il report salute-iss

Rischio moderato in 10 Regioni e 636 focolai attivi: ecco i numeri “segreti” che preoccupano

I dati si leggono nel documento di cui il Sole 24 ore è venuto in possesso che fotografa la situazione molto più nel dettaglio e che il Governo ha deciso di non pubblicare nella sua versione completa

di Marzio Bartoloni

Stop voli dal Bangladesh, allarme focolai "di rientro"

I dati si leggono nel documento di cui il Sole 24 ore è venuto in possesso che fotografa la situazione molto più nel dettaglio e che il Governo ha deciso di non pubblicare nella sua versione completa


2' di lettura

A pesare sulla decisione di prorogare di 6 mesi lo stato di emergenza fino al 31 dicembre prossimo sono i numeri del Covid in Italia. Il traguardo dei contagi zero sembra ormai un miraggio e i positivi ogni giorno si aggirano sui 200 casi. Ma soprattutto preoccupa il monitoraggio settimanale targato ministero della Salute e Istituto superiore della Sanità che racconta di un virus che non arretra , ma avanza per focolai che si accendono all’improvviso: in Italia se ne contano 636 attivi e in 10 Regioni, secondo la versione del report che non viene diffusa alla stampa, il rischio al momento è «moderato».

I focolai attivi sono oltre seicento

Il report settimanale del ministero della Salute e Iss parla di «bassa criticità», avverte che in alcune regioni «continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati» e «persiste una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti». A preoccupare sono i numeri che si leggono nel report integrale di cui il Sole 24 ore è venuto in possesso che fotografa la situazione molto più nel dettaglio e che il Governo ha deciso di non pubblicare nella sua versione completa. Scelta sicuramente non nel segno della trasparenza. Secondo questo documento di una quindicina di pagine in Italia al momento ci sono 636 focolai attivi, 107 quelli nuovi (settimana 29 giugno-5 luglio), ben 453 in Lombardia e 102 in Emilia Romagna. Sono 10 le Regioni dove il grado di allerta sale da basso a moderato in base all’andamento del virus: da una parte ci sono Abruzzo, Friuli, Lazio, Sicilia, Toscana e Veneto e dall’altra Basilicata, Puglia, Umbria e Valle d’Aosta dove il rischio è sempre moderato ma con casi comunque limitati (sotto la decina). La Lombardia resta nel report a rischio basso anche se «rimane molto elevata l’attenzione - si legge nel report - in quanto il numero complessivo di nuovi casi segnalati ogni settimana rimane elevato».

L’R-t oltre 1 in sette Regioni, le carenze nel tracciamento

Nell’ultima settimana monitorata - quella appunto fino al 5 luglio che fotografa i contagi avvenuti un paio di settimane prima quindi dopo metà giugno - sono sette le Regioni con l’R-t (l’indicatore che misura la velocità di diffusione) sopra l’1. E cioè: Emilia (1.12); Lazio (1.13); Lombardia (1.02); Marche (1,13); Piemonte (1,04) Toscana (1,48) e Veneto (1,11). Se non ci sono criticità sui ricoveri perché solo pochi casi «sviluppano quadri clinici più gravi» qualche crepa regionale emerge nelle capacità di tracciare i nuovi positivi: in particolare Abruzzo, Campania, Friuli e Puglia non hanno raggiunto la soglia minima di personale (1 ogni 10mila abitanti) per il tracciamento del Covid. In pratica non ci sono abbastanza investigatori anti-Covid per individuare tutte le persone venute a contatto con i positivi. Campanello d’allarme poi per Puglia e Umbria anche sui tempi troppo lunghi nel diagnosticare nuovi casi: la prima fa passare 11 giorni dai sintomi all’esito del tampone, 8 la seconda.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti