Porti

Risiko a Genova: Psa acquisisce il Sech e Msc entra nel gruppo Messina

Via libera alle operazioni dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema. Psa detiene già la maggioranza del terminal di Pra’ e ora si allarga anche a Sampierdarena. Msc prende il 49% della Messina

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Il terminal Sech di Genova (Imagoeconomica)

Via libera alle operazioni dal Comitato di gestione dell’Autorità di sistema. Psa detiene già la maggioranza del terminal di Pra’ e ora si allarga anche a Sampierdarena. Msc prende il 49% della Messina


2' di lettura

Doppio via libera per il risiko delle partecipazioni nel porto di Genova. Il Comitato di gestione dell’Autorità di sistema portuale del Mar ligure Occidentale ha approvato la fusione fra Psa e Sech.

Un’operazione che assegna al colosso Psa-Port of Singapore authority che già detiene la maggioranza di Psa Genova Pra’ - il principale terminal container del porto di Genova - anche quella del Sech di calata Sanità, il secondo terminal container dello scalo.

L’ok è arrivato anche per l’ingresso della Msc di Aponte, con una quota del 49%, nel gruppo Messina, che ha passato l’esame dell’Avvocatura di Stato in quanto, con i patti parasociali, le parti hanno rinunciato al controllo congiunto che riguarderà solo la compagnia di navigazione e non il terminal.

Con la fusione, Psa deterrà il 62% di MergeCo, la nuova società creata apposta per l’operazione e Gip (Gruppo investimenti portuali, già azionista del Sech) il 38%. Nella società confluiranno le quote dei due terminal, quindi Psa avrà la maggioranza di entrambi.

Attualmente Psa detiene il 65,33% del terminal di Pra’ e il 40 % del Sech mentre Gip (Infracapital e Infravia) controlla il 60% del Sech e il 34,7% di Psa Genova Pra’. L’ ok dell’Autorità portuale è stato un passo discusso, arrivato solo dopo il via libera, delle scorse settimane, da parte dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato e il parere positivo dell’Avvocatura generale dello Stato.

Contro l’operazione, invece si era schierato il numero uno di Msc, Gianluigi Aponte. Il nodo del contenzioso era quello dell’articolo 18 comma 7 della legge sui porti 84/94, che vieta di detenere due concessioni nello stesso porto per la stessa tipologia di merce.

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