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Rinnovare la polizza all’ultimo momento fa rischiare la multa

di M.Cap.


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2' di lettura

A quasi quattro anni dall’abolizione dei tagliandi Rc auto da esporre sul parabrezza, aumentano i casi in cui le forze di polizia verificano la copertura assicurativa di un veicolo direttamente online con la banca dati delle polizze. Che però non sempre è aggiornata in tempo reale, per cui si rischia di incappare nelle pesanti sanzioni previste dall’articolo 193 del Codice della strada. Il fenomeno è stato notato dalle stesse forze di polizia, che a volte lo segnalano all’Ivass (l’autorità di vigilanza del settore) e/o all’Ania (l’associazione delle assicurazioni, che gestisce la banca dati). Dall’Ivass fanno sapere che quest’anno il trend delle segnalazioni di anomalia - comprendendo anche le richieste di verifica di dati - è in aumento, dopo un calo nel 2018 (174 contro le 194 del 2017).

Le cifre sono quindi basse in assoluto, anche se vanno aggiunte quelle delle segnalazioni inviate all’Ania (l’associazione delle compagnie, che non ne tiene una statistica). Ma il fenomeno non va sottovalutato, se non altro per le sanzioni: 868 euro (ridotti a 434 se si riattiva la polizza entro il 30esimo giorno dalla scadenza e aumentata a 1.736 in caso di recidiva nell’arco di un biennio), la decurtazione di cinque punti patente e il sequestro del veicolo.

Quando riceve una segnalazione, l’Ivass scrive alle imprese chiedendo chiarimenti e richiamando la necessità di alimentare correttamente e tempestivamente la banca dati. Se lo ritiene necessario, convoca i vertici aziendali.

Dalle compagnie fanno notare che i problemi di mancato aggiornamento della banca dati sono legati a casi particolari. «Capita - dice il direttore Business dell’Ania, Umberto Guidoni - quando i clienti pagano all’ultimo momento utile, sfruttando anche il fatto che ormai la copertura Rc auto è estesa dalla legge per 15 giorni oltre la scadenza».

Sembra di capire che tra le compagnie ci siano ritardi perlopiù lievi nell’aggiornamento della banca dati, ma le conseguenze possono essere pesanti se si rinnova la polizza all’ultimo momento utile. Tanto più se lo si fa pagando telematicamente (come accade di solito con le polizze online o telefoniche): l’accredito arriverà alla compagnia con i tempi normali di queste operazioni (quindi, nel migliore dei casi “normali”, il giorno dopo che il cliente ha inviato l’ordine di pagamento) e nel frattempo la copertura risulta ancora non rinnovata.

Ma questi non sono i soli problemi possibili: può accadere anche che i dati inseriti nell’archivio telematico siano sbagliati (per esempio, può esserci un refuso nel numero di targa). E non ci sono procedure per bonificare le banche dati. Per questo è sempre consigliabile che il cliente verifichi che sia tutto esatto.

A tutto questo si aggiungono discutibili prassi di organi di polizia che ritengono valide le risultanze delle banche dati persino quando il conducente ha il certificato cartaceo di assicurazione (gli agenti temono si riferisca a una polizza nel frattempo sospesa) o quando dichiara di essere comunque coperto (in questo caso lo si dovrebbe multare per mancanza del documento e gli si dovrebbero dare alcuni giorni affinché lo esibisca).

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