nuova boUtique all’aquila

Ripartire dalle essenze di Parco1923

Con il marchio nato nel 2016 una delle prime riaperture nel centro della città

di Chiara Beghelli


2' di lettura

«Ma, quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose (...) l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare»: nelle parole di Marcel Proust è racchiuso il senso del nuovo progetto di Parco1923, il marchio di fragranze ispirate al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, che ha appena inaugurato nel centro storico dell’Aquila, in Corso Vittorio Emanuele, la sua seconda boutique. Si tratta di una delle prime riaperture di negozi nelle strade del capoluogo abruzzese, ancora ferite dieci anni dopo il terremoto, un modo concreto per ribadire la fiducia nel territorio e nelle sue eccellenze. Fra cui, appunto, il Parco che, con il suo anno di fondazione, dà il nome al marchio lanciato nel 2016 da due abruzzesi doc, Paride Vitale e Ugo Maria Morosi. «I vecchi guardiani del parco per lungo tempo hanno vissuto nei boschi per stanare i bracconieri – racconta Morosi –. Abbiamo chiesto loro di testare le nostre essenze e, insieme ai botanici locali, ci hanno aiutato in due anni di lungo lavoro ad affinare la nostra ricerca, fino alla creazione della nostra essenza».

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In essa si riconoscono le note della flora del Parco, il fondo di faggio, albero che copre il 60% del territorio, poi il raro maggiociondolo, il caprifoglio, il giaggiolo. Anche nei flaconi si coglie il legame con l’Abruzzo, nel dettaglio in pietra gentile, tipica delle architetture della regione. Tutti elementi che hanno contribuito al successo di Parco1923, che oggi ha due boutique (quella di Pescasseroli, oltre alla nuova dell’Aquila) ed è distribuito in 90 negozi in Italia e in 80 all’estero, dove per ogni flacone venduto, un euro è devoluto alla tutela della flora del Parco. Oltre al business, il progetto è animato dunque anche dal desiderio di promuovere un territorio da far conoscere e valorizzare, anche con l’organizzazione di eventi e mostre d’arte contemporanea immersi nella natura del Parco. Un racconto che lo scorso giugno ha anche accompagnato il ministro dell’Ambiente nel suo viaggio in Oriente, donato al collega cinese come simbolo di incontro fra rispetto dell’ambiente e manifattura. Tutto made in Abruzzo.

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