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Borse, trimestrali e Bce fanno risalire la fiducia tra gli operatori

Torna a crescere la fiducia dopo la maggiore cautela registrata un mese fa grazie all'ottimo andamento della stagione delle trimestrali e alla fiducia in un continuo supporto da parte della Bce anche dopo la fine dell'emergenza pandemica

di Corrado Poggi

(Tetra Images / AGF)

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La maggiore propensione alla cautela di un mese fa lascia di nuovo spazio all’ottimismo degli operatori dei mercati finanziari circa le prospettive dei mercati nei prossimi sei mesi. E’ quanto emerge dal sondaggio di ottobre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con il Sole 24 Ore Radiocor. Secondo il 56% degli operatori, infatti, i mercati sono destinati a crescere ancora con un 7% di super-ottimisti che vedono rialzi in doppia cifra, mentre per il 31% gli indici consolideranno i guadagni degli ultimi mesi. In totale, dunque, per l’87% degli operatori rimane il sereno all’orizzonte dei mercati mentre un mese fa questa percentuale complessiva era ferma al 78%. Scende di conseguenza al 13% dal 22% di ottobre la percentuale di quanti vedono ribassi, che per il 2% potrebbero essere significativi.

“L’eccezionale tenuta degli utili trimestrali delle società che hanno rilasciato i risultati ad ottobre unita alla sapiente exit strategy delle banche centrali dai piani di acquisto degli asset governativi – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio - hanno rincuorato i mercati dopo un mese di settembre che si era caratterizzato per più ombre che luci. La sensazione che l’economia globale abbia una importante capacità di reazione ha infatti aiutato a contenere i timori legati alla recrudescenza del Covid in alcune aree del pianeta, alla risalita dell’inflazione e ai colli di bottiglia causati dalle interruzioni di alcune “supply chain” globali. Bilanciando tutte queste variabili, la maggior parte degli operatori intervistati nel mese di ottobre si è espressa dunque per un rinnovato ottimismo sull’azionario”.

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Cambi: 60% operatori vede euro stabile sul dollaro
E’ un risultato quasi plebiscitario quello che emerge dal sondaggio per quanto riguarda il futuro andamento del mercato dei cambi. Secondo il 60% degli operatori, infatti, il cross euro/dollaro è destinato a oscillare sui valori attuali (oggi il rapporto è di poco sopra 1,15 dollari per un euro) mentre il rimanente 40% si divide equamente fra quanti mettono in preventivo un rialzo dell’euro (che per il 2% sarà molto pronunciato) e quanti invece puntano su un rafforzamento del dollaro. Molto dipenderà ovviamente dalle decisioni che saranno prese nel corso dei prossimi mesi dalle banche centrali sulle due sponde dell’Atlantico. Se la Fed ha già annunciato il via libera al tapering, la Bce si appresta a mettere termine al Pepp alla fine del prossimo marzo e a sostituirlo con un nuovo programma di acquisti le cui caratteristiche saranno definite in occasione del prossimo meeting del consiglio direttivo di dicembre. “Il rafforzamento del dollaro nei confronti della moneta unica a causa del probabile rialzo anticipato dei tassi americani rispetto a qualche mese fa – commenta Mocio - spiega altresì l’orientamento più cauto se non addirittura ribassista degli operatori che sul cambio euro/dollaro si aspettano una stabilizzazione intorno ai valori attuali”.

Spread: per 96% operatori differenziale stabile sotto i 150 punti

Nonostante il rialzo registrato nel corso delle ultime sedute dopo che la Bce ha indicato per voce della presidente Christine Lagarde la fine del programma Pepp al 31 marzo 2022, la stragrande maggioranza degli operatori Assiom Forex continua a vedere una navigazione sostanzialmente tranquilla per il differenziale fra i Btp a 10 anni e i bund di analoga durata. Secondo il 96% degli operatori, infatti, lo spread rimarrà saldamente sotto i 150 punti (dal 98% di un mese fa) con un 20% che lo vede scendere nella fascia di oscillazione compresa fra i 50 e i 100 punti e un 76% che lo vede invece navigare fra i 100 e i 150 punti. Oggi lo spread ha aperto a 116 punti. Questo scenario di base non è condiviso tuttavia dal 4% degli operatori (da 2%) secondo cui il differenziale potrebbe salire fra i 150 e i 200 punti nel corso dei prossimi mesi. “Sull’andamento dello spread, nonostante la ripresa italiana risulti vigorosa e, a differenza del recente passato, piu’ forte che nel resto d’Europa – spiega Mocio - gli operatori ipotizzano un quadro di riferimento nel quale la Bce potrebbe divenire meno accomodante a causa della crescita delle tensioni inflazionistiche. Il rialzo dello spread potrebbe essere, comunque, contenuto tra 100 e 150 basis points secondo la maggior parte degli intervistati”.

Per 55% operatori colli di bottiglia non rallenteranno economia euro

Il sempre più evidente problema dei colli di bottiglia delle forniture sta condizionando in parte l’andamento dell’economia globale ma in prospettiva l’impatto non sarà tale da rallentare il passo di crescita dell’economia europea. Secondo il 55% degli operatori infatti i problemi delle forniture verranno riassorbiti gradualmente e l’economia europea non perderà slancio nel corso dei prossimi mesi. Il rimanente 45% degli operatori Assiom Forex ritiene invece che i problemi rischino di accentuarsi ulteriormente nel corso delle prossime settimane andando anche a impattare la cruciale stagione dello shopping natalizio.


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