fondi

Ripartite le risorse per le aree di crisi

di Flavia Landolfi

(Pierpaolo Scavuzzo)

2' di lettura

Sta per approdare in «Gazzetta Ufficiale» il decreto 31 gennaio firmato dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che contiene la ripartizione dei fondi per la riconversione industriale e la riqualificazione delle aree di crisi semplice e complessa in base alla legge 181/89. Il provvedimento, pubblicato ieri sul sito del Mise, approva la distribuzione delle risorse disponibili a valere sul Fondo per la crescita sostenibile (148 milioni di euro circa), sul Pon «Imprese e competitività» 2014-2020 (altri 80 milioni riservati al Mezzogiorno) e sul Fondo unico legge 181/89 (40 milioni).

Il provvedimento stabilisce le risorse che andranno a ciascuna categoria di intervento per il finanziamento delle iniziative imprenditoriali che rilancino i territori colpiti da situazioni di crisi: si tratta di interventi-traino dell’economia con un occhio puntato sull’occupazione dei territori depressi.

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Nel dettaglio il decreto destina 60 milioni per gli interventi inseriti negli accordi di programma per il rilancio delle aree di crisi industriale complessa (di questi 20 milioni a valere sulle risorse del Fondo per la crescita sostenibile, e altri 40 milioni dal Fondo unico della legge 181).

Altri 124 milioni saranno destinati ai programmi di investimento che beneficeranno delle agevolazioni nelle aree di crisi industriale non complessa, attraverso, spiega il decreto, una procedura a sportello. Di questo pacchetto di risorse, una quota di 44 milioni di euro è riservata agli interventi disciplinati da accordi di programma. Con una clausola, però, che prevede di sbloccarle a favore degli altri interventi a sportello (nelle aree di crisi semplici) nel caso non fossero usate entro un anno a partire dal via.

A rinforzare gli strumenti per il rilancio delle aree depresse, interviene anche il Pon «Imprese e competitività» (asse per le Pmi) destinato al Mezzogiorno: qui andranno 80 milioni di euro (fondi Fesr 2014-2020) vincolati ai progetti nelle aree di crisi localizzate nelle regioni in ritardo di sviluppo: e cioè Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Anche in questo caso si tratta di agevolazioni alle imprese ma nell’ambito di accordi di programma. Con un vincolo di destinazione per 45 milioni agli accordi di programma sottoscritti entro il 31 dicembre 2017 (con una riserva di 30 milioni per Taranto). E anche qui, in caso di risorse andate inevase, si rimescolerà la dotazione a favore degli interventi nelle aree delle cinque regioni, senza vincoli ad hoc. Infine, una quota di 4,7 milioni, andrà a Invitalia per il rimborso delle spese sostenute nella gestione della misura.

Rinviata invece a un altro decreto la definizione delle risorse per i terremoti del 2016 in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

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