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Riscatto laurea, con l’iter agevolato triplicano le domande. Ecco come fare

di Francesca Barbieri


Da quota 100 alle finestre: le nuove pensioni spiegate in 8 punti

2' di lettura

Nel 2018 arrivavano in media 2.320 domande per il riscatto della laurea ogni mese: 1.740 da lavoratori privati e 580 da lavoratori statali. A marzo del 2019 ne sono arrivate 5.920, ad aprile 7.020. Il triplo rispetto alla media del 2018. Certo, i numeri non sono alti in valore assoluto, ma di sicuro dietro a questo piccolo boom di richieste per una procedura che in passato non ha mai riscosso grande successo (visti i costi spesso elevati), c’è la possibilità - introdotta dal decretone pensioni reddito (Dl 28 gennaio 2019, convertito nella legge 26 del 29 marzo 2019) di riscattare gli anni di studio all’università pagando un costo “agevolato”, che a marzo ha veicolato 2.360 domande (2mila alla gestione private, 360 a quella pubblica), ad aprile 3.410 (2.900 privati, 510 pubblici). Un riscatto low cost riservato a chi non ha pensione ed è iscritto all’assicurazione generale obbligatoria (dipendenti, autonomi o gestione separata), senza alcun limite di età.

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Il costo del riscatto agevolato è calcolato con le modalità oggi previste per quello laurea per gli inoccupati: moltiplicando l’aliquota Ivs vigente (33%) per il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps di artigiani e commercianti, pari a 15.878 euro nel 2019, per una spesa di 5.240 euro circa per ogni anno riscattato.

L'agevolazione, in base a quanto è scritto nella legge, riguarda in generale solo gli anni di corso dal 1996 (eccezion fatta per casi marginali). Questo non significa che non si possano riscattare gli anni precedenti, ma chiaramente il costo sarà ben più alto. E non significa neanche che al riscatto agevolato possano accedere solo coloro che hanno iniziato a lavorare dal 1996 in avanti.

In base ai dati dell’Inps a marzo e ad aprile sono aumentate anche le richieste di riscatto secondo il canale ordinario avanzate dai lavoratori della gestione privata: 3.140 domande a marzo e 3.200 ad aprile, rispetto a una media di 1.740 del 2018.

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I titoli riscattabili
In generale, per raccogliere contributi utili ai fini della pensione, è possibile riscattare i seguenti titoli: il diploma universitario (2-3 anni di durata), la laurea triennale, quadriennale o a ciclo unico, il diploma di specializzazione post-laurea, nonché il dottorato di ricerca (se si sono versati i contributi alla gestione separata Inps). Si sottolinea inoltre che è possibile chiedere il riscatto anche di periodi parziali, più brevi rispetto alla durata legale del proprio corso di studio.

Come fare domanda
Chi fosse interessato al riscatto può rivolgersi a Caf, patronati, o anche agli uffici Inps. La strada più rapida è presentare la domanda di riscatto online all’Inps attraverso il servizio dedicato.

Se la domanda viene accettata è necessario pagare il costo del riscatto utilizzando gli appositi bollettini Mav inviati dall’Inps con il provvedimento di accoglimento.
I bollettini possono essere pagati presso qualsiasi sportello bancario senza costi aggiuntivi e presso tutti gli uffici postali, pagando la commissione postale vigente. Ma ci sono altre possibilità: dal pagamento del Mav online attraverso il servizio dedicato fino alla richiesta di addebito diretto sul proprio conto corrente.

LE DOMANDE DI RISCATTO DELLA LAUREA
LE DOMANDE DI RISCATTO DELLA LAUREA
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