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Ripresa superiore alle attese: Fiera Milano aggiorna il piano industriale

Target finanziari del 2022 rivisti al rialzo; nuovo piano su internazionalizzazione; crescita dei servizi digitali e allestitivi superiore al 2019. Ma nel 2023 peserà il caro energia

di Giovanna Mancini

4' di lettura

La ripresa è stata più rapida e robusta delle aspettative, nonostante un avvio d’anno che – causa variante Omicron del Covid-19 – aveva fatto nuovamente tremare i polsi al settore fieristico. «Lo dicono i numeri: abbiamo rivisto le guidance costantemente nel corso dell’anno, e sempre in senso migliorativo. Dopo i risultati del terzo trimestre, il target di Ebitda per il 2022 è stato alzato a 50-55 milioni di euro, contro i 40-50 previsti nel piano industriale Connect presentato a febbraio 2021». Luca Palermo, amministratore di Fiera Milano, traccia un bilancio di questo 2022 che lui stesso un anno fa, proprio dalle colonne del nostro giornale, aveva definito l’anno della svolta per le fiere italiane. Ebbene, la svolta c’è stata, e non solo dal punto di vista dei conti.

L’aggiornamento del piano industriale

Tanto che, annuncia Palermo, nei prossimi mesi sarà presentato un aggiornamento del piano Connect. «È doveroso, perché da allora situazione è completamente mutata, per fortuna in meglio – spiega l’amministratore delegato –. A novembre e dicembre abbiamo presentato al consiglio due nuovi piani di crescita, uno legato all’internazionalizzazione e uno ai servizi digitali e data, che contengono elementi aggiuntivi rispetto al piano Connect. Inoltre, i ricavi dalle attività di allestimento sono aumentati più del previsto, superando i livelli del 2019. Alla luce di questi risultati, nel corso del 2023 aggiorneremo il piano industriale».

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L’aggiornamento dovrà tenere conto però, inevitabilmente, anche delle problematiche di questa fase storica: Fiera Milano, come tutte le imprese, deve confrontarsi con il caro energia e l’inflazione. Il prossimo anno la bolletta energetica aumenterà di 3,5 volte rispetto al 2022, senza contare i costi aggiuntivi per pagare i fornitori. L’ultimo aggiornamento della guidance Ebitda del 2023, approvato a metà dicembre, ha rivisto al ribasso il target (a 70-80 milioni), perché sono stimati 13 milioni di costi aggiuntivi per l’energia. A mitigare la bolletta interverrà però il raddoppio dell’impianto fotovoltaico che attualmente copre il 10% del fabbisogno. «Entro fine anno arriveremo al 20%», dice Palermo.

Ripresa superiore alle attese

Nonostante le difficoltà, l’ad è ottimista: il 2022 ha visto un’accelerazione molto forte della ripresa, in particolare nella seconda parte dell’anno, con Eicma che ha sfiorato i 500mila visitatori, mentre la Games Week li ha addirittura superati, con un record di oltre 100mila visitatori e anche l’Artigiano in Fiera (di cui Fiera Milano è diventata socia al 25%) ha superato il milione di ingressi. «Alla fine dell’anno dovremmo raggiungere circa 1,2 milioni di metri quadrati di superficie espositiva venduti, contro 1,4 milioni nel 2019», precisa l’amministratore delegato. Il 2023 si apre con un calendario ricco: in programma ci sono oltre 50 manifestazioni in Italia, tra cui le ammiraglie Tuttofood e Host, 23 all’estero e circa 160 congressi.

Lo sviluppo internazionale

Inoltre, a giugno tornerà a Milano Itma, la più grande fiera mondiale della tecnologia tessile e dell’abbigliamento, che mancava dal 2015 e che conferma la strategia di Fiera Milano di attrarre in città le più importanti fiere internazionali itineranti, come accaduto quest’anno con Gastech. Proprio questo è uno dei tre pilastri del nuovo piano sull’internazionalizzazione presentato in novembre al cda, che prevede, entro il 2026, di ospitare cinque eventi internazionali l’anno nel quartiere milanese. Secondo pilastro del piano è l’apertura di uffici commerciali all’estero, per rafforzare le attività di incoming di espositori e visitatori nei quartieri di Fiera Milano: «Cominceremo da Germania, Francia e Spagna – spiega Palermo –. Contiamo di arrivare a regime nel giro di tre anni». Infine, Fiera Milano punta a consolidare la propria presenza estera in termini di manifestazioni realizzate. «Siamo pronti a fare partnership e acquisizioni», dice Palermo. Inoltre, c’è grande attenzione per i Paesi in cui ci sono ancora opportunità per sviluppare i propri format, da soli o in partnership, come Singapore, dove proprio quest’anno Fiera Milano ha portato Find, la fiera dedicata all’arredamento e al design.

Nuovi format espositivi

Altra direttrice di sviluppo è la realizzazione di nuovi formati fieristici: dopo Next Mobility Exhibition, che ha debuttato lo scorso ottobre, deicata alla mobilità del futuro, nel 2023 sarà la volta di GEE - Global Elevator Exhibition show, ideato in un’ottica di sinergie con altre manifestazioni, come Sicurezza e Made. Altra novità sarà la nuova manifestazione sulla transizione digitale, organizzata in partnership con Netcomm e Another Reality: una “fiera del metaverso”, dedicata a Intelligenza Artificiale, blockchain, NFT, realtà virtuale... Sarà in novembre, nella formula del Convegno con area espositiva, combinata con la Digital Week, sempre nell’ottica di creare sinergie tra gli eventi.

Alleanze e acquisizioni per crescere

Fiera Milano si è anche mossa nella direzione di rafforzare il sistema fieristico italiano, «superando i campanilismi», come dice Palermo, per cogliere «una finestra di opportunità unica, che vede le fiere in Italia ripartire con più slancio rispetto ad altri competitor». Da qui gli accordi siglati per creare dei poli nazionali rappresentativi delle maggiori filiere industriali italiane. La più importante è sicuramente la partnership con Fiere di Parma, che prevede la creazione di una comune piattaforma espositiva (composta da Cibus e Tuttofood) nel settore agroalimentare. L’accordo è ora al vaglio dei rispettivi cda per l’approvazione formale. Inoltre, l’accordo con Firenze Fiera per la creazione di un grande polo congressuale italiano, che prevede anche la realizzazione in sinergia di manifestazioni fieristiche. Ultima in odine di tempo, l’acquisizione del 25% di Gefi, la società che organizza l’Artigiano in Fiera, con l’obiettivo anche di rafforzare e rilanciare la manifestazione di proprietà, Homi.

«Sono soddisfatto di come Fiera Milano, intendo tutto il sistema legato a Fiera Milano, ha reagito alla pandemia ed è e ripartito – conclude Palermo, che aggiunge una piccola stoccata al sistema fieristico italiano –. Abbiamo una finestra di opportunità storica, che non dobbiamo mancare. Se riusciremo a fare squadra, a lavorare meglio con le istituzioni, sul modello di quanto fanno i tedeschi, possiamo cogliere questa occasione unica di una ripartenza che è più veloce per l’Italia rispetto ai competitor e ottenere una leadership europea. Ma dobbiamo farlo assieme. Vale anche per la rappresentanza, che dovrebbe essere unica e forte, perché noi abbiamo la responsabilità di rappresentare le filiere industriali. Il 2023 è l’anno in cui farlo».

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