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Rinvii e indecisioni, la Calabria ancora senza commissario alla sanità

Dopo i tre flop consecutivi (Cotticelli, Zuccatelli e Gaudio), il Governo valuta diversi nomi: tra le ipotesi Francesco Bevere. Il ministro Speranza: «Presto una persona adatta ma servirà una squadra». Due ospedali da campo contro l’emergenza

di Donata Marrazzo

Protesta sindaci Calabria: no commissario. Conte: sarà a termine

Dopo i tre flop consecutivi (Cotticelli, Zuccatelli e Gaudio), il Governo valuta diversi nomi: tra le ipotesi Francesco Bevere. Il ministro Speranza: «Presto una persona adatta ma servirà una squadra». Due ospedali da campo contro l’emergenza


3' di lettura

Va bene la prudenza, la necessità di evitare un altro buco nell’acqua, ma quanto tempo ci vuole ancora per nominare il commissario ad acta al piano di rientro della sanità in Calabria? Di fumata nera in fumata nera, il Consiglio dei ministri rinvia la designazione e la poltrona di chi dovrebbe prendere in mano le redini del sistema sanitario regionale resta vuota.

Sfumano le ipotesi D’Andrea, Tronca e Latella

Nella lista dei papabili c’è chi sale e chi scende: scartata l’ipotesi Federico D’Andrea, originario di Cerchiara, in provincia di Cosenza - una brillante carriera nella Guardia di finanza come detective del pool Mani pulite, manager ai vertici di grandi aziende e ora consulente del sindaco di Milano Giuseppe Sala - sembrano tramontare anche le figure del prefetto Paolo Tronca, ex commissario della Città metropolitana di Roma, e della prefetta Luisa Latella, che da marzo è commissario prefettizio all’Asp di Catanzaro, sciolta per infiltrazioni mafiose nel settembre 2019.

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Tra Strada e Gratteri, spunta Bevere

Molti cittadini invocano Gino Strada che però incarichi di governo non ne vuole: è comunque già operativo nella regione insieme alla protezione civile. Per la politica locale, soprattutto il centrodestra, il fondatore di Emergency non è adeguato: dicono che serve un manager che sappia rimettere a posto i conti e fronteggiare la pervasività della ‘ndrangheta. Qualcuno, a mezza bocca, fa il nome del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri (che però si è sfilato), mentre salgono le quotazioni di Francesco Bevere, che ha guidato l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) fino a un anno fa (poi decaduto per lo spoil system applicato dal ministro Roberto Speranza). Lo scorso giugno la giunta regionale lo ha nominato direttore generale del Dipartimento tutela della salute, politiche sociali e integrazione socio-sanitaria.

Speranza: «Non un nome ma una squadra»

«La discussione sul commissario è ancora in corso - ha dichiarato il ministro Roberto Speranza davanti alle telecamere di “Che tempo che fa” -. Mi auguro che da qui a pochissimo saremo nelle condizioni di avere una persona adatta, ma servirà una squadra».

L’emergenza sanitaria non è solo Covid

In una regione in cui la sanità è commissariata da 10 anni, l’indecisione del premier Giuseppe Conte grava su tutta la Calabria. Dal 7 novembre, giorno delle dimissioni dell'ex generale dei Carabinieri Saverio Cotticelli, in carica dal 2018, i problemi si sono amplificati. Non che prima andasse tutto a gonfie vele: nonostante il succedersi dei commissari, il disavanzo restava intatto (160 milioni di euro), i Lea al minimo (136 punti), la migrazione sanitaria svuotava le casse regionali (300 milioni di euro). I buchi finanziari delle Asp diventavano voragini con infiltrazioni della criminalità. Una terna commissariale nell'azienda provinciale di Reggio Calabria, un’altra operativa a Catanzaro. E un piano anti Covid rimasto lettera morta. Lo stesso commissario - come ha ammesso Cotticelli durante la trasmissione “Titolo V” - non ne conosceva l’esistenza, pur portando in calce la sua firma. Un mix esplosivo, con la Calabria in zona rossa.

Due ospedali da campo

Per fronteggiare l’emergenza sanitaria nella regione sono in allestimento due ospedali da campo che saranno gestiti da Emergency. A Cosenza, nell’area di Vaglio Lise, i lavori sono in fase avanzata: Angelo Borrelli, capo della protezione civile nazionale, e il ministro per i rapporti Stato Regioni Francesco Boccia, hanno visitato le strutture dell'esercito. Le stesse verranno installate a Crotone per un totale di circa 80 posti in più. A Locri, a Vibo, e in altri punti nevralgici, si sta decidendo per la riqualificazione o la riapertura delle strutture ospedaliere esistenti.

«Per quanto riguarda gli ospedali chiusi in questa regione, per alcuni ci sarà una valutazione oggettiva, e tutti quelli che potranno essere utilizzati lo saranno – ha detto il ministro degli Affari regionali -. Perché se c’è una cosa che la pandemia ha insegnato a tutti è che il diritto alla salute, così come quello all'istruzione, non dovrà mai più essere compresso da vincoli di bilancio. Nello stesso tempo il rispetto per i contribuenti e il bilancio dello Stato lo si attua non sperperando denaro pubblico. Quindi lo Stato ci sarà per garantire il diritto alla salute, ma sarà anche vicino alla magistratura che fa pulizia di coloro che si impossessano di risorse pubbliche».

Secondo il presidente facente funzioni della Regione Nino Spirlì, l'operatività degli ospedali da campo migliorerà la situazione: «Stiamo centrando obiettivi importanti come l'aumento di 244 posti letto, tra cui 10 di terapia intensiva, e il reclutamento di 300 tra medici e infermieri».

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