Madia: chiudere entro ottobre

Rinnovo contratti Pa, al via tavolo Governo-sindacati. Madia: chiudere entro ottobre

(ANSA)

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Prima riunione, dopo uno stop durato otto anni, del tavolo Governo-sindacati per la messa a punto dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, convocato oggi a Roma presso l’Aran, l'Agenzia per la Rappresentanza negoziale delle Pa che segue il dossier per conto di palazzo Chigi. Via Facebook, dalla ministra Marianna Madia che ha “firmato” l'atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti Pa 2016-2018 arriva l’auspicio di un confronto rapido, da concludere «entro i primi giorni di ottobre». Tre mesi quindi per portare a compimento i negoziati. Per Madia «siamo all'ultimo miglio di un percorso avviato nei mille giorni del Governo Renzi». Il rinnovo, spiega, «non ha solo un valore economico, che pure conta» ma «è anche un pezzo di un mosaico più grande: la riforma della Pa, che ora ha concluso la sua fase normativa».

Dopo 8 anni si riparla di sblocco contratto Pa

Sindacati compatti: «Tempi stretti» per le trattative
L'ottimismo prevale anche sul fronte sindacale. Per il segretario generale Uil, Carmelo Barbagallo, l'auspicio è di «arrivare rapidamente ai nuovi contratti», così come ka segretaria generale Cisl, Annamaria Furlan, che si augura «tempi più stretti possibili» in modo da «dare una risposta efficace» ai «circa 3,3 milioni di lavoratori aspettano il rinnovo del contratto». Da tempo, sottolinea, «continuiamo a dire che la contrattazione è lo strumento principe. Questo significa assicurare qualità dei servizi e dare risposte anche ai bisogni dei lavoratori». Spera in tempi stretti anche la leader Cgil, Susanna Camusso, che chiede anche al Governo di «confermare l'esistenza delle risorse che oggi per una parte non sono ancora presenti». Per la Cgil si tratta infatti di stabilizzare l'accordo sul rinnovo del 30 novembre 2016 e quanto previsto dal Def, «nella consapevolezza che gli 85 euro andranno sui trattamenti fondamentali, e che le nostre controparti condividano un sistema di relazioni sindacali che ridia piena titolarità alla contrattazione».

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Confronto sulle regole in attesa delle risorse
In attesa che la legge di bilancio stanzi l'ultima tranche di risorse necessarie a finanziare il rinnovo (stimate in circa 1,2-1,3 miliardi di euro) il confronto delle prossime settimane si concentrerà sulle regole. E tra i primi punti in agenda ci sono le assenze per malattia: tra le ipotesi allo studio, la possibilità di spacchettare la malattia in ore per le visite specialistiche. Il cantiere del nuovo contratto toccherà anche il capitolo dei permessi, rendendoli più flessibili così da venire incontro alle esigenze di Pa e personale. Per coniugare flessibilità e lotta agli abusi si pensa ad esempio alla programmazione delle assenze dovute alla legge 104. Il contratto dovrebbe anche prevedere un sistema di incentivi e penalizzazioni per evitare alti tassi di assenza. Una novità importante riguarda le modalità del confronto: la trattativa si dividerà infatti su 4 tavoli (centrale, locale, sanità e istruzione), semplificando il lavoro rispetto agli 11 settori del passato.

Aran: prioritario legare salario accessorio a obiettivi
Le priorità del confronto con i sindacati - dalla produttività alle sanzioni disciplinari, passando per un nuovo modello dei relazioni sindacali - sono state ribadite anche in una nota diffusa dall'Aran al termine della prima riunione. Per il presidente dell'Agenzia, Sergio Gasparrini, i tavoli avviati oggi dovranno «interpretare la domanda di innovazione della Pa, riuscendo a legare il più possibile quote di salario accessorio ad obiettivi di organizzazione che siano individuabili e riconoscibili come “miglioramenti concreti”». Progressi sono attesi anche sui fronti welfare contrattuale e previdenza complementare, «valorizzando il percorso già fatto nella costituzione dei fondi pensione e le esperienze di welfare contrattuali già sperimentate con successo in alcuni settori». La sfida, conclude Gasparrini, è di trovare «soluzioni innovative che, pur scontando i vincoli in termini di risorse utilizzabili, diano risposte» ai «problemi concreti di assistenza e previdenza che interessano anche il mondo del lavoro pubblico».

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