previdenza

Riscatto laurea, l’iter agevolato allarga la platea ma solo per gli iscritti alle gestioni Inps

Restano le condizioni di legittimità proprie di tutti i riscatti, a partire dal fatto che soggetto sia iscritto con almeno un contributo versato a una delle gestioni Inps: il riscatto agevolato non è infatti accessibile a chi è stato iscritto unicamente a una cassa professionale

di Antonello Orlando


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(agefotostock / AGF)

4' di lettura

Il riscatto di laurea agevolato alla luce della legge di conversione del decreto di riforma del welfare (legge 26/2019) ha perso il requisito più restrittivo del limite anagrafico e grazie alla circolare n. 6/2020 dell’Inps sarà accessibile a una platea ancora più ampia.
L’originaria versione del decreto infatti prescriveva che l’assicurato, al momento della domanda, avesse una età anagrafica di massimo 44 anni e 364 giorni.

La mappa dei requisiti
Oltre a questo requisito, restano le condizioni di legittimità proprie di tutti i riscatti:
che il soggetto sia iscritto con almeno un contributo versato a una delle gestioni Inps: il riscatto agevolato non è infatti accessibile a chi è stato iscritto unicamente a una cassa professionale.
Ia gestione in cui viene richiesto il riscatto dovrà risultare già esistente nel periodo del corso legale di studi, motivo per il quale i riscatti non possono essere richiesti in gestione separata per periodi anteriori all'aprile del 1996.
il riscatto non potrà coprire periodi già sottoposti a contribuzione, come nel caso di uno studente lavoratore che abbia avuto rapporti di lavoro durante l'intero ciclo di studi universitari;
per chi avesse invece svolto incarichi non continuativi, potrà essere riscattato il solo periodo scoperto da contribuzione del corso legale di studi.
Ma il requisito più importante del riscatto forfettario (ogni anno di riscatto prevede infatti nel 2020 un onere fermo a 5.260 euro integralmente deducibili dall'imposta) risiede nel periodo di studi.
Questo dovrà infatti collocarsi in periodi da valutare con il sistema contributivo.

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Ai sensi della legge 335/1995, tali periodi partono per la generalità degli assicurati dal 1° gennaio 1996, mentre solo per coloro che hanno almeno 18 anni di anzianità contributiva al 31 dicembre 1996 il metodo contributivo risulta applicabile.

Il riscatto per gli anni di laurea prima del 1996
Il riscatto laurea agevolato è un istituto stabile, permette di avere contributi ante 1996 e non ha alcun limite agli anni di riscatto richiedibili (un medico che si sia immatricolato nel 1997 potrà riscattare in modo agevolato tutti e 6 i suoi anni di studio universitario a prezzo agevolato). L’Inps con la circolare n. 6/2020 del 22 gennaio ha definitivamente confermato che , un soggetto con meno di 18 anni di contributi al 1995, potrebbe esercitare l'opzione per il metodo contributivo (articolo 1, comma 23, legge 335/1995) e applicare alla sua intera carriera il metodo introdotto dalla Riforma Dini.
Questa opzione rende a questo punto sdoganato il riscatto light anche per gli anni di studio in corso ante 1996, in quanto la norma non pone alcun esplicito argine cronologico, ma aggancia la fattibilità della opzione agevolato al metodo di calcolo applicato.
L’Inps ha anche chiarito che la facoltà di riscatto agevolato (con metodo a percentuale) potrà essere richiesta contestualmente alla domanda di pensione nel caso di accessi anticipati che comportino, anche indirettamente il ricalcolo contributivo dell'assegno.
Le regole di opzione donna
Come nel caso della opzione donna, che è stata confermata dalla manovra del 2020 con un allargamento della platea: questa potrà essere richiesta a tutte le lavoratrici che abbiano maturato entro il 31 dicembre 2019 almeno 58 anni di età (1 in più se autonome), 35 anni di contributi con una successiva finestra di attesa pari a 12 mesi, se dipendenti, o 18 se autonome.
Si prenda il caso di una lavoratrice nata a marzo del 1957 che abbia ricoperto nel tempo incarichi di responsabilità fino a percepire retribuzioni annue lorde negli ultimi 10 anni comprese fra 90 e 110.000 euro.

La lavoratrice risulta titolare nel fondo dei dipendenti di 32 anni e 4 mesi di contributi al dicembre del 2019 e avrà maturato una pensione pari a 4.230 euro calcolata con il metodo misto con poco meno di 9 anni afferenti al metodo di calcolo retributivo.
La stessa aveva conseguito all'inizio degli anni '80 una laurea quadriennale in giurisprudenza.
L'ingresso a pensione di vecchiaia decorrerebbe previsionalmente nel luglio del 2024.
In realtà la dipendente avrebbe i requisiti anagrafici per potere aderire alla cd. opzione donna (58 anni da compiere entro il 2019 per le lavoratrici dipendenti), ma non avendo maturato i 35 anni di contributi richiesti dalla norma, potrebbe utilizzare il riscatto della laurea per arrivare alla soglia dei 35 a dicembre 2019 con decorrenza della pensione dopo la finestra di 12 mesi a partire da gennaio 2021.
Inviata la domanda di riscatto, l'onere ricevuto per i 2 anni e 8 mesi residui sarà pari a euro 128.320 euro, calcolati con il metodo della cd. riserva matematica che determineranno un incremento sulla pensione mensile di circa 435 euro lordi.
In questa prospettiva, dal momento che opzione donna costringe l'assicurata a ricevere un assegno interamente ricalcolato con il metodo contributivo, la dirigente potrebbe prendere in considerazione la strada del riscatto light richiedendo insieme alla domanda di pensione anche il calcolo del riscatto con metodo a percentuale e optando per la formula agevolata.
La pensione mensile sarà abbattuta nel suo caso 7,3% scendendo a 3.922 euro lordi mensili. Il nuovo costo del riscatto scenderà a euro 14.025, con un risparmio dell'88%.
L'incremento sulla pensione si ridurrà a circa 53 euro mensili, proporzionalmente al minor onere versato in quota contributiva. In questo modo, tuttavia, esaurita la finestra di 12 mesi la lavoratrice potrà accedere a pensione in opzione donna con un notevole anticipo rispetto al 2024. In sostanza, andrà valutato, caso per caso, quando è conveniente ricorrere al riscatto agevolato sulla base della variazione, in termini di calcolo, della pensione dopo la conversione al metodo contributivo. Con Opzione Donna tale opzione si rivela, grazie al forte anticipo, spesso conveniente, specie per lavoratrici con alto potere reddituale.


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