l’allarme

Rischio onda anomala al lago d’Iseo: la frana scivola di 2 cm al giorno

Un’onda di 5 metri di altezza potrebbe colpire Tavernola bergamasca, in provincia di Bergamo. Ha già interrotto due provinciali e minaccia l’abitato. In movimento 1,5 milioni di metri cubi

Frana cimitero di Camogli, bare in acqua: il momento del crollo

4' di lettura

È allarme onda anomala al Lago d’Iseo. Su Tavernola Bergamasca, in provincia di Bergamo, una frana si muove a velocità costante, 2 cm al giorno, e ha già interrotto due strade provinciali e isolato il centro abitato. A rischio la zona tra l’abitato di Squadre, la zona della ex miniera Ognoli e l'area del Cementificio ItalSacci che si affaccia sul lago di Iseo. L’allarme è scattato grazie ai sistemi di monitoraggio nella zona. Si calcola che sono circa 2 milioni i metri cubi di roccia e terra che si stanno distaccando dal monte Saresano, che creano ansia agli abitanti di Tavernola Bergamasca, Parzanica e Vigolo, sul lago d’Iseo. L’eventuale frana causerebbe un’onda anomala che travolgerebbe il comune di Montisola, sull’isola al centro del lago. Il sindaco di Tavernola Bergamasca Danilo Pezzotti ha già avviato la raccolta di dati per una eventuale evacuazione con le indicazioni operative su edifici coinvolti e famiglie da evacuare. Alcuni edifici e strade sono già stati interdetti, mentre l'evacuazione degli abitanti di altre case della zona che potrebbero essere coinvolte dall’onda anomala, non sono state evacuate, ma tutti sono stati allertati. «Le abitazioni di coloro che sono inclusi nella rilevazione - spiega il sindaco in un comunicato alla popolazione - potrebbero essere interessate dall’onda generata dalla frana, per questo si rende necessario il censimento di tutti i soggetti e delle loro condizioni, per organizzare quanto necessario in caso di evacuazione».

foto di: Prof. Nicola Casagli

In movimento 1,5 milioni di metri cubi

Si tratta di una frana di scivolamento planare che interessa un versante con calcari marnosi stratificati a franapoggio, interessato da fronte di cava non più attivo, incombente sulla strada litoranea del lago d'Iseo», spiega Nicola Casagli, geologo che sta seguendo la situazione e presidente dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale di Trieste. « Il volume mobilizzato è almeno 1,5 milioni di metri cubi. Attualmente la frana si muove a velocità pressoché costante di circa 2 cm/giorno ed è tenuta sotto controllo con un sistema di monitoraggio in tempo reale». La frana ha interrotto due strade provinciali e ha isolato un centro abitato. «Sono in corso - spiega Casagli - modelli di scendimento della frana per valutare se essa potrà entrare parzialmente nel lago e, nel caso, se potrà formare e propagare un’onda anomala».

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foto di: Prof. Nicola Casagli

In Lombardia 100mila frane mappate e 30mila valanghe

E proprio in considerazione di questo scenario di rischio è stato raccomandato alle autorità locali di mettere a punto “piani speditivi” di protezione civile sotto la regia delle Prefetture di Bergamo e di Brescia e dalla Regione Lombardia. I piani speditivi di Protezione Civile sono uno strumento di pianificazione che serve per individuare le procedure necessarie per coordinare eventuali soccorsi in caso di emergenza, che prevede una rapida e ordinata evacuazione, con l’obiettivo di salvaguardia cittadini e beni, grazie a strategie operative finalizzate a minimizzare il danno di un evento calamitoso. In Lombardia, spiegano i geologi, sono oltre 100mila le frane mappate e oltre 30mila le valanghe. «Gli studi e le analisi dei fenomeni di dissesto idrogeologico (frane, valanghe, alluvioni) condotti in Lombardia negli ultimi anni - ricorda Gianluca Lattanzi, geologo e presidente della Società italiana di Geologia ambientale, sezione Lombardia - hanno evidenziato la presenza di oltre 100mila frane mappate, oltre 30mila valanghe censite e 2.200 chilometri quadrati di aree alluvionabili (in pianura e nelle vallate alpine)».

Sotto la lente costruzioni in pietra e sfruttamento minerario

Le criticità aumentano, spiega Lattanzi, per la presenza di abitazioni millenarie, spesso realizzate in pietra o quando non vigevano le norme antisismiche, aumenta le condizioni di criticità in risposta a eventi di dissesto idrogeologico o sismici. Nel territorio di Tavernola Bergamasca ci sono, inoltre, aree destinate allo sfruttamento minerario, come cave e miniere (anche ex), che « rendono difficile il connubio tra contesto naturale, luoghi di vita e utilizzo delle risorse naturali».

Si potrebbe creare un’onda anomala

«L’allarme è scattato grazie ai sistemi di monitoraggio presenti – spiega Lattanzi - e si apprende come in caso avvenisse la frana, a causa delle volumetrie di materiale movimentato che potrebbe riversarsi nell'adiacente lago di Iseo, si potrebbe creare anche un aumento improvviso del livello idrico formando un'onda (stimata in qualche metro di altezza, fino a 5, ndr) che arriverebbe a impattare sulla prospicente isola (monte isola)». Lattanzi segnala che questo territorio, come molti in Lomardia, «ha già subito in passato condizioni di frana e movimenti tali da richiedere interventi tecnici necessari (reti, palificazioni, etc.) e che nello stesso Pgt comunale si evince alla cartografia tecnica geologica la presenza di aree franose (anche bonificate), zone di movimento, stacco di blocchi ed altri aspetti di criticità geomorfologica.Inoltre nello stesso Iffi (Inventario fenomeni franosi in Italia – Ispra) si apprende come nell'area Comunale e circostanziale siano presenti aree di frana con movimento di tipo Scivolamento rotazionale/traslativo e Aree con crolli/ribaltamenti diffusi». Fondamentale, conclude, «portare avanti politiche del territorio che sensibilizzino la popolazione e gli amministratori ai fenomeni di dissesto idrogeologico e attivare nel contempo tutti i sistemi di rilevamento ed eventuali opere di difesa del suolo, sistemi di monitoraggio, che possano ridurre il livello di rischio, il tutto unito alle verifiche di compatibilità ambientale delle opere impattanti».

Bare in mare a Camogli

Pochi giorni fa, a Camogli, in provincia di Genova, è franata una parte della scogliera su cui sorge il locale cimitero. Numerose bare sono finite in mare e altre sono rimaste in bilico sulla scarpata. La frana, le cui cause sono ancora da accertare, ha interessato anche parte di una strada adiacente.



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