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Risonanza magnetica, la macchina aperta traina il record di Esaote

Nel 2021 l'utile è salito da uno a quattro milioni, gli ordinativi sono cresciuti del 19%. Il ceo Fontana: nel 2022 produzione in crescita del 40%

di Monica Zunino

La società ha festeggiato ad aprile i quarant'anni di vita

4' di lettura

Nei suoi primi quarant’anni Esaote ha già vissuto due vite, passando dal mondo delle partecipazioni statali, l’Iri, ai privati e attraverso diverse proprietà. Ad aprile li ha festeggiati con tre giorni di eventi a Genova, ma anche con i numeri di un bilancio 2021 chiuso in crescita, un utile salito del 303%, da 1 a 4 milioni di euro, rispetto all’anno precedente e un portafoglio ordini aumentato del 19%, con l’obiettivo di uno sviluppo altrettanto impetuoso. «Nei primi quattro mesi dell’anno - spiega il ceo di Esaote, Franco Fontana - il trend è andato migliorando ancora, trainato sia dai sistemi a ultrasuoni che dalle risonanze. Con la novità dell’ultima macchina che abbiamo lanciato per la risonanza total body aperta di ultima generazione, certificata sia per il mercato europeo che per quello americano, abbiamo già dovuto ritoccare di più del 20% il piano fatto nel 2021 perché gli ordini sono stati decisamente superiori alle aspettative e quindi dobbiamo aumentare la produzione. Complessivamente nel settore delle risonanze le vendite nel 2021 erano cresciute del 40% e il piano di produzione per il 2022 prevede un ulteriore 40%. Un dato significativo, perché la crescita dell’anno scorso arrivava dopo un 2020 che a causa della pandemia aveva penalizzato il settore. E nel 2021 sono cresciuti, del 5% anche i ricavi dei sistemi a ultrasuoni e del 5,5% i software dedicati alla diagnostica per immagini».

Esaote, azienda biomedicale leader nel settore dell’imaging diagnostico, punta ad aumentare la produzione, consolidarsi sui mercati strategici e confermare anche quest’anno l’investimento in ricerca e sviluppo del 10% dei ricavi, con l’ambizione di lanciare almeno due prodotti l’anno nel prossimo biennio, dopo l’uscita nel 2021 appunto della prima risonanza total body (e “aperta”, coerentemente con la filosofia dell’azienda), che segna una svolta. Prima, infatti, l’azienda era specializzata nelle risonanze dedicate, per singole parti del corpo. «Abbiamo un piano industriale molto ambizioso - spiega Fontana - vogliamo portarlo avanti, abbiamo idee, progetti. Ci auguriamo che il percorso intrapreso sia altrettanto positivo di quello dei 40 anni appena passati». I mercati sono soprattutto la Cina per gli ultrasuoni, il Nord America per ultrasuoni e risonanza magnetica e tutta l’Europa, Italia compresa. «Sono i tre mercati - continua - che per noi hanno, dal punto di vista percentuale, l’interesse strategico maggiore. Poi l’anno scorso siamo cresciuti anche in America latina, soprattutto in Argentina, Messico e in parte anche Brasile. Australia, Indonesia, Vietnam e Thailandia stanno crescendo bene».

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Headquarter a Genova e sede a Firenze, 1.250 dipendenti, Esaote oggi è una realtà consolidata a livello internazionale, presente in cento Paesi del mondo, con centri di ricerca e stabilimenti produttivi in Italia e in Olanda e società controllate e uffici in 11 Paesi. Quarant’anni fa era una scommessa, partita da zero. Ma nel suo biglietto da visita ci sono anche, ad esempio, gli ecografi forniti al centro spaziale della Nasa per eseguire esami ecocardiografici agli astronauti dello Shuttle.

Nata come divisione di Ansaldo (gruppo Iri-Finmeccanica) nel 1982, grazie alla caparbietà di Carlo Castellano, ideatore e fondatore, si fonde nel 1988 con la fiorentina Ote dando vita ad a Esaote biomedica. Poi arriva la privatizzazione nel 1994 che segna la svolta, con una operazione di management buy out condotta dallo stesso Castellano. Quotata in Borsa dal 1996 al 2003, Esaote è passata attraverso azionariati diversi, dal gruppo industriale Bracco agli investitori finanziari, come il fondo Ares Life Science di Bertarelli; fino a quando l’intero capitale viene acquisito nel 2018 da investitori cinesi di primo piano nella tecnologia medicale (Wangdong, Yuwell, Kangda) e primari fondi di investimento (YF Capital, co-fondato da Jack Ma, Shanghai FTZ Fund e Tianji) cui fa capo ancora oggi.

«L’avventura di Esaote - racconta Castellano - è partita alla fine degli anni 70. Nel novembre del 1977 ero stato ferito dalle Br con quattro proiettili, uno l’ho ancora nella gamba, e nel giro delle operazioni, tantissime, una mattina, mentre mi stavano facendo un esame con un’apparecchiatura della Siemens, dopo che qualche giorno prima ne avevo fatto un altro con una della General electric, ho pensato: se due grandi aziende mondiali producono queste macchine perché non può farlo Ansaldo? Tornato a Genova ho chiamato il capo dell’ufficio studi per dirgli: perché non proviamo a diversificare una parte dell’Ansaldo facendo una cosa nuova, apparecchiature biomedicali? Mi ha guardato: “Carlo, questa volta l’anestesia ti ha fatto male”. Invece il progetto è decollato».

I numeri documentano la crescita, con un fatturato consolidato 2021 a 231,3 milioni di euro (+5,3%) ma c'è anche il fattore umano, importante per lo sviluppo. Nel 2021 Esaote ha lanciato la sua prima Academy, e-generation, un progetto realizzato in collaborazione con l’Università di Genova e le sette università che hanno sede in Toscana, riservato a neolaureati, che ha portato dopo una prima formazione per i 21 ragazzi selezionati alla loro assunzione. Il progetto non si ripeterà nel 2022. «Ma abbiamo intenzione - dice Fontana - di rendere l’Academy almeno biennale, per cui l’anno prossimo la ripenseremo. Abbiamo fatto un piano di assunzioni per l’accelerazione della ricerca e sviluppo, perché abbiamo idee che vogliamo portare sul mercato».

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