Alimentare

Riso Scotti, accordo per sfruttare e esportare il riso venere

Firmato l’intesa con la Cooperativa Sardo Piemontese Sementi (Sa.pi.Se.) che detiene il brevetto del riso nero aromatico Venere

di Davide Madeddu

(AdobeStock)

3' di lettura

Un accordo per valorizzare il riso Venere sia sui mercati nazionali sia su quelli esteri. A siglarlo la Cooperativa Sardo Piemontese Sementi (Sa.pi.Se.), azienda costitutrice e detentrice del brevetto Venere con sede a Vercelli e attività a Oristano e Novara, e la Riso Scotti Spa, aziende impegnata nel settore del riso e dei derivati.

Venere, il riso nero

Al centro di questo accordo che guarda lontano c'è Venere, ossia il primo riso nero aromatico (rintracciabile, in base al rispetto certificato delle norme Uni En Iso 22005 e sostenibile) creato e brevettato nel 1997 dal Centro di Ricerca e Sviluppo della coop, che negli anni ha costruito intorno a questo prodotto una filiera certificata «che regolamenta, controlla e monitora attraverso un disciplinare la sua coltivazione, lavorazione, distribuzione e commercializzazione».

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L'accordo

Alla base dell'accordo tra i due gruppi, un progetto di valorizzazione che, come chiariscono dalla coop sardo piemontese, «ha preso l'avvio nei giorni scorsi con la visita che Dario Scotti, presidente e amministratore delegato dell'azienda di Pavia, ha effettuato nell'impianto di selezione sementi di di Oristano. Dal 1 gennaio 2022, dopo un periodo di transizione iniziato proprio lo scorso 31 luglio, il riso nero sarà venduto solamente nei pacchetti bianchi e blu della Riso Scotti.

Un unico marchio

«L'intesa con Riso Scotti è un grande traguardo per un prodotto giovane come il Venere – dice Elisabetta Falchi, presidente di Sa.Pi.Se. -, per la nostra cooperativa e per le aziende dei soci nelle province di Oristano, Vercelli e Novara. Scotti ha visto le potenzialità di questo riso e ne ha sposato la filosofia di massima qualità e tutela completa del consumatore grazie alla filiera produttiva di Venere, tracciabile e certificata con scrupolosa attenzione: tutto il riso prodotto dai soci di Sa.Pi.Se. secondo un rigido disciplinare viene selezionato e lavorato in un solo impianto e adesso arriverà ai consumatori attraverso l'unico marchio di Scotti»

La coop sardo piemontese

Un ulteriore traguardo per una cooperativa agricola nata nel 1978 dall'unione di dieci produttori nelle province di Oristano e Vercelli “per fare da ponte alla cultura agricola di due Regioni italiane coltivando riso di qualità e selezionando nuove varietà sementiere in uno dei primissimi esempi di filiera corta”. Oggi l'azienda, che nel 2020 è diventata ufficialmente la «prima ditta sementiera risicola al mondo a ottenere il certificato di agricoltura sostenibile FSA», ha sede a Vercelli, è composta da 15 soci. Oltre al Centro R&S fondato nel 1989, è dotata di 3 impianti di selezione sementi: 2 in Piemonte e 1 in Sardegna e viene considerata una delle aziende leader nel settore in Europa per quanto riguarda il seme di riso certificato e di qualità e i risi speciali colorati.

Agricoltura e innovazione

«Dal 1997, anno in cui lo abbiamo messo in commercio, Venere si è affermato in maniera crescente nelle abitudini di consumo grazie alla sua bontà, alle sue eccezionali qualità organolettiche, alla sua straordinaria versatilità in cucina, che lo hanno fatto diventare il riso nero per eccellenza per chef e intenditori– continua Falchi –. Adesso, grazie alla partnership con Scotti, questo prodotto così unico e sano, che ha subito negli anni numerosi tentativi di imitazione, potrà farsi scoprire da fasce di consumatori ancora più ampie e affermarsi anche al di fuori del mercato italiano. È un nuovo punto di partenza per l'attività di Sa.Pi.Se. e apre per la cooperativa e i suoi soci nuovi ed entusiasmanti scenari di crescita. L'agricoltura attenta all'innovazione, alla qualità delle produzioni, alla sostenibilità può avere un peso sempre più determinante nell'economia delle nostre regioni»

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