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Rinnovabili, nel Lazio tre impianti che tagliano 100mila tonnellate di CO2 l’anno

Niente incentivi pubblici per le strutture che avranno una potenza complessiva di 87 mw e garantiranno energia a 63 mila famiglie. Eos IM e Capital Dynamics a capo dell’operazione. L’avvio dei cantieri nei prossimi giorni

di Vitaliano D'Angerio

(REUTERS)

3' di lettura

Energie rinnovabili avanti tutta nel Lazio. Nei prossimi giorni saranno avviati i lavori di tre impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 87 mw che taglieranno ogni anno 100mila tonnellate di CO2 prodotta da fonti fossili e garantiranno il fabbisogno annuo equivalente di 63mila famiglie. Un’operazione molto importante anche per un’altra caratteristica: sarà grid parity ovvero senza incentivi statali. A coordinare l’iniziativa e ad acquisire le autorizzazioni per la costruzione è stata Eos Investment Management, asset manager internazionale specializzato negli investimenti alternativi: il veicolo utilizzato per questo investimento è il fondo Eos ReNewable Infrastructure Fund II

L’operazione è stata realizzata assieme a Capital Dynamics tra i leader del settore e uno dei più grandi investitori in energie rinnovabili al mondo con 6,6 miliardi di dollari in gestione.

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Occupazione e storage

Gli impianti di consentiranno anche di creare nuovi posti di lavoro: almeno 100 persone nella fase di costruzione. Inoltre 20 risorse saranno impiegate nel successivo step di gestione.

Le strutture di fotovoltaico utilizzeranno soluzioni tecniche in grado di garantire «i massimi livelli di efficienza e affidabilità e sono, inoltre, già autorizzati e predisposti per cogliere le opportunità offerte dalle più moderne tecnologie di storage». Lo storage è la necessità di immagazzinare energia per compensare l’intermittenza delle fonti rinnovabili. Nel gergo comune sono le “batterie” vera frontiera dell’energia green: problema da risolvere non solo per i grandi impianti ma anche per le singole abitazioni.

Le aree laziali interessate

Ma dove verranno costruiti gli impianti fotovoltaici? Sollecitati sul tema, i vertici di Eos Im hanno spiegato che non possono dare la collocazione precisa per questioni di «legittima riservatezza industriale». Allo stesso tempo però sottolineano che «data l’importanza che diamo ai temi ambientali e di sostenibilità, sentiamo comunque la necessità di sottolineare che le aree di progetto sono dislocate in diverse province del Lazio (trattandosi di più progetti) e che gli impianti che ivi insisteranno non saranno costruiti su terreni attualmente coltivati o a destinazione silvicultura (inclusi “noccioleti” e/o “castagneti” o altro)».

E aggiungono: «L’attività prevalentemente condotta nelle aree di progetto è stata la pastorizia, dovendosi peraltro sottolineare che tale attività non verrà pregiudicata, in quanto sarà comunque previsto il ricorso controllato al pascolo quale modalità ecosostenibile per effettuare il taglio dell’erba nella prossimità e all’interno degli impianti».

I cinque obiettivi Onu

La comunicazione green oggi può contare su una matrice comune ovvero sui 17 goal dell’Onu, noti con la dicitura inglese di Sustainable develeopment goals (Sdgs). Anche per l’iniziativa fotovoltaica laziale, sono stati indicati gli obiettivi sostenibili coperti.

In particolare grazie a questa operazione, sarà dato il contributo a cinque dei 17 obiettivi Onu dell’Agenda 2030: Salute e Benessere (3), Energia Pulita e Accessibile (7), Innovazione e Infrastrutture (9), Città e Comunità Sostenibili (11) e Protezione del clima (13).

Niente incentivi statali

Gestori e investitori tengono a sottolineare inoltre l’aspetto della grid parity. Niente incentivi statali per i tre impianti laziali. «Il nostro nuovo fondo, Eos ReNewable Infrastructure Fund II, segna un’evoluzione nella nostra strategia, identificando modalità innovative di investimenti nella transizione energetica, e quindi producendo energia verde senza il ricorso a incentivi statali – ha dichiarato Ciro Mongillo, amministratore delegato e partner fondatore di Eos IM –. Siamo grati ai nostri investitori che assieme a noi contribuiscono agli obiettivi del Green Deal europeo, senza impiego di risorse pubbliche che possono così essere liberate per altri ambiti di intervento a impatto ambientale».

«Questa transazione ci posiziona saldamente come uno dei maggiori investitori in progetti di grid parity in Sud Europa, strutturati per garantire flussi di cassa prevedibili senza la necessità di tariffe incentivanti – ha affermato Dario Bertagna, direttore del team europeo di Capital Dynamics Clean Energy Infrastructure –. Con accordi di cessione dell’energia prodotta a lungo termine e solidi presupposti Esg, questi tre progetti ben integrano il nostro portafoglio di investimenti in energia solare in Europa che continua a crescere sensibilmente».

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