Formazione

Riparte il master Progea di Fiera Milano: il 90% di chi lo frequenta trova lavoro

Finora sono stati diplomati 400 studenti. Il presidente della Fondazione Pazzali: «Formare i giovani significa formare il futuro»

di Cristina Casadei

2' di lettura

La ripartenza del master delle fiere, il Progea di Fiera Milano, avviene con una variegata classe di laureati in discipline umanistiche o sociali, economiche, scientifiche e artistiche. Si tratta di un percorso che, ad oggi, è stato portato a termine da oltre 400 studenti e che ha garantito punte di occupabilità del 90% tra chi lo ha frequentato.

Il master prepara chi vuole lavorare nel settore sia attraverso la prospettiva dell’azienda che comunica con le fiere, gli eventi e i punti vendita, sia attaverso quella degli organizzatori di fiere e delle agenzie di comunicazione specializzate. I corsi sono previsti in presenza, ma nel caso in cui le condizioni esterne non lo consentano, le lezioni saranno realizzate in distance learning. Avrà una durata di 500 ore che si articolano in quattro moduli con lezioni di teoria, esercitazioni pratiche, project work e percorsi di orientamento. Nel percorso è previsto anche un tirocinio stage extracurriculare da 3 a 6 mesi, attivato entro sei mesi dalla fine del master. Per avere l’attestato di partecipazione è necessario avere frequentato almeno il 75% delle ore e superare l’esame finale.

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Come spiega Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano, «è proprio attraverso le fiere e gli eventi che i brand, soprattutto le Pmi che costituiscono la vera spina dorsale del sistema produttivo italiano, possono instaurare un dialogo profondo con i clienti». Le fiere rappresentano infatti «contesti in cui la dimensione immersiva suscita un coinvolgimento emotivo e un’attenzione che altri media difficilmente consentono - continua Pazzali -. Soprattutto alla luce degli avvenimenti di questi ultimi due anni, i confini tra format sono sempre più sfumati: fiere, congressi, convegni, mostre ed eventi si stanno ibridando per dar vita a nuovi modelli, in risposta alle esigenze del mercato che cambia e chiede più originalità nei concept, negli allestimenti e nelle installazioni. Formare i giovani significa formare il futuro. Un futuro che oggi, dopo quanto abbiamo visto, deve essere fondato sull’economia della conoscenza».

Il settore fieristico, al pari di altri, sente la difficoltà a trovare i profili e le competenze che servono. Luca Palermo, amministratore delegato di Fiera Milano spa spiega che il comparto «risente della difficoltà di riuscire ad attrarre giovani figure professionali, altamente specializzate e qualificate in grado di operare in fiere e congressi. L’attuale contesto sempre più competitivo, i nuovi bisogni del consumatore, l’evoluzione del business meeting, le nuove tecnologie digitali e, non ultimo, il periodo che stiamo attraversando a livello sanitario, richiedono quindi professionalità in grado di sviluppare soluzioni innovative. Per questo la mission che Fondazione Fiera Milano porta avanti ormai da 20 anni con la propria Accademia è per noi un asset fondamentale».

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