Lavoro

Risorse per lo sgravio contributivo per la parità di genere certificata

La manovra 2022 prevede anche la realizzazione di un Piano strategico nazionale per la parità di genere con l’istituzione di una cabina di regia e di un osservatorio nazionale

di Matteo Prioschi

Parità di genere, ecco la strategia del governo: dall'occupazione alla riduzione del gap salariale

2' di lettura

Consistente incremento della dotazione del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere che, da due milioni annui già previsti e confermati per il 2022, passerà dal 2023 a 52 milioni di euro, 50 in più di quanto stabilito dalla legge di Bilancio 2021. A prevederlo è l’articolo 36 del disegno di legge di Bilancio 2022, che contestualmente amplia l’operatività del fondo stesso.

Oltre che a coprire «interventi finalizzati al sostegno e al riconoscimento del valore sociale ed economico della parità salariale di genere e delle pari opportunità sui luoghi di lavoro», servirà per sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro «anche attraverso la definizione di procedure per l’acquisizione, da parte delle imprese pubbliche e private, di una certificazione della parità di genere, cui siano connessi benefici contributivi a favore del datore di lavoro». Le modalità di attuazione di questa previsione, però, dovranno essere definite con un decreto interministeriale (Lavoro, Economia, Pari opportunità) per il quale non è previsto un termine di adozione.

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Esonero con tetto a 50mila euro

Il potenziamento del fondo e il riferimento alla certificazione, con connessa agevolazione contributiva, va letto alla luce del Piano nazionale di ripresa e resilienza di cui una delle priorità è la promozione della parità di genere. Inoltre l’incremento di 50 milioni di euro all’anno del Fondo per il sostegno della parità salariale di genere è collegato alla legge approvata il 26 ottobre dal Parlamento che modifica il Codice delle pari opportunità e prevede, dal 2022, un esonero contributivo in favore delle aziende certificate, pari a un massimo di 50mila euro, da riconoscersi nel limite di 50milioni di euro annui. Tale legge ha stanziato i fondi per l'anno prossimo, ma andavano reperiti quelli da usare dal 2023 in poi.

Piano strategico per la parità di genere

L’articolo 37 del Ddl di Bilancio prevede, invece, la realizzazione di un Piano strategico nazionale per la parità di genere, che dovrà «individuare le buone pratiche per combattere gli stereotipi di genere, colmare il divario di genere nel mercato del lavoro, raggiungere la parità nella partecipazione ai diversi settori economici, affrontare il problema del divario retributivo e pensionistico e colmare il divario e conseguire l'equilibrio di genere nel processo decisionale». Per fare ciò verranno istituti una cabina di regia, un osservatorio nazionale che potrà contare su un tavolo di lavoro sulla certificazione di genere alle imprese, un sistema informativo per raccogliere dati e informazioni sulla certificazione e costituire un albo degli enti accreditati. Per questi obiettivi vengono messi a disposizione cinque milioni di euro dal 2022.

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