Famiglie e studenti

Riparte l’Osservatorio nazionale per l’integrazione degli alunni stranieri

di Redazione Scuola

2' di lettura

Riparte l'Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura. Ieri la prima riunione al Miur, a cui ha partecipato anche il ministro Lorenzo Fioramonti. Ad aprire i lavori sono stati i sottosegretari Lucia Azzolina e Giuseppe De Cristofaro. L'Osservatorio torna a riunirsi dopo due anni. È stato ricostituito con il decreto del ministro Fioramonti dello scorso 4 dicembre.

«Il compito centrale della scuola è quello di formare i futuri cittadini - ha spiegato Fioramonti -. Se il ruolo della scuola viene meno, si pregiudica il futuro di un intero Paese. Per generazioni e generazioni. Per questo è necessario garantire a tutti i giovani un percorso di studio ed educativo e formare nuovi cittadini istruiti, responsabili, consapevoli. L'integrazione diventa allora determinante. Dobbiamo assicurare equità a tutti i ragazzi. La scuola ha il dovere di saper individuare e valorizzare talenti che, per mancanza di opportunità, rischiano di passare inosservati. Occorre tirare fuori le potenzialità, le capacità, le intelligenze. Perché è di queste intelligenze che ha bisogno la nostra società per crescere».

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L'Osservatorio è un organo di consultazione. Tra i suoi compiti, quello di trovare soluzioni per un adeguamento delle politiche di integrazione alle reali esigenze di una scuola sempre più multiculturale e in costante trasformazione.

«Dopo due anni è tornato a riunirsi al Miur l'Osservatorio nazionale per l'integrazione degli alunni stranieri e per l'intercultura. Con un messaggio chiaro: la scuola è aperta a tutti e inclusiva. Come Governo e come Ministero dobbiamo e vogliamo perciò dare attenzione anche a tutti gli alunni con cittadinanza non italiana, attuando pienamente il principio dell'inclusione», ha dichiarato la sottosegretaria Azzolina.

«La politica, quando si occupa di pubblica istruzione, di scuola e quindi di bambini, di ragazzi, deve avere più coraggio e non limitarsi a seguire il senso comune formale - ha aggiunto il sottosegretario De Cristofaro -. La crisi economica ha prodotto povertà e disuguaglianza, i dati della povertà educativa ci dicono che è necessaria una grande operazione di ricostruzione culturale e si deve partire dalla scuola pubblica, dal sistema dell'istruzione pubblico e statale in primis. La scuola italiana è una gigantesca infrastruttura civile, un enorme pilastro di democrazia e ha bisogno di essere sostenuta con risorse economiche e umane per formare non solo bravi studenti ma cittadini consapevoli».

L'Osservatorio è tornato a riunirsi in una data non casuale, perché fa seguito al Terzo summit nazionale delle diaspore (il 14 dicembre). I lavori sono stati animati da una tavola rotonda sulle tematiche legate alla migrazione, moderata dal conduttore televisivo Massimo Bernardini. Il dibattito è stato aperto dalla giornalista Marta Nicoletti. Ha partecipato all'incontro anche lo scrittore Eraldo Affinati. Nel corso del confronto, è stato presentato il dossier “L'Africa mediata - Come fiction, tv, stampa e social raccontano il continente in Italia”, realizzato da Amref Italia insieme all'Osservatorio di Pavia. Una raccolta di dati, qualitativi e quantitativi, sui media italiani e su come questi abbiano rappresentato l'Africa e gli africani nel primo semestre di quest'anno.

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