dal 15 novembre impianti accesi anche al sud

Riscaldamenti in casa, 10 mosse facili per risparmiare (secondo Enea)

di Alessia Tripodi


Il riscaldamento centralizzato

3' di lettura

Installare valvole per il controllo della temperatura, evitare tende davanti ai termosifoni, schermare le finestre durante la notte. Sono alcune delle regole consigliate da Enea per rendere più efficienti gli impianti di riscaldamento nelle nostre case, tagliare i costi (e l’inquinamento) e aumentare il comfort. E stare al riparo da sprechi, sanzioni e brutte sorprese in bolletta. Il decalogo è stato riproposto in vista del 15 novembre, giorno in cui parte la stagione dei riscaldamenti anche nella fascia climatica C che comprende oltre la metà dei comuni italiani, concentrati soprattutto al Sud, tra Napoli, Bari e Cagliari.

I termosifoni sono già accesi dal 15 ottobre nei comuni in fascia E (Milano e Torino) e dal 1° novembre in quelli in fascia D (Roma), mentre dal 1° dicembre sarà la volta dei comuni in fascia B (Palermo) e A (Lampedusa).

Manutenzione corretta
La regola numero uno per l’efficienza è, secondo Enea, una corretta manutenzione degli impianti, necessaria sia per motivi di sicurezza che per evitare sanzioni da 500 euro in su. Un impianto ben regolato, infatti, consuma e inquina meno.

Controllare la temperatura
Scaldare troppo la casa non serve e fa male: la legge consente di arrivare fino a 22 gradi, ma 19 sono più che sufficienti a garantire il comfort necessario. E per ogni grado in meno si risparmia dal 5 al 10% sui consumi di combustibile.

Rispettare gli orari di accensione
Enea ricorda che il tempo massimo di accensione giornaliero dei termosifoni è indicato per legge e cambia a seconda delle 6 zone climatiche in cui è suddivisa l’Italia. Così, per esempio, al Nord gli impianti possono essere accesi dal 15 ottobre al 15 aprile, fino a un massimo di 14 ore al giorno, mentre per Sud e isole l’accensione è dal 1° dicembre al 31 marzo, per un massimo di 8 ore giornaliere.

Pannelli riflettenti e finestre schermate
Una soluzione semplice per ridurre le dispersioni di calore è installare pannelli riflettenti tra muro e termosifone. Utile anche di notte chiudere le persiane e tapparelle o mettere tende pesanti alle finestre.

Niente ostacoli davanti e sopra i termosifoni
Mettere tende o mobili davanti ai termosifoni - usare i radiatori come asciuga biancheria - sono abitudini che ostacolano la diffusione del calore verso l’ambiente e generano sprechi. Attenzione anche a non lasciare troppo a lungo le finestre aperte: per rinnovare l’aria in una stanza (senza disperdere troppo calore) bastano pochi minuti.

Check up della casa
Per valutare l’isolamento termico di pareti e finestre e l’efficienza degli impianti di climatizzazione è utile chiedere a un tecnico di fare la diagnosi energetica dell’edificio. La diagnosi suggerirà gli interventi da realizzare, valutandone il rapporto costi benefici. Interventi di riqualificazione energetica per i quali, ricorda Enea, ci sono detrazioni fiscali (l’Ecobonus) che vanno dal 50 all’85% delle spese sostenute a seconda della complessità dell’intervento.

Scegliere impianti innovativi
Per legge dal 2015 si possono installare solo caldaie a condensazione. Enea suggerisce di valutare la possibilità di sostituire il vecchio generatore di calore con impianti più innovativi - a condensazione, appunto, oppure pompa di calore, generatore a biomassa o sistema ibrido -da integrare eventualmente con soluzioni fotovoltaiche o a solare termico. Anche questi interventi possono usufruire dell’Ecobonus.

Domotica e soluzioni hi-tech
Cronotermostati e rilevatori di presenza elettronici, spiega Enea, consentono di regolare anche a distanza la temperatura degli ambienti e il tempo di accensione degli impianti, così da mantenerli in funzione solo al bisogno. Anche questo intervento può fruire dell’Ecobonus.

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