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Rinnovabili, il progetto NeMesi per mixare fonti energetiche in modo intelligente

Iniziative del Cluster tecnologico nazionale energia (Ctn) di cui fanno parte grandi gruppi italiani, Enea e altri enti del settore. Finanziamenti per 2 milioni di euro

di Davide Madeddu

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(Epa)

Iniziative del Cluster tecnologico nazionale energia (Ctn) di cui fanno parte grandi gruppi italiani, Enea e altri enti del settore. Finanziamenti per 2 milioni di euro


2' di lettura

Due iniziative per le energie del futuro seguendo i dettami dell’efficienza e sostenibilità. Il tutto partendo dalle tecnologie per smart grid (rete elettrica “intelligente”) sino ad arrivare alla flessibilità delle reti elettriche con processi di ibridazione capaci di mettere assieme biomasse e termosolare per arrivare alla produzione di idrogeno. Elementi contenuti in due progetti pilota di ricerca industriale avviati dal Cluster Tecnologico Nazionale Energia (Ctn), finanziati con circa 2 milioni di euro e denominati “Living Grid” e “NeMESi”. La prima iniziativa riguarda «un progetto per lo sviluppo di tecnologie per smart grid e accumulo energetico». Quella che il presidente del Ctn, Gian Piero Celata, definisce “rete intelligente” e che consente di gestire l’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili (che ha una priorità di dispacciamento) e turbogas.

Il progetto NeMesi

NeMESi (acronimo di Nuovo Mix Energetico Sostenibile), è la seconda iniziativa e ha l’obiettivo di «sviluppare soluzioni avanzate nel settore del solare a concentrazione e dell’ibridizzazione ed integrazione con altre fonti energetiche anche al fine di incrementare la flessibilità delle reti elettriche».

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«Il progetto prevede l’integrazione di fonti rinnovabili, solare a concentrazione e biomasse – argomenta Celata – con altri sistemi come il gas per produrre energia elettrica e vapore per uso industriale». Perché «il solare a concentrazione ha la caratteristica di lavorare a cogenerazione, energia elettrica e utilizzo del calore per altri scopi».

I componenti del Ctn

Del Ctn, di cui fanno parte oltre all’Enea che è coordinatore, anche Eni, Enel con e-distribuzione, General Electric-Nuovo Pignone, Terna, Cnr, Rse, Ensiel (che siedono nel consiglio direttivo), università e politecnici, cluster e distretti regionali, poli di innovazione e consorzi interuniversitari: l’obiettivo , è «valorizzare le eccellenze del Made in Italy, attrarre investimenti e talenti, favorire un’azione coordinata e inclusiva e agevolare il trasferimento di conoscenza e tecnologico, in particolare alle piccole e medie imprese, base del tessuto industriale nazionale».

Le macroaree su cui interviene il cluster spaziano dalla ricerca di tecnologie per la produzione e utilizzo di idrogeno alla cattura e stoccaggio del carbone continuando con l’accumulo di energia elettrica, termica e chimica e relative applicazioni.

Tra i programmi del Ctn anche il supporto e la promozione di nuove imprese ad alta tecnologia. E poi azioni «a sostegno della ricerca industriale e a supporto del raggiungimento dei target previsti dalle principali agende strategiche: Mission Innovation, SET-Plan, Horizon Europe, Energy Union Strategy, PNIEC, PNR, Smart Specialization Strategy-S3, Industria 4.0».

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