ALLA CAMERA

Riprende l’esame del ddl sull’assegno unico per i figli a carico: ecco cosa prevede

Al vaglio della Commissione Affari sociali, stando al calendario previsto dalla capigruppo di Montecitorio la proposta di legge con la “delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi” approderà in aula il 28 ottobre

di Andrea Carli


default onloading pic

3' di lettura

Assegno unico per i figli a carico e dote unica per l’acquisto di servizi per l’infanzia così da razionalizzare e fare ordine nel pacchetto delle soluzioni a sostegno della genitorialità. Sono questi gli “ingredienti principali” del disegno di legge contenente la “delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi”.

La proposta è all’esame della Commissione Affari sociali della Camera: avviato dalla XII commissione prima della pausa estiva, l’esame riprende nella seduta di oggi, 26 settembre. Non solo dopo la pausa estiva, ma anche e soprattutto dopo la fine dell’esecutivo M5S-Lega e la nascita di quello Cinque Stelle - Pd. La proposta è infatti targata Dem: Delrio, capogruppo del partito alla Camera, è primo firmatario. Il 28 ottobre, secondo quanto previsto dalla capigruppo, il testo arriverà in aula a Montecitorio. Prima di allora, tuttavia, dovrà superare il vaglio della Commissione.

Lo scopo della delega
La proposta di legge, composta da quattro articoli, reca la delega al Governo per l’adozione, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore del provvedimento, di uno o più decreti legislativi finalizzati a riordinare e potenziare le misure di sostegno economico per i figli a carico e a favorire la fruizione di servizi a sostegno della genitorialità. La proposta si pone l’obiettivo di superare l’attuale polverizzazione delle misure a sostegno della genitorialità (prestazioni sociali agevolate, assegni familiari, detrazioni fiscali), mediante una complessiva razionalizzazione e una parziale soppressione degli istituti attualmente a disposizione. La strada è, appunto, quella che passa attraverso l’istituzione dell’assegno unico e della dote unica per figli a carico.

Arriva l’assegno unico
L’assegno unico, misura di sostegno economico per i figli a carico, viene applicato facendo riferimento al genitore con il reddito più elevato e ridotto in maniera progressiva, fino all’azzeramento, quando questo reddito supera 100mila euro annui lordi. L’assegno può raggiungere un importo massimo di 240 euro per dodici mensilità. Dalla maggiore età fino al compimento del ventiseiesimo anno di età, l’importo massimo dell’assegno è fissato in 80 euro. È invece prevista una maggiorazione, rispetto agli importi previsti per i figli minorenni e maggiorenni, in misura non inferiore al 40 per cento, per ciascun figlio con disabilità. Le misure sono concesse in forma di detrazione fiscale ovvero di erogazione mensile di una somma in denaro.

GUARDA IL VIDEO - I figli vengono dopo, giovani preferiscono la carriera

Cosa viene cancellato
In vista di una revisione complessiva dei benefici per i figli a carico, il progetto prevede l’eliminazione delle detrazioni fiscali per minori, dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli a carico, del bonus bebè, del Fondo di sostegno alla natalità e del Premio alla nascita.

È inoltre previsto un coordinamento con gli interventi per il contrasto alla povertà. Al contempo, i decreti legislativi delegati dovranno individuare le misure complementari a favore dei minori a carico da mantenere in vigore solo in quanto destinate a specifici bisogni, attività o destinatari e il progressivo superamento della contribuzione per gli assegni per il nucleo familiare a carico del datore di lavoro nonché l’adozione di strumenti di integrale compensazione qualora il beneficio complessivo risulti inferiore al beneficio complessivo fruito in precedenza.

Dote unica per l’acquisto di servizi per l’infanzia
Il progetto di legge all’esame delle Commissione Affari sociali della Camera prevede una dote unica per un ammontare massimo di 400 euro per dodici mensilità, per ogni figlio fino ai tre anni di età. La dote è utilizzabile per il pagamento di servizi per l’infanzia quali asili nido, micronidi, baby parking e personale direttamente incaricato. La dote è riconosciuta in forma ridotta per i figli a carico nella fascia di età compresa tra i 3 e i 14 anni compiuti, mentre viene riconosciuta in forma maggiorata, in misura non inferiore al 40 per cento, per ciascun figlio con disabilità. Le misure volte a favorire la fruizione di servizi a sostegno della genitorialità, si applicano facendo riferimento all’Isee e sono erogate mediante la Carta acquisti.

Le coperture
Per la copertura di questi interventi si prevede l’utilizzo dei risparmi di spesa derivanti dall’eliminazione delle detrazioni fiscali per le spese sostenute per la frequenza scolare e dalla cancellazione del buono per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido e altri servizi per l’infanzia.

I risparmi di spesa previsti
L’obiettivo delle soluzioni previste dalla proposta sono risparmi di spesa pubblica per un ammontare non inferiore a 3,2 miliardi di euro nel primo anno successivo a quello di entrata in vigore del provvedimento, a 6,4 miliardi di euro nel secondo anno successivo a quello di entrata in vigore e a 9,6 miliardi di euro a decorrere dal terzo anno successivo, da destinare a incremento delle attuali dotazioni per gli interventi descritti (assegno e dote unica).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...