le lettere

Risparmi ed efficienza: due obiettivi possibili anche nel pubblico

di Gianfranco Fabi

2' di lettura

Gentile Fabi, mi sembra, anche in base a quanto continuo a leggere sul Sole 24 Ore, che di risparmi e di tagli di spesa nella pubblica amministrazione si parla tanto, ma fino ad ora si è ottenuto molto poco. Tanto che compare sempre all’orizzonte la possibilità di un aumento delle tasse per compensare le sempre maggiori spese. La stessa riforma della pubblica amministrazione è stata paragonata all’araba fenice, «che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa». Forse esagero, ma mi sembra che l’apparato dello Stato, e ancora più quello delle Regioni, continui a marciare sul posto: complessità burocratiche e adempimenti amministrativi sono costantemente ai primi posti tra i problemi messi in luce dalle imprese come elementi che rendono difficile la crescita. Eppure le nuove tecnologie potrebbero offrire una soluzione, o almeno l’avvio di processi positivi.

Alberto Fedeli

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Gentile Fedeli, la sua lettera prosegue dedicando particolari critiche alle Regioni e alla sanità, che, come lei osserva giustamente, affianca in Italia livelli di assoluta eccellenza a situazioni critiche dove talvolta viene messa in discussione la stessa dignità delle persone. E proprio guardando alla sanità lei giudica sostanzialmente negativa l’esperienza di decentramento regionale di una realtà che dovrebbe, per sua natura, garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli di attenzione.

Nel risponderle mi permetto di fare due osservazioni. La prima: mi sembra ingeneroso criticare nel suo complesso la pubblica amministrazione. Molti passi avanti sono stati per sfruttare le potenzialità dell’informatica: nel campo fiscale per esempio ci sono state molte semplificazioni (pensiamo al 730 o agli F24 precompilati) soprattutto per i cittadini.

La seconda osservazione riguarda la sanità. È purtroppo vero che la capacità di rispondere alle esigenze dei cittadini è molto diversa da regione e regione, così come sono diversi, anche in misura rilevante, i costi delle strutture ospedaliere. Qualche passo avanti tuttavia è stato compiuto negli ultimi anni. Per esempio adottando metodologie derivate dalle logiche d'impresa come dimostra l’esperienza illustrata da Francesco Nicosia, già responsabile organizzativo dell’Ospedale Galliera di Genova, nel libro Sanità lean (Ed. GueriniNext, pagg. 152, 16 euro): «Nelle strutture sanitarie – afferma Nicosia – è in corso una rivoluzione silenziosa. Un cambiamento radicale. La trasformazione verso un modello che mette al centro il valore per il paziente. Riorganizza i processi “produttivi”. Riduce o elimina gli sprechi. Accorcia i tempi. Migliora la qualità. Promuove un miglioramento continuo. Cambia la cultura del personale». Il doppio obiettivo di spendere di meno e nello stesso tempo ottenere risultati migliori appare possibile: non si tratta di fare rivoluzioni e di utilizzare bacchette magiche, ma di avviare dei processi virtuosi, a piccoli passi. Affrontando nello stesso tempo gli sprechi e i disagi. Nella convinzione che migliorare è sempre possibile (e doveroso). Così come è doveroso riconoscere che il sistema sanitario italiano, pur con eccezioni, resta un modello positivo anche per la passione di quanti vi operano.

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