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Riparte l’inflazione in Cina, prezzi alla produzione +0,3% a gennaio

È la prima volta in un anno - Positivi gli investimenti stranieri diretti (+4,6%) mentre è stabilmente in mani estere il 10% del debito sovrano

di Rita Fatiguso

2' di lettura

Gli investitori stranieri per la prima volta nella storia della Cina contemporanea possiedono un decimo dei bond statali. Si conferma l’attenzione dei capitali stranieri per gli investimenti stranieri diretti in Cina cresciuti a gennaio del 4,6%. Riparte, in parallelo, l’inflazione per la prima volta nell’arco di un anno, con i prezzi alla produzione in aumento a gennaio dello 0,3 per cento. La Banca centrale incentiverà gli strumento della finanza verde.

L’inflazione

Le aziende stanno scaricando sui prezzi alla produzione i maggiori costi con l’effetto di far ripartire l’inflazione per la prima volta da un anno a questa parte. Il PPI (producer price index) è cresciuto per la prima volta anche in considerazione di un aumento della domanda, i prezzi all’ingrosso sono cresciuti dello 0,3% rispetto al -0,4 registrato a dicembre. Il dato è in linea con le previsioni dell’indagine Bloomberg.

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Il debito sovrano

La Cina continua a catalizzare risorse straniere, e per la prima volta nella storia della Cina contemporanea il 10% del debito sovrano è in mano a investitori stranieri per effetto di una combinazione tra maggiori guadagni attesi e yuan forte.

Stabili le riserve in oro, pari a 62.64 milioni di once a fine gennaio in bilanciamento rispetto a dicembre. Il valore è però calato da 116.76 miliardi di dollari dai 118.25 di fine dicembre a causa dell’apprezzamento del biglietto verde. Le riserve cinesi in dollari sono pari al 58% delle riserve totali stando agli ultimi dati del 2015, gli unici disponibili.

Gli investimenti diretti

Si conferma il flusso di investimenti stranieri sulla scia dei record del 2020, a gennaio sono cresciuti del 4.6% a 91.61 miliardi di yuan (14.2 milairdi di dollari). In termini di valore, sono cresciuti addirittura del 6.2 % a 13.47 miliardi di dollari stando ai dati del ministero del Commercio.

La finanza verde

La Banca centrale inoltre non drenerà liquidità dal mercato, ma concentrerà gli sforzi sulla finanza verde favorendo l’accesso a strumenti innovativi dai green loans ai bond alle assicurazioni ai derivati come parte dello sforzo della Cina di sostenere la neutralità dal carbonio entro il 2060 come ha dichiarato il presidente Xi Jinping.


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