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Riscatto laurea, ecco le regole per chi ha studiato all’estero e gli sconti del fisco

Posso chiedere il riscatto agevolato se ho studiato all’estero? Quali sono gli sconti fiscali? E la differenza con la pace contributiva? Ecco le risposte sul riscatto agevolato della laurea ai quesiti dei lettori

di Francesca Barbieri e Antonello Orlando


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6' di lettura

Sono bastati 4 mesi per superare l’intero 2018 e il trend positivo è proseguito anche nel mese successivo. Il riscatto della laurea agevolato piace agli italiani che stanno sfruttando la possibilità introdotta dal decreto pensioni-reddito (4/2019), o meglio stanno presentando all’Inps la domanda per quantificare con precisione l’importo che dovrebbero pagare per mettere in pratica il riscatto.

Da non confondere però con la pace contributiva che da marzo a luglio ha registrato un totale di 2.576 richieste: 308 per la gestione pubblica e 2.268 per quella privata.

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QUESITO NUMERO 1
Ho presentato richiesta all’Inps di riscatto degli anni di laurea ai sensi della nuova procedura “agevolata”, rispettandone tutti i requisiti. Questa mi è stata tuttavia respinta e credo correttamente, in quanto un requisito che a me era sfuggito (ma penso ai più), è che gli anni da riscattare devono essere compresi fra l’anno del primo contributo versato all’Inps e l’ultimo; varrebbe a dire che per poter accedere all'agevolazione, una persona dovrebbe aver lavorato per un determinato periodo, aver cessato tale attività, essersi successivamente iscritto all'università e laureato, per poi riprendere l'attività lavorativa. Ecco io, come penso la stra grande maggioranza delle persone, ho iniziato a lavorare come lavoratore dipendente dopo la laurea. E quindi non ho rispetto tale requisito.
La risposta
Il requisito indicato dal lettore è proprio della pace contributiva e non del riscatto laurea agevolato. Molti confondono le due cose e (forse) anche alcuni operatori Inps.
La pace contributiva
è la possibilità - in via sperimentale nel triennio 2019-21 - di riscattare i periodi di “buco” contributivo, cioè di periodi privi di qualsiasi versamento o anche di un obbligo contributivo teorico. Per beneficiare di questa possibilità è necessario che i “buchi” siano compresi nel periodo di tempo che va dal primo contributo versato all’ultimo, comunque entro il 29 gennaio 2019, per un periodo massimo di cinque anni. Quanto costa? Non si tratta di un importo fisso ma l’esborso è parametrato sull'ultimo anno di lavoro di chi fa domanda: in particolare questo è pari all’aliquota di finanziamento della pensione (Ivs) applicata al reddito previdenzialmente imponibile incassato nei 12 mesi meno lontani prima della richiesta.

RISCATTO DELLA LAUREA / VAI AL CALCOLATORE

QUESITO NUMERO 2
Mia figlia, 31 anni, laurea magistrale conseguita nel 2012, lavora da 7 anni in Francia. Può chiedere il riscatto laurea avendo i contributi in Francia?
Oppure possiamo chiedere il riscatto dei 5 anni di laurea noi genitori per lei?

Potrà chiedere il riscatto in Italia solo qualora sia presente almeno un contributo obbligatorio in Italia; il riscatto operato in Italia però, in eventuale assenza di reddito imponibile in Italia, non consentirà di potere godere del beneficio della deducibilità fiscale. Rimane sicuramente possibile riscattare in Francia alle regole dell'ordinamento previdenziale francese, godendo di eventuali benefici fiscali se previsti dalla legislazione fiscale. Nulla vieta che l'onere sia materialmente sostenuto dai genitori, anche se residenti in Italia.

QUESITO NUMERO 3
Mio figlio ha concluso il suo dottorato di ricerca, durato sei anni negli Usa, conseguendo il PhD. È possibile riscattare presso l’Inps questo periodo ai fini pensionistici?

Il periodo può essere riscattato in Italia solo a valle del procedimento amministrativo di validazione del titolo di studi fra Inps e Miur illustrato dal messaggio 6208 del 2014 emanato da Inps. Potrà tuttavia essere riscattato unicamente il periodo legale della durata del PhD se risulterà assente contemporanea contribuzione obbligatoria.

QUESITO NUMERO 4
Sono un medico 47enne e vorrei riscattare gli anni di laurea. Ho un imponibile di 300mila euro circa. Quanto mi costerebbe riscattare i 6 anni di laurea? La cifra che pagherei è interamente deducibile dal reddito Irpef dell’anno del pagamento?
La risposta
Contrariamente a quanto spesso si pensa, il calcolo del riscatto di laurea non è mai fisso, ma dipende dal periodo in cui si è svolta la durata del corso legale di studi (per medicina e chirurgia 6 anni). Nel caso di periodi ante 1996, il calcolo sarà correlato all'età e alla pensione maturata (cosiddetta riserva matematica). Qualora la totalità o parte del periodo si collochi dopo il 31 dicembre 1995, il calcolo sarà a percentuale e direttamente correlato all’ultimo imponibile previdenziale dei 12 mesi meno remoti prima della domanda di laurea (dunque 100.000 euro per ciascun anno riscattato). In questo caso, grazie al decreto legge 4/2019, sarà anche possibile optare per il riscatto laurea agevolato e pagare un onere à forfait, sempre valido sia ai fini del diritto sia, proporzionalmente a quanto pagato, con un costo bloccato di 5.240 euro per ciascun anno. In alternativa sarebbe anche possibile riscattare presso la cassa professionale Enpam secondo il metodo di calcolo della riserva matematica.

