i controlli del ministero della salute

Riso, mais e soia «quasi» senza Ogm: in Italia solo il 4% di casi positivi

di Alessia Tripodi


Ogm, Italia e altri 16 paesi Ue vietano coltivazioni

2' di lettura

In Italia gli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, sono presenti solo nel 4% dei cibi. Dalle creme e farine di mais, dal riso al latte vegetale, fino ai noodles, alla pasta, ai prodotti per bambini e agli integratori alimentari, la presenza di Ogm nei prodotti alimentari è «limitata». Lo dicono i dati del ministero della Salute, che ha pubblicato la relazione relativa al 2017 sul Piano nazionale triennale di controllo della presenza di organismi modificati negli alimenti, elaborata in collaborazione con l’Istituto superiore di Sanità e il Centro di referenza nazionale per la ricerca degli Ogm (Crogm). Relazione che, secondo il dicastero, dimostra non solo l’efficacia dei controlli, ma anche una sempre maggiore consapevolezza dei produttori.

I controlli
In totale, spiega il ministero, sono stati prelevati e analizzati 782 campioni alimentari, di cui 671 sul territorio e 111 all'importazione. Dei 671 prodotti nazionali esaminati - sia del circuito convenzionale che di quello biologico - solamente 21 (il 4%) sono risultati positivi, ma sempre conformi. Per quanto riguarda invece i prodotti importati, il ministero spiega che ne sono stati campionati 111 rispetto ai 123 del 2016 e che 3 sono risultati «non conformi per il riscontro di riso geneticamente modificato non autorizzato in prodotti provenienti dalla Cina». Da questi numeri, secondo il ministero, emerge che «in Italia la presenza di Ogm autorizzati e non negli alimenti continua ad essere decisamente limitata ed a concentrazioni estremamente basse, inferiori al limite di quantificazione».

I CAMPIONI ANALIZZATI Numero di campioni per matrice sul territorio (fonte: Pnau 2016)

Operatori consapevoli e monitoraggio efficace
Secondo il ministero la presenza limitata di Ogm nei cibi «conferma sempre di più che sia la consapevolezza crescente degli operatori del settore alimentare, che pongono particolare attenzione lungo tutta la filiera, all’approvvigionamento delle materie prime alla commercializzazione del prodotto finito, sia l'efficacia dei controlli ufficiali messi in atto». Ma c’è attenzione anche alle etichette, con le quali il consumatore viene informato su ciò che si sta per comprare e per le quali «permane- si legge sul sito del ministero - il rispetto dei requisiti d'etichettatura previsti dalla normativa vigente». Nella relazione si ribadisce, poi, sia l’importanza che gli uffici di frontiera rivestono come prime Autorità sanitarie coinvolte nella commercializzazione di prodotti alimentari provenienti dai Paesi terzi, sia il ruolo fondamentale nella attività di controllo che viene svolto dai laboratori pubblici.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...