diporto

Rinviato l’aumento Iva sulle barche a noleggio ma spunta quello sul leasing

Confindustria nautica plaude alla decsione di spostare a novembre il rincaro sul charter ma si oppone alla sua estensione al leasing: «Si colpisce un settore in cui l’Italia è leader»

di Raoul de Forcade

2' di lettura

Confindustria Nautica plaude per il rinvio a novembre, deciso dal Governo, dell’aumento dell’Iva (dal 10 al 22%) sul noleggio di barche (charter). Ma giudica negativamente l’estensione dell’aumento anche al leasing nautico.

Il rinvio dell’entrata in vigore delle nuove regole Iva, spiega una nota di Confindustria nautica, «è stata inserita nell’articolo 48 del decreto legge (76 del 2020) Semplificazione; e di fatto disinnesca il provvedimento attuativo emanato dall’Agenzia delle entrate lo scorso 15 giugno, adottato in conformità con quanto richiesto dalla Commissione Ue a tutti gli stati mediterranei dell’Unione».

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Tuttavia, nel frattempo, ricorda l’associazione, la Francia ha sospeso l’introduzione delle nuove regole (mantenendo un imponibile ridotto, proprio per sostenere la ripresa delle aziende del charter), la Croazia applica l’Iva turistica (sempre al 10%) e la Grecia ha individuato un escamotage per sottrarsi alle nuove regole.


Rinvio provvidenziale

Il rinvio dell’entrata in vigore delle nuove modalità di calcolo dell’imponibile Iva sul charter, dunque, salva la stagione delle società italiane che, poiché i listini vengono chiusi l’anno precedente e per il cliente l’imposta è compresa nel costo pattuito, avrebbero dovuto farsi carico dell’extra costo.

«Tuttavia - afferma il presidente di Confindustria nautica, Saverio Cecchi - la medesima disposizione contiene una nuova fuga in avanti, con l’estensione anche al leasing nautico, adottata unilateralmente, in via d’urgenza e con un decreto legge, del nuovo meccanismo di calcolo previsto per il noleggio».

Colpo al leasing

Il leasing, prosegue Cecchi, «rappresenta lo strumento con cui il nostro comparto industriale realizza oltre il 90% del proprio fatturato. Così, appena messo a riparo il segmento del noleggio da una grave distorsione del mercato, rischiamo di creare una situazione analoga per quanto riguarda la compravendita di unità da diporto, settore in cui l’Italia ha la leadership mondiale».

Sia per il charter che per il leasing, afferma Cecchi, «si tratta di norme che favoriscono la fuga delle imprese dall’Italia e, più in generale, dall’Europa, e danneggiano gravemente innanzitutto l’erario nazionale».

In questo modo, conclude, «il Governo si muove a corrente alternata, mentre abbiamo bisogno di una visione e di una politica industriale per il settore. Per questo sono nuovamente a richiedere un incontro al ministro dell'Economia, Gualtieri, e al direttore dell'Agenzia delle entrate, Ruffini».

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