oggi i dati della terza relazione sullo stato della Green Economy in Italia, che testimoniano come il mercato del biologico, in Italia, sia diventato così importante da farne la seconda esportatrice mondiale». E ha sottolineato che dal 2015 il 12% della superficie agricola utilizzata in Italia è coltivata in modo biologico, la maggiore estensione in Europa (7,9% Spagna, 6,5% Germania e 5% Francia) e nel 2016 è cresciuta del 20,3% rispetto all' anno precedente.

Moltissime le novità “verdi”
Fra le novità esposte a Ecomondo - principale esposizione italiana della green economy con 1200 espositori e oltre 100mila i visitatori attesi fino a venerdì 10 - c’è la pista ciclabile che consente di pedalare immersi in una scia luminosa, senza bisogno di elettricità o l’auto ad aria compressa alimentata da energia prodotta dal vento, il triciclo elettrico a pedalata assistita, allestito con vasca ribaltabile per la raccolta rifiuti, 100% ecologico. Non manca la prima compostiera mobile al mondo che riceve rifiuto organico e, direttamente, processa il materiale per farlo diventare compost. C’è poi un macchinario che raccoglie gli abiti usati con un'apertura anti-intrusione , una App per supportare i tecnici nei rilievi energetici e strutturali delle scuole, che misura i consumi energetici e la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici.

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