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In tutti questi scenari il riscatto è un onere deducibile ex articolo del Tuir, che abbatte la base imponibile fiscale nell'anno (o negli anni) in cui è sostenuto: per questo, più è alto il reddito, maggiore il vantaggio fiscale (che consente, considerando anche le aliquote addizionali all'Irpef, di risparmiare fino al 47% della spesa).

QUESITO NUMERO 5
Ho 51 anni, lavoro a tempo indeterminato dal gennaio 1990. Mi sono laureata nell'anno accademico 1997/98, corso quadriennale (con alcuni anni fuori corso perché lavoravo). Vorrei sapere se posso riscattare almeno 3 anni
La risposta
Nel caso in cui per l'intera durata del corso di studi l'assicurato abbia lavorato con regolare versamento dei contributi obbligatori non è possibile procedere ad alcun riscatto, né agevolato né in forma ordinaria. Solo nel caso in cui nel periodo di studio in corso ci fossero periodi scoperti da contributi per assenza di lavoro o aspettative non retribuite, questi periodi sarebbero riscattabili.

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QUESITO NUMERO 6
Quanto dovrebbe pagare il mio datore di lavoro per riscattare la mia laurea? La sommatoria dei due importi o la quota agevolato?
La risposta
Il datore di lavoro può sostenere l'onere del riscatto di laurea direttamente solo nel caso di fondi di solidarietà bilaterali (ad esempio settore del credito, assicurativo, ferrovie dello stato etc.). In assenza di tali fondi, il datore può solo rimborsare l'onere considerando anche che tale rimborso sarà soggetto a tassazione, dunque per garantire al dipendente l'intero importo sostenuto dovrà procedere al calcolo anche della pressione fiscale che riduce il valore dell'emolumento riconosciuto a livello retributivo per rimborsarne la spesa.

Questo principio vale sia per il riscatto ordinario sia per quello agevolato. Si fa presente infine che nel triennio 2019-2021 per i lavoratori privi di contributi prima del 1996 potranno essere coperti anche i periodi non solo di studio, ma più in generale scoperti da contribuzione, se collocati dopo il 1996. L’onere sarà pari al 33-34% dell'ultima retribuzione proporzionalmente ai periodi riscattati, per un massimo di 5 anni, non concorrerà al reddito del dipendente (dunque senza tasse e contributi sulla cifra offerta dal datore di lavoro) e sarà anche deducibile dal reddito d'impresa di quest'ultimo.

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QUESITO NUMERO 7
Sono una docente che si è laureata nel 1993 con laurea quadriennale in pedagogia e master triennale in pedagogia clinica nel 2005. Vorrei sapere quale si può riscattare avendo conseguito i titoli mentre lavoravo in pubbliche amministrazioni. Preciso ho 34 anni di contributi versati con 55 anni di età
La risposta
Si ricorda che i master non possono mai essere oggetto di riscatto, a differenza invece dei corsi di laurea, di qualsiasi ordinamento, e dei dottorati di ricerca. Se però il corso di studio riscattabile è stato seguito, nel periodo in corso, parallelamente ad attività lavorativa che ha comportato il versamento dei contributi, il riscatto non potrà essere operabile.

QUESITO NUMERO 8
Mi sono laureato in odontoiatria nel 2013, ho chiamato l'Enpam per chiedere di riscattare la laurea e mi è stato detto (sia nel 2013 che poche settimane fa) che devo avere almeno 10 anni di contributi previdenziali di quota b . Oggi con l'introduzione della legge per il riscatto agevolato della laurea, posso fare richiesta di riscatto o devo aspettare? All'Enpam mi continuano a dire di no. È corretto?
La risposta
Anche se le gestioni Enpam chiedono una anzianità minima di 10 anni, qualora il lettore abbia almeno un contributo versato in una delle gestioni Inps, potrà sicuramente richiedere il riscatto laurea agevolato al prezzo di 5.240 euro per ciascun anno con possibilità di dedurre l’importo dalle sue imposte nell’anno in cui lo sosterrà, anche rateizzandolo per un massimo di 10 anni. Alla fine della sua carriera potrà infine utilizzare la contribuzione Enpam e quella Inps attraverso il cumulo contributivo gratuito.
QUESITO NUMERO 9
Laurea 4 anni conseguita il 1988 - lavoro dal 07/1991 Cud 50.000 euro: ho diritto al riscatto agevolato?
No. Il riscatto laurea agevolato, al di là del reddito a oggi percepito, è richiedibile solo se il periodo di studi si colloca dopo il 31 dicembre 1995. Nel caso avendo concluso il periodo di studi nel 1988 nemmeno una settimana di riscatto può essere optata con la formula agevolata, ma solo in forma ordinaria con il metodo della riserva matematica, che dipende dall'età al momento della richiesta e dalla pensione a oggi accantonata.

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