indice del rischio finanziario

Rischio finanziario: la fiducia nel futuro spinge ad attivare il credito

Cresce la platea dei maggiorenni con finanziamenti attivi, ma diminuisce l’ammontare della rata. Maurizio Liuti di Crif commenta le posizioni creditizie degli italiani. Che si indebitano solo se hanno fiducia nel futuro, altrimenti ricorrono ai prestiti familiari


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(wirul - stock.adobe.com)

2' di lettura

«Gli italiani hanno recuperato fiducia ed è per questo che nel 2019 abbiamo assistito a un allargamento della base dei soggetti che hanno attivo un finanziamento: quasi il 40% dei maggiorenni, l’8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In Italia, di solito, chi accede a un finanziamento è sicuro di poterlo ripagare. Altrimenti rimanda la spesa a un momento meno critico o accede ai cosiddetti “finanziamenti familiari”». Maurizio Liuti, marketing director di Crif, in concomitanza con la pubblicazione dell’Indice del rischio finanziario traccia un quadro dell’indebitamento degli italiani con i dati forniti da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie che copra circa il 98% delle posizioni attive in Italia, elaborati da Mister Credit.

L’analisi dei dati, che mostrano un calo dell’importo delle rate da rimborsare (a livello nazionale 344 euro, -1,5% rispetto ai primi sei mesi del 2018) e dell’indebitamento residuo e quindi un grado più elevato di sostenibilità finanziaria, dà luogo a una serie di osservazioni sul cambiamento socio-culturale ed economico in atto nel nostro Paese.

La spinta arriva dalle politiche monetarie della Bce che hanno abbassato notevolmente i tassi, il cui riflesso si è avuto in primis sui mutui: «Tra il 2008 e il 2018 il 60% delle compravendite immobiliari sono state saldate in contanti. Oggi, con i tassi ai minimi storici, la fiducia dei consumatori è aumentata: si accendono più mutui rispetto al passato e si allungano i tempi di rimborso perché il costo degli interessi è ridotto . Il livello di default, invece, è bassissimo, addirittura inferiore ai tempi pre-crisi», dice Liuti.

La rata media mensile nazionale. per quanto riguarda i mutui, supera gli 840 euro: una cifra che può sembrare elevata, ma va letta sia in relazione all’andamento del mercato immobiliare sia alla luce di una serie di “abitudini” di consumo.«In molti casi chi acquista un immobile ricorre ai già citati prestiti tra familiari - continua Liuti -. I mutui, spesso, entrano in gioco quando si tratta di immobili di pregio, come nel caso delle province di Bolzano e Napoli che hanno le rate medie mensili oltre i 1.000 euro».

Crescono anche le esposizioni sul fronte dei prestiti finalizzati la cui rata media mensile, a livello nazionale, è abbastanza contenuta: 171 euro, con un picco a 219 euro a Como e provincia: «Oggi c’è chi acquista a rate l’auto, ma anche il cellulare oppure il televisore. Ma solo se pensa di essere abbastanza stabile finanziariamente, al contrario di quanto accade, per esempio, nei paesi anglosassoni», continua Liuti. Nell’aumento della platea incidono anche «le campagne abbastanza aggressive delle insegne nazionali, che si attivano in momenti precisi dell’anno come quello pre natalizio». Il prestito personale, invece, è meno utilizzato:«Serve per fronteggiare spese particolari, come quelle per un matrimonio, ma è meno appetibile sul fronte dei tassi».

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