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Borse, gli operatori restano ottimisti anche per il 2022. Sullo spread effetto elezioni Quirinale

Dopo un 2021 che ha portato in dote solide performance per i mercati finanziari, gli operatori sono fiduciosi in un buon avvio di 2022 nonostante la recrudescenza dei contagi a causa della variante Omicron e delle persistenti difficoltà legate alle catene di approvvigionamento e al balzo dei prezzi

di Corrado Poggi

(Engdao - stock.adobe.com)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nonostante la recrudescenza della pandemia dovuta alla variante Omicron, a dicembre aumenta l'ottimismo della maggior parte degli operatori finanziari. E' quanto emerge dal sondaggio condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor. Secondo l'83% degli intervistati, infatti, nei primi sei mesi del 2022 la Borsa non arretrerà dai livelli attuali ma potrebbe crescere ancora o quantomeno consolidare i guadagni realizzati.

Borsa: per 50% operatori indici metteranno a segno nuovi rialzi

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Nello specifico secondo il 50% degli operatori la borsa è destinata a mettere a segno ulteriori rialzi che per il 6% saranno in doppia cifra. Un mese fa la percentuale degli ottimisti era ferma al 46%. Scende invece dal 22% al 17% il campione di quanti si attendono ribassi mentre il rimanente 33% di operatori (31% un mese fa) si attende indici stabili, una definizione che contempla variazioni massime del 3% rispetto ai valori attuali. "Benchè le difficolta' di approvvigionamento e l'aumento dei costi potrebbero accentuare il rallentamento previsto a cavallo dell'anno nuovo e il 2021 stia per entrare nella storia per le performance positive dei principali indici mondiali - spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - gli operatori ritengono che anche per il 2022, nonostante le politiche monetarie meno accomodanti, il mercato rimarrà favorevole al rischio".

Cambi: maggioranza sicura, indebolimento euro al capolinea

Secondo gli operatori la fase di ridimensionamento dell'euro rispetto al dollaro dovrebbe essere vicina al termine. Se un mese fa infatti il 51% degli operatori si attendeva un ribasso dell'euro rispetto alla valuta americana, ora questa percentuale scende a quota 37 mentre il 63% di quanti hanno partecipato al sondaggio vede un euro in rafforzamento (il 17%) o stabile (il 46%). Questa percentuale combinata è in netta risalita rispetto al 49% di un mese fa con una ripresa soprattutto di quanti si attendono una stabilita' del cross-euro dollaro sui valori attuali (oggi quota attorno a 1,13) dopo che nei mese scorsi si era aggirato stabilmente vicino alla soglia di 1,20 dollari. "Le indicazioni sull'euro, dato stabile o in rialzo per i prossimi mesi - spiega Mocio - riflettono il 'ribilanciamento' tra le politiche della Fed, piu' avanti nella politica di normalizzazione dei tassi e nelle operazioni di tapering e quelle della Bce, che ha scelto un approccio più graduale".

Spread: per 87% operatori resterà sotto 150 pt ma tensioni con elezioni Quirinale

L'innalzamento della temperatura per quanto riguarda il mercato dello spread con ogni probabilità durerà fino a che non giungerà a conclusione la fase di incertezza politica riguardante l'elezione del nuovo capo dello Stato ma in prospettiva la maggioranza degli operatori ritiene che il differenziale fra Btp e Bund rimarrà sotto la soglia dei 150 punti. Secondo l'87% degli operatori, infatti, lo spread è destinato a rimanere sotto quota 150 punti nel corso dei prossimi mesi, con un 11% di operatori che lo vede navigare fra i 50 e i 100 pt e un ulteriore 76% che ritiene probabile il mantenimento dell'attuale fascia di oscillazione compresa fra 100 e 150 punti. Secondo il rimanente 13% (da 12% un mese fa), lo spread potrebbe invece salire stabilmente fra i 150 e i 200 punti. "All'avvicinarsi delle elezioni del Presidente della Repubblica, che si vanno ad intrecciare con le sorti del Governo - aggiunge Mocio - gli operatori si attendono volatilità più accentuata su questo parametro, destinata comunque a rientrare qualora l'Esecutivo dovesse venire confermato nella sua forma attuale".

